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  • domenica 9 dicembre 2018

Il podcast di cui si discute in Australia

"The Teacher's Pet", scaricato da più di 27 milioni di persone, ha fatto riaprire un caso di scomparsa irrisolto degli anni Ottanta

Il 5 dicembre un uomo di 70 anni è stato arrestato in Australia con l’accusa di aver ucciso sua moglie, scomparsa quasi 37 anni fa. L’uomo si chiama Chris Dawson e moltissime persone, non solo in Australia, ma anche in Canada e negli Stati Uniti, stanno seguendo la sua vicenda. A decenni di distanza, infatti, la scomparsa di Lynette Dawson (moglie di Chris) è finita al centro di un podcast di grande successo, The Teacher’s Pet, scaricato da più di 27 milioni di persone.

Il podcast e il caso di cronaca stanno facendo molto discutere in Australia, tanto che in molti credono che la grande attenzione mediatica nei confronti di Dawson e la diffusa convinzione della sua colpevolezza potrebbero rendere impossibile un giudizio imparziale su di lui. La vicenda, inoltre, è legata a sospetti abusi su studentesse minorenni nella scuola dove Dawson insegnava negli anni Ottanta, un altro elemento che ha contribuito a rendere più controverso il caso.

La storia raccontata da The Teacher’s Pet
The Teacher’s Pet è un podcast in sedici episodi del quotidiano The Australian realizzato dal giornalista Hedley Thomas, che gli ha fatto vincere il più importante premio giornalistico australiano, il Gold Walkley. Il nome del podcast letteralmente significa “La cocca del professore”: è un riferimento a Chris Dawson, che negli anni Ottanta insegnava educazione fisica alla Cromer High School, una scuola superiore di una località suburbana a nord di Sydney, e al suo rapporto con Joanne Curtis, la studentessa con cui Dawson intraprese una relazione sessuale e poi sposò qualche anno dopo la scomparsa della moglie.

Di Lynette Dawson non si sa più nulla dal gennaio del 1982. All’epoca la donna aveva 33 anni; faceva l’infermiera e viveva con il marito e le due figlie Shrerryn e Shanelle. Chris Dawson ha sempre sostenuto di non aver nulla a che fare con la scomparsa della moglie, sostenendo che la donna lasciò la famiglia per aderire a una setta religiosa. Tuttavia non è mai stato in grado di fornire alla polizia delle prove a sostegno della sua versione.

Qui potete ascoltare la prima puntata di The Teacher’s Pet:

The Teacher’s Pet ricostruisce gli eventi precedenti alla scomparsa di Lynette Dawson raccontando di come il suo matrimonio fosse in crisi e di come suo marito, così come altri insegnanti della Cromer High School, approfittassero della propria influenza sulle studentesse della scuola per ottenere prestazioni sessuali. Nel 1982 Joanne Curtis aveva 16 anni e aveva problemi in famiglia: come ha raccontato alla polizia, iniziò una relazione con Dawson e lui la assunse come babysitter per le sue figlie, portandola a vivere in casa propria. Poco tempo prima della sua scomparsa, Lynette Dawson aveva scoperto della relazione tra il marito e Curtis e per questo aveva cacciato la ragazza. Qualche giorno dopo la scomparsa della moglie, Chris Dawson la fece tornare e due anni dopo la sposò.

Da quando The Teacher’s Pet ha cominciato a essere pubblicato, almeno 20 ex insegnanti della Cromer High School sono stati accusati di aver abusato delle proprie studentesse. A luglio la polizia ha aperto un’indagine.

