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  • mercoledì 12 dicembre 2018

Cosa sappiamo dello sparatore di Strasburgo

Quali notizie sono state confermate, quali no, e poi: si può parlare di terrorismo?

Militari a Strasburgo, 12 dicembre 2018 (SEBASTIEN BOZON/AFP/Getty Images)

L’identità dell’autore dell’attacco avvenuto ieri ai mercatini di Natale di Strasburgo non è stata diffusa ufficialmente, ma il ministro dell’Interno francese Christophe Castaner e la prefettura hanno comunque confermato alcune notizie. Ne circolano anche altre accompagnate da profili e foto del sospettato: ma vanno prese con cautela.

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Quello che si sa
L’uomo, che attualmente è ancora in fuga, è stato “identificato” ed era già noto alla polizia per piccoli reati comuni. Il ministro Castaner ha detto che era già stato condannato in Francia e in Germania e che aveva regolarmente scontato la pena: è uscito di prigione nel 2015.

Secondo la prefettura era segnalato con la “Fiche S”, una delle categorie con le quali in Francia possono essere schedate e monitorate le persone sospettate di aver commesso qualche reato o che rientrano in specifiche tipologie: “S” riguarda le persone sospettate di minacciare la sicurezza pubblica, la sicurezza dello stato o che si stanno radicalizzando all’islamismo, ma che non sono necessariamente già state condannate.

Le Monde spiega che attualmente in Francia ci sono 26 mila persone attenzionate con la “Fiche S”: non tutte sono legate a questioni di terrorismo e solo una parte di loro ha a che fare con l’Islam radicale. Rispondendo a chi chiede perché questa categoria di persone non si trovi in prigione, Le Monde risponde che l’obiettivo della “Fiche S” è innanzitutto quello di consentire il «monitoraggio discreto» di una persona.

Che cosa si dice
Sui giornali francesi circolano alcune informazioni sull’autore dell’attacco. Si chiamerebbe Chérif C., avrebbe 29 anni e sarebbe nato il 4 febbraio del 1989 a Strasburgo. Secondo Le Figaro aveva già ricevuto una ventina di condanne di vario tipo.

Martedì mattina, il giorno dell’attacco, la polizia aveva raggiunto l’abitazione di Chérif C. nell’ambito di un’indagine per furto e tentato omicidio. Non l’avevano trovato a casa, ma avevano fermato tutti i suoi presunti complici. Durante la perquisizione, gli agenti avrebbero trovato a casa sua anche alcune armi.

Che cosa non si sa
Questa mattina, Laurent Nuñez, sottosegretario di Stato al ministero degli Interni con la responsabilità di coordinare polizia, gendarmeria e intelligence, ha dichiarato che per ora non si può parlare di atto di terrorismo e ha invitato ad essere molto prudenti. Nuñez ha ricordato che l’autore dell’attacco si era radicalizzato in carcere e che proprio per questo motivo era sorvegliato dalla polizia. I reati che aveva commesso fino a ieri non avevano nulla a che fare con questioni di terrorismo. Nunez ha aggiunto che l’uomo, secondo le sue informazioni, non è mai andato in Siria né aveva mai tentato di farlo come invece avevano fatto molte persone coinvolte negli attentati degli ultimi anni in Europa.

La sezione antiterrorismo della procura di Parigi sta comunque seguendo l’inchiesta con la procura di Strasburgo, ma non è escluso che l’uomo abbia agito per altre motivazioni, compresa quella della disperazione dovuta al fatto che tutti i suoi complici, ipotizzano alcuni giornali, fossero stati arrestati.

Secondo alcuni giornali locali, prima di scappare l’uomo sarebbe stato ferito da alcuni agenti dell’operazione antiterrorismo Sentinelle, cioè i militari assegnati a compiti speciali di sorveglianza dopo gli attentati avvenuti in Francia nel 2015.