Emanuele Fiano del Pd viene trattenuto dagli assistenti parlamentari mentre cerca di avvicinarsi ai banchi della presidenza della Camera, 28 dicembre 2018 (ANSA/GIUSEPPE LAMI)

Le agitate foto di ieri alla Camera

C'è stata l'ennesima discussione della legge di bilancio tra urla, bandiere, insulti e lanci di fascicoli

Emanuele Fiano del Pd viene trattenuto dagli assistenti parlamentari mentre cerca di avvicinarsi ai banchi della presidenza della Camera, 28 dicembre 2018 (ANSA/GIUSEPPE LAMI)

La seduta di oggi alla Camera è stata molto agitata (e non è ancora finita). I lavori prevedono la discussione della legge di bilancio e il tempo a disposizione del governo è pochissimo: dev’essere approvata entro il 31 dicembre. Sebbene i governi precedenti siano quasi sempre riusciti a far approvare la legge durante la prima metà di dicembre, stavolta le lunghe trattative prima tra Lega e Movimento 5 Stelle e poi tra governo e Commissione europea hanno allungato molto i tempi.

Il risultato è che al Senato la legge è stata votata con mozione di fiducia senza essere discussa, né in commissione né in aula, e il governo intende fare lo stesso alla Camera, dove ieri la commissione Bilancio aveva dato mandato al relatore di portare la legge in aula senza discutere nessuno dei circa 350 emendamenti presentati; la decisione era passata grazie al voto della maggioranza, mentre Partito Democratico e Forza Italia avevano votato contro. Nel tardo pomeriggio, alla Camera, è comunque iniziata una discussione generale sulla manovra.

La seduta di oggi è iniziata con le nuove proteste dell’opposizione, mentre moltissimi deputati della maggioranza erano assenti. Davanti alle crescenti proteste e al rischio per il governo di andare sotto in un voto procedurale, il presidente della Camera Roberto Fico ha deciso di sospendere i lavori e convocare la conferenza dei capigruppo. Questa decisione ha amplificato le proteste dell’opposizione, tra chi ha sventolato bandiere e chi, come Guido Crosetto di Fratelli d’Italia ed Emanuele Fiano del Partito Democratico, si sono molto avvicinati ai banchi della presidenza (quest’ultimo ha anche lanciato un fascicolo di emendamenti, che ha colpito il sottosegretario Massimo Garavaglia).

I rappresentanti delle opposizioni per protesta non hanno partecipato alla conferenza dei capigruppo, e accusano il governo di avere «abolito il Parlamento» e il presidente Fico di essere fazioso. «Il presidente della Camera deve essere soggetto di garanzia e non di parte. L’opposizione è stata umiliata. Fico non ha fatto votare la sospensione perché mancava la maggioranza», ha detto il capogruppo del PD, Graziano Delrio. In tutto questo, i relatori di maggioranza hanno deciso di non intervenire a presentare la legge di bilancio ma di depositare un intervento scritto, nonostante gli inviti del presidente Fico, per accelerare i tempi (l’opposizione sostiene che la relazione non esista del tutto).

Il governo ha particolare fretta di ottenere l’approvazione della legge di bilancio – che serve a stabilire come e dove lo Stato potrà prelevare e spendere il denaro degli italiani – perché ha tempo per farlo entro il 31 dicembre. Dopo quella data, senza l’approvazione della legge sarebbe necessario ricorrere all’esercizio provvisorio di bilancio, uno strumento dai confini poco chiari che permette al governo di continuare a prelevare e spendere denaro in deroga. Il governo conta di tenere il voto di fiducia alla Camera entro domani, 29 dicembre.

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