(ANSA)

Il presidente della Calabria è indagato per abuso di ufficio

Mario Oliverio, eletto con il PD nel 2014, è accusato di aver gestito in maniera irregolare due appalti di cui avrebbero approfittato anche imprenditori legati alla 'ndrangheta

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Il presidente della regione Calabria Mario Oliverio è indagato per abuso di ufficio in un’inchiesta coordinata dal procuratore antimafia di Catanzaro Nicola Gratteri che coinvolge anche imprenditori legati alla ‘ndrangheta. Ad Oliverio è stato imposto oggi l’obbligo di dimora nel paese di San Giovanni in Fiore in provincia di Cosenza, dove ha la residenza. Insieme ad Oliverio, eletto presidente della regione nel 2014 con il Partito Democratico, gli indagati sono in tutto sedici, e per alcuni di loro è stata ipotizzata anche l’aggravante del metodo mafioso per avere agevolato la cosca di ‘ndrangheta Muto di Cetraro.

Oliverio è accusato di aver gestito in maniera irregolare due appalti. Il primo riguarderebbe una località sul Mar Tirreno in provincia di Cosenza, il secondo riguarda invece la riqualificazione degli impianti sciistici di Lorica, sempre in provincia di Cosenza. A quanto pare, questi appalti sarebbero stati assegnati senza rispettare tutte le regole. Ad ottenerli sarebbero stati imprenditori con legami con gruppi affiliati al crimine organizzato. Scrive Repubblica:

L’appalto già in passato era finito al centro di un’indagine che aveva rivelato come i clan Muto, di Cetraro, e Piromalli di Gioia Tauro, avessero creato un vero e proprio cartello di ditte per aggiudicarsi in via diretta o indiretta i maggiori appalti in tutta la Calabria. Nel cosentino, hanno scoperto gli investigatori, il gruppo di riferimento sarebbe stato proprio quello dei Barbieri. Nel corso dell’indagine erano stati individuati anche trasferimenti diretti di denaro da uomini di Franco Muto, il boss di Cetraro che sul controllo del mercato ittico ha costruito il proprio impero. Da un’intercettazione ascoltata nel corso di quell’inchiesta erano emersi contatti fra il governatore Mario Oliverio e uno degli uomini di riferimento per i clan nel mondo degli appalti, Giorgio Morabito.

Il presidente Oliverio ha respinto le accuse ricevuto e ha detto che gli applati di cui si occupa l’inchiesta erano stati assegnati prima che diventasse presidente della regione. In un comunicato diffuso dalle agenzie ha fatto sapere: «Di fronte ad accuse infamanti ho deciso di fare lo sciopero della fame».