Negli anni ci sono state diverse indagini sulla scomparsa di Lynette Dawson, ma nessuno era mai stato arrestato prima di mercoledì e il suo corpo non è mai stato ritrovato. Nel 2001 un’indagine aveva concluso che probabilmente la donna era stata uccisa da una persona che la conosceva. Un’altra indagine, nel 2003, aveva chiesto che Chris Dawson fosse incriminato per l’omicidio, ma il pubblico ministero competente aveva deciso di non procedere giudicando che non ci fossero abbastanza prove. L’ultima indagine era cominciata nel 2015, e lo scorso aprile erano state presentate nuove prove; a maggio sono cominciate le trasmissioni di The Teacher’s Pet. A settembre la polizia aveva ricevuto l’autorizzazione per cercare il corpo di Lynette Dawson nel giardino della casa dove viveva con il marito e le figlie – erano stati fatti degli scavi anche durante la prima indagine, ma per ragioni di budget non in tutto il giardino – ma non era stato trovato nulla.

(la seconda parte del programma è qui)

Cos’è successo di nuovo
Dopo l’arresto di Chris Dawson, il commissario di polizia del Nuovo Galles del Sud (lo stato di Sydney) ha detto che il lavoro giornalistico fatto dal podcast ha aiutato le indagini perché ha trovato due nuovi testimoni dell’epoca, e ha dato una mano agli investigatori a «mettere insieme alcuni pezzi del puzzle». La polizia ha ringraziato i giornali e le persone che hanno seguito la vicenda dicendo che, anche se l’attenzione pubblica non ha avuto un ruolo «cruciale» nell’arresto di Dawson, è stata utile per trovare nuove prove. Le ricerche per il corpo di Lynette Dawson intanto continueranno.

Come spiega un articolo del Guardian, c’è però un dibattito sull’influenza di The Teacher’s Pet su chi giudicherà Dawson in tribunale. L’avvocato dell’uomo, Greg Walsh, ha detto che alcuni resoconti giornalistici hanno diffuso un «punto di vista ideologico» colpevolista: «È una cosa preoccupante perché è un punto di vista che può distorcere i ricordi delle persone e in questo caso ci sono stati molti ritardi e varie negligenze commesse dalla polizia».

Tyrone Kirchengast, un professore di diritto penale dell’Università di Sydney, ha detto al Guardian che qualunque indagine giornalistica su un crimine rischia di creare una qualche forma di pregiudizio nei confronti di un accusato, specialmente se diventa popolare come questo podcast. «È solo un esempio di come un’inchiesta fatta con buone intenzioni per difendere i diritti di una vittima possa avere degli effetti sui diritti di un accusato», ha detto Kirchengast. Secondo il professore tuttavia è possibile trovare 12 giurati – il sistema giudiziario australiano è simile a quello britannico e a quello americano – che non abbiano ascoltato il podcast.

C’è poi chi invece sostiene che i podcast siano un formato che aiuta le inchieste giornalistiche sui casi di cronaca nera a dare un resoconto con maggiori livelli di complessità, e che questo sia un bene. Thalia Anthony, docente di legge della University of Technology Sydney, pensa che l’influenza sulle indagini della polizia di podcast come The Teacher’s Pet e Serial negli Stati Uniti sia diversa da quella tradizionalmente creata dai giornali scandalistici in quanto il giornalismo che c’è dietro è più trasparente sulle fonti e si porta dietro meno pregiudizi. Detto questo il sistema giudiziario ha il dovere di limitare i pregiudizi legati ai resoconti dei giornali e per questo è probabile che alla fine Dawson sarà giudicato da un giudice e non da una giuria.

In Italia, nell’ultimo anno, si è verificata una situazione simile con il podcast Veleno, prodotto da Repubblica e realizzato dal giornalista Pablo Trincia, che ha fatto emergere nuovi elementi e testimonianze su un’incredibile vicenda di cronaca degli anni Novanta, quando diversi bambini furono sottratti dai servizi sociali alle famiglie, accusate di satanismo e abusi, in provincia di Modena. Come ha dimostrato Veleno, ci sono però moltissimi elementi che lasciano pensare che le testimonianze dei bambini, le uniche prove su cui si basarono le condanne e le separazioni delle famiglie, furono indotte da chi li interrogò. Il podcast ha avuto un grande successo, almeno relativamente al piccolo mercato italiano, riportando all’attualità una vicenda che era stata largamente dimenticata.