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  • domenica 25 novembre 2018

Il purgatorio dei giocatori di football

I tanti che restano senza contratto vengono assistiti da un fondo – "The Trust" – che li aiuta a restare in forma e non demordere

(Sean Gardner/Getty Images)

Il giornalista Ken Belson ha raccontato sul New York Times cosa succede ai tanti atleti di NFL, il massimo campionato di football americano, che si trovano senza contratto. Belson ha spiegato che dal 2013 esiste un fondo – noto come The Trust – che oltre ad assistere gli ex giocatori dopo il loro ritiro fornisce assistenza anche a quelli che, pur senza squadra, non vogliono ritirarsi. Belson ha scritto che al momento ci sono circa mille giocatori ancora in attività che hanno giocato in NFL e sono senza squadra, perché il loro contratto è stato rescisso o non è stato rinnovato. Jude Adjei-Barimah, uno di loro, ha detto: «La gente pensa che stiamo a casa sul divano. In realtà siamo disoccupati, ma ci alleniamo molto»

The Trust è finanziato e gestito dalla NFL Players Association, l’associazione dei giocatori di NFL. Ai giocatori che abbiano giocato almeno due stagioni in NFL, il fondo offre l’iscrizione gratuita in una catena di palestre della società EXOS e l’assistenza di allenatori, fisioterapisti e nutrizionisti: il tutto per un valore complessivo di migliaia di euro al mese per ogni giocatore in cerca di un contratto.

Kasim Edebali ha 29 anni, è un linebacker (uno dei difensori) ed è oggi senza contratto. Dopo aver cambiato diverse squadre dal 2014 al 2017, all’inizio di questa stagione aveva fatto alcuni giorni di prova con i Chicago Bears, che però a inizio stagione l’avevano scaricato preferendogli Khali Mach, un giocatore più giovane e considerato più forte. Edebali ha raccontato che ogni giornata inizia con almeno due ore di palestra e che gli allenamenti puntano soprattutto a mantenere la forza e la velocità richieste a un giocatore di football americano, con allenamenti specifici a seconda dei ruoli. Il suo allenatore è Jonathan Barlow, che negli ultimi cinque anni ha allenato circa 250 giocatori senza contratto. Barlow ha spiegato che spesso deve anche fare loro da psicologo e che quando i giocatori senza squadra dicono di voler smettere, lui ricorda loro di insistere, «perché non è una di quelle cose su cui tra cinque anni potrai cambiare idea».

Belson ha scritto che, allenandosi insieme ad altri atleti del loro livello e con esigenze ed esperienze simili, i giocatori senza contratto possono ritrovare l’atmosfera dello spogliatoio e, soprattutto, «spronarsi a vicenda per fare meglio». Anche perché può capitare, se ad allenarsi insieme sono due giocatori dello stesso ruolo, che a trovare un contratto sia solo uno dei due. In genere, comunque, è piuttosto complicato: meno di un giocatore su 100 trova squadra dopo essere rimasto fuori dalla NFL per più di un anno intero, e solo il 10 per cento dei giocatori che si sono trovati senza squadra durante la stagione riesce a trovare una nuova squadra in quella stessa stagione.

I giocatori senza contratto ma con almeno due anni di esperienza in NFL possono trovare lavoro durante la stagione soprattutto a causa degli infortuni o delle scarse prestazioni di altri giocatori, che le squadre devono o vogliono sostituire. Come nel calcio e in molti altri