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  • mercoledì 2 gennaio 2019

Le opere che perdono il copyright nel 2019

Non moltissime, in Europa, ma sarà un anno fondamentale per gli Stati Uniti

Antonin Artaud 1926 (Wikipedia)

Ogni inizio d’anno migliaia di libri, canzoni, film e altre opere creative diventano di pubblico dominio: possono essere quindi messe online, trascritte, riprodotte e utilizzate liberamente senza alcuna limitazione. Per questo motivo il primo gennaio è anche chiamato il “Public Domain Day”.

In Europa le leggi in materia di proprietà intellettuale stabiliscono che il copyright duri per 70 anni dalla morte dell’autore o dell’autrice: significa quindi che il primo gennaio 2019 sono diventati di dominio pubblico i lavori di scrittori e artisti morti nel 1948, e ce ne sono alcuni di significativi. Tra questi: Antonin Artaud, drammaturgo, attore e saggista francese, autore tra le altre cose de Il teatro e il suo doppio, raccolta di saggi fondamentale per la storia del teatro; Georges Bernanos, autore del Diario di un curato di campagna, da cui venne tratto anche un famoso film. Diventano poi libere da diritti le opere di Osamu Dazai, scrittore giapponese autore de Il sole si spegne e Lo squalificato, opere a cui si sono ispirati diversi anime; quelle di Zelda Fitzgerald, autrice del romanzo autobiografico Lasciami l’ultimo valzer e quelle della scrittrice e femminista portoghese Maria Olga de Moraes Sarmento da Silveira. Saranno poi riproducibili le opere del regista Sergei Eisenstein, quello de La corazzata Potëmkin, di David Wark Griffith, celebre soprattutto per Nascita di una nazione e quelle del compositore italiano Mario Mascagni.

“La corazzata Potëmkin” è davvero una cagata pazzesca?

Il 2019 sarà un anno particolarmente importante per il copyright soprattutto negli Stati Uniti, perché dal primo gennaio sono diventate libere le opere pubblicate nel 1923: è infatti scaduto il cosiddetto Mickey Mouse Protection Act, così chiamato perché a sostenerlo fu soprattutto la Disney che voleva in quel modo tutelare i diritti di Mickey Mouse. Nel 2005 sarebbero infatti scaduti i diritti su Topolino ma nel 1998 la Disney, insieme ad altri, riuscì a far estendere di ulteriori vent’anni il copyright negli USA. In questo modo fu sì possibile “salvare” i diritti su Topolino, ma anche su molte altre opere che sarebbero dovute diventare di pubblico dominio nel 2005.

Diventeranno dunque accessibili, negli Stati Uniti, opere di Marcel Proust, D. H. Lawrence, Agatha Christie, Joseph Conrad, Edith Wharton, P. G. Wodehouse, Rudyard Kipling, Katherine Mansfield, Virginia Woolf, Robert Frost e Wallace Stevens, tra gli altri. Non è chiaro quante opere saranno d’ora in poi libere da diritti, ma nel 1923 vennero registrate circa 130mila opere. Il New York Times ha scritto che sarà un cambiamento fondamentale che avrà profonde conseguenze per gli editori, ma soprattutto per i lettori, che avranno più edizioni tra cui scegliere e probabilmente anche più economiche.

In altri paesi, come la Cina, il Canada e la Nuova Zelanda, il copyright si estende per cinquant’anni dalla morte dell’autore: saranno quindi liberamente riproducibili le opere di autori morti nel 1968, come lo scrittore John Steinbeck, statunitense, e Giovannino Guareschi, italiano.

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