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  • mercoledì 2 gennaio 2019

In Vietnam ora è vietato criticare il governo su internet

Con la nuova legge per la “sicurezza informatica” potrà anche censurare contenuti pubblicati su Facebook

Un uomo lavora al suo computer in un bar di Hanoi, in Vietnam. (HOANG DINH NAM/AFP/Getty Images)

L’1 gennaio in Vietnam è entrata in vigore una nuova legge sulla sicurezza informatica, che tra le altre cose vieta la condivisione online di contenuti contro il governo e il partito comunista vietnamita, che è al potere dal 1975, l’anno della riunificazione del paese. La nuova legge era stata approvata a giugno dall’Assemblea nazionale – il parlamento del paese, controllato dal partito comunista – e prevede anche che le aziende che forniscono servizi email, servizi di messaggistica, servizi bancari, di e-commerce e di social network siano obbligate a consegnare allo stato dati e informazioni sui loro utenti quando richiesto e a eliminare contenuti ritenuti inadatti.

La legge è stata introdotta perché, secondo il governo, la diffusione di informazioni false «potrebbe causare confusione e danneggiare le attività socioeconomiche» del Vietnam e per evitare che «forze ostili e reazionarie» usino internet per danneggiare il paese. Secondo i critici, la legge permetterà un ancora maggior controllo sulla libertà di stampa e di espressione e limiterà notevolmente le libertà civili dei cittadini vietnamiti. La nuova legge, inoltre, è entrata in vigore una settimana dopo che l’associazione dei giornalisti del Vietnam aveva pubblicato un nuovo codice di condotta che vieta ai giornalisti di scrivere post online che vadano contro allo stato, in una sorta di autocensura.

Phil Robertson, il vice direttore di Human Rights Watch per l’Asia, ha detto al Guardian che questa legge è «l’equivalente di un martello per distruggere le critiche online, con una serie di provvedimenti troppo ampi che possono essere usati facilmente per classificare come criminale quasi ogni commento critico» verso il governo. «È probabile che i primi ad essere colpiti saranno gli attivisti e i dissidenti politici che già in precedenza si erano espressi contro il governo, il cui piano a lungo termine sembra quello di mettere sotto controllo pervasivo anche internet dopo averlo fatto con la stampa, la televisione e la radio» ha aggiunto Robertson.

A differenza di quello che succede in Cina, in Vietnam Google e Facebook sono attive e Facebook conta più di 60 milioni di utenti, su una popolazione di circa 95 milioni di persone. Le piattaforme online sono usate soprattutto per discutere e condividere materiale politico ed erano l’unico luogo dove si potevano esprimere liberamente opinioni sul governo, che controlla la stampa e le televisioni del paese. In base alla nuova legge, le società che offrono servizi online nel paese – quindi anche Google e Facebook – dovranno aprire delle sedi per i propri uffici in Vietnam e dovranno rispettare le nuove forme di censura online e di raccolta dei dati. Il ministero della Pubblica Sicurezza ha detto che le società avranno 12 mesi di tempo per adeguarsi alla legge e il governo sostiene che Google abbia già confermato l’intenzione di aprire una propria sede in Vietnam. Google per ora non ha confermato la notizia, mentre Facebook ha fatto sapere che continuerà a proteggere i dati degli utenti e la loro sicurezza.

Oltre alle questioni legate alla libertà di espressione, la nuova legge potrebbe anche creare diversi problemi tecnici e di sicurezza informatica, visto il grande numero di dati che le società dovranno raccogliere e conservare. Il capo del comitato per la Difesa e la Sicurezza dell’Assemblea nazionale del Vietnam, Vo Trong Viet, aveva detto a giugno che la conservazione e la raccolta dei dati in Vietnam erano un obiettivo fattibile e soprattutto cruciale per combattere le attività criminali online e contrastare gli attacchi degli hacker. Secondo le aziende, invece, i costi saranno molto alti e le richieste del governo comporteranno delle brecce nei sistemi di sicurezza dei servizi online.

Secondo l’Asia Internet Coalition, un’associazione di grandi aziende online che rappresenta sia Facebook che Google, la nuova legge «solleva diversi dubbi per quanto riguarda la privacy e le libertà civili degli abitanti del Vietnam e rischia di danneggiare le prospettive di crescita economica del paese» perché impone «delle severe limitazioni allo sviluppo di un’economia digitale del Vietnam». Il gruppo prevede che la nuova legislazione farà diminuire il numero di investitori stranieri e limiterà le opportunità di crescita per le imprese locali.