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  • lunedì 31 dicembre 2018

La storia dell’arbitro che fece sospendere una partita per i cori discriminatori

Claudio Gavillucci è finito improvvisamente dalla Serie A ai campionati giovanili, ma non è detto che ci sia un nesso con la sospensione di Sampdoria-Napoli

Claudio Gavillucci durante Fiorentina-Hellas Verona di Serie A del 28 gennaio 2018 (Gabriele Maltinti/Getty Images)

Lo scorso maggio Claudio Gavillucci, arbitro di Serie A dal 2015, diresse la partita di campionato tra Sampdoria e Napoli. La partita, vinta dal Napoli, dal punto di vista disciplinare non presentò problemi: meno di una ventina di falli, solo quattro ammonizioni e nessun episodio contestato. Il clima all’interno dello stadio Luigi Ferraris, però, fu abbastanza teso per via della rivalità tra le due tifoserie, motivata dallo storico gemellaggio che lega i tifosi del Napoli a quelli del Genoa, i rivali concittadini della Sampdoria. Nel corso della partita i tifosi di casa rivolsero insulti e cori offensivi – quelli ormai definiti “di discriminazione territoriale” – verso quelli napoletani, e questo spinse l’arbitro Gavillucci a sospendere la partita per circa tre minuti, a un quarto d’ora dalla fine. Sampdoria-Napoli è stata la penultima partita professionistica arbitrata da Gavillucci, che oggi dirige partite di ragazzini nel Lazio.

In seguito ai cori razzisti e discriminatori del pubblico interista nella partita di Santo Stefano fra Inter-Napoli, che hanno causato grandi polemiche per la mancata sospensione e per la successiva squalifica per due turni dello stadio Giuseppe Meazza, la storia di Gavillucci è tornata in discussione. Gli articoli pubblicati dai giornali italiani nei giorni scorsi hanno ricostruito la vicenda di maggio e ipotizzato un legame tra la sua decisione di sospendere quella partita e la sua dismissione dalla Serie A, per quanto fosse ancora lontano dal ritiro. I dubbi sulla vicenda sono alimentati dai ricorsi presentati in questi mesi dall’avvocato di Gavillucci, che ne sta chiedendo il reintegro contestando la condotta adottata dall’Associazione Italiana Arbitri (AIA) nel deciderne la dismissione.

Durante Sampdoria-Napoli, Gavillucci applicò alla lettera ciò che prevedono le normative in caso di reiterati cori razzisti o discriminatori nel corso di una partita. Ordinò infatti che venissero comunicati, tramite gli altoparlanti dello stadio, due appelli in due diversi momenti al pubblico sampdoriano, che però continuò con i cori. Alla mezzora del secondo tempo, dopo che i primi due avvertimenti erano stati ignorati, Gavillucci decise di sospendere la partita. Nei pochi minuti di sospensione entrò in campo persino il presidente della Sampdoria, Massimo Ferrero, che andò davanti alla gradinata del tifo organizzato sampdoriano facendo cenno di smetterla. Dopo che un giocatore della Sampdoria parlò al pubblico tramite gli altoparlanti dello stadio, Gavillucci fece riprendere la partita, che da lì proseguì fino al suo termine.

Non fu la prima sospensione di una partita di Serie A per cori discriminatori. Due anni fa l’arbitro Massimiliano Irrati sospese un Lazio-Napoli per ragioni analoghe. Oggi Irrati è considerato uno dei migliori direttori di gara italiani e dal 2017 è un arbitro internazionale.

Tuttavia, al termine della scorsa stagione, il Comitato Nazionale dell’AIA dismise Gavillucci per “motivate ragioni tecniche” in quanto ultimo nella graduatoria arbitrale della stagione appena conclusa compilata dagli osservatori. A luglio, però, Gavillucci ha dato mandato a uno studio di avvocati di Latina di presentare ricorso contro il provvedimento dell’AIA basandosi sulla precedente dismissione di un arbitro di categorie minori il cui ricorso venne accolto dal Tribunale Federale contestando all’AIA la violazione dei principi di trasparenza, imparzialità e terzietà. Gavillucci – che era stato il quarto arbitro più designato nella sua ultima stagione di Serie A – sospettava che i suoi voti non fossero autentici e che fossero stati inseriti successivamente per motivarne la dismissione. Il suo ricorso era stato bocciato in primo grado, ma il Tribunale federale d’appello ha successivamente annullato la sentenza per “difetto di contraddittorio” e il caso è ancora aperto.

Lo scorso novembre il Fatto Quotidiano ha pubblicato delle dichiarazioni dell’avvocato di Gavilluci: «Si mormora che sia stato punito per questo [la sospensione di Sampdoria-Napoli]? Non è stato punito per questa faccenda, ma non risulta che sia stato adeguatamente premiato». Il voto a Gavillucci per la direzione di Sampdoria-Napoli fu però abbastanza alto, pari a 8.50, che equivale a una direzione ottima.