Lautaro Martinez, attaccante argentino dell'Inter, a terra dopo un contrasto (MIGUEL MEDINA/AFP/Getty Images)
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  • lunedì 28 Gennaio 2019

L’Inter fatica a maturare

Un punto contro Sassuolo e Torino – due complessivi fra andata e ritorno – mostrano come sia ancora molto incostante

Lautaro Martinez, attaccante argentino dell'Inter, a terra dopo un contrasto (MIGUEL MEDINA/AFP/Getty Images)

I mesi invernali del campionato si stanno confermando ancora una volta molto complicati per l’Inter. Nonostante dicembre sia terminato con una vittoria nello scontro diretto per il secondo posto contro il Napoli, a gennaio la squadra di Spalletti ha ottenuto solo un punto in due partite che invece avrebbe dovuto vincere. La scorsa settimana, in casa contro il Sassuolo, gli avversari avrebbero meritato anche qualcosa in più di un pareggio; domenica sera a Torino è arrivata una sconfitta al termine di una delle prestazioni più anonime viste fin qui. Gli andamenti altrettanto incostanti delle inseguitrici mantengono l’Inter al terzo posto in classifica con un buon vantaggio (cinque punti sul Milan e sei sulla Roma), ma i punti persi in gare alla portata ora iniziano a essere tanti: un punto ottenuto in due partite contro il Torino, un altro in due partite contro il Sassuolo, per esempio, sono un problema.

A Torino l’Inter ha sofferto soprattutto per l’inconsistenza del suo centrocampo, schierato a cinque ma senza risultati soddisfacenti, anche per la scarsa forma dei tre centrali: Brozovic, Joao Mario e Vecino. Il contributo offensivo dei due esterni, Danilo D’Ambrosio e Dalbert, è stato quasi nullo. Tutte queste difficoltà hanno “tagliato” i rifornimenti all’attaccante e capitano Mauro Icardi, che non ha avuto modo di incidere sulla partita. L’altro attaccante schierato dall’inizio, Lautaro Martinez, è stato più attivo e partecipe nel gioco, per via delle sue caratteristiche più dinamiche, ma ha avuto comunque difficoltà come il resto della squadra. Davanti a un’Inter macchinosa e inconcludente, al Torino è bastato un colpo di testa del difensore Armando Izzo in mezzo a una difesa poco reattiva per andare in vantaggio e mantenerlo poi fino alla fine giocando con più sostanza che qualità.

Ivan Perisic dopo un’occasione sprecata in Chievo-Inter (VINCENZO PINTO/AFP/Getty Images)

Per migliorare rispetto alla passata stagione c’è bisogno di qualcosa in più. La domanda, a questo punto, è: la rosa attuale può farlo o ha bisogno di rinforzi di qualità già in questi ultimi giorni di mercato invernale? Prima della partita di Torino la dirigenza ha confermato che il forte esterno Ivan Perisic ha chiesto la cessione e sarà accontentato solo se l’Arsenal dovesse fare un’offerta adeguata. In quel caso si dovrebbe trovare subito un sostituto: Perisic ha giocato una prima parte di stagione ben al di sotto delle sue vere qualità, ma anche a rendimento ridotto in una partita come quella di domenica sarebbe servito.

Il bilancio della stagione dell’Inter rimane ancora positivo, ma questi mesi saranno come al solito decisivi. Il ritorno in Champions League è stato tutto sommato soddisfacente fino all’ultima partita, in cui la squadra ha gettato una qualificazione agli ottavi pareggiando contro il già eliminato PSV Eindhoven. In campionato è inutile fare paragoni con la Juventus, ma otto punti dal Napoli – che peraltro ha battuto nello scontro diretto – dimostrano come i punti persi da inizio stagione siano troppi. Una parte del successo di questa annata dipenderà poi dalle coppe. A febbraio ci sarà l’esordio in Europa League, dove ai sedicesimi l’Inter giocherà contro il Rapid Vienna, squadra austriaca ampiamente alla portata. In Coppa Italia invece giocherà questa settimana nei quarti di finale contro la Lazio, contro cui avrà il vantaggio di giocare in casa una gara secca.