AFPTV / AFP
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  • venerdì 8 febbraio 2019

In Libia si combatte per il più grande giacimento petrolifero del paese

Quello di El Sharara, che ora è stato occupato dalle forze del generale Haftar

AFPTV / AFP

In Libia i due principali schieramenti che si contendono la guida del paese stanno combattendo per il controllo del giacimento petrolifero di El Sharara, il più grande dello stato, da cui possono essere ricavati 300mila barili di greggio al giorno. Il giacimento si trova a sud-ovest, circa 900 chilometri a sud di Tripoli. A contendersi il giacimento (così come l’intera Libia) sono le Forze armate libiche e il governo libico riconosciuto internazionalmente. Le Forze armate libiche (di cui si parla spesso con la sigla LNA), sono guidate dal maresciallo Khalifa Haftar e controllano al momento la parte orientale del paese. Il governo riconosciuto dall’ONU e dall’Italia è invece guidato da Fayez al Serraj e controlla il nord-ovest della Libia.

Una mappa aggiornata della Libia: in viola i territori controllati dal governo riconosciuto internazionalmente; in rosso i territori occupati dalle Forze armate libiche di Haftar, in rosa i territori sotto il controllo delle milizie tuareg (Liveuamap)

Haftar aveva annunciato di volersi muovere verso El Sharara alcune settimane fa, dicendo di volerlo fare per cacciare le varie milizie che si trovano nell’area. Il 6 febbraio il LNA di Haftar ha detto di aver preso il controllo del giacimento, che dallo scorso dicembre è però chiuso. La società che lo controlla – la Libyan National Oil Corporation (NOC) – ne aveva bloccato l’attività di estrazione del petrolio per via degli scontri tra diverse milizie locali, per le proteste dei lavoratori e per la generale situazione di instabilità della Libia.

Per evitare che Haftar prenda il controllo definitivo del giacimento e ne faccia ripartire le attività (tenendosi i guadagni), alcune truppe del governo di al Serraj si sono quindi mosse verso sud. Ora la situazione è molto complicata. Come spiega il Guardian, nei prossimi mesi (forse già il prossimo mese) le Nazioni Unite avevano in programma l’organizzazione di un incontro per il futuro della Libia, che aveva lo scopo di portare a delle elezioni e a una nuova Costituzione. L’attuale situazione rende però tutto ancora più difficile di quanto già non fosse.

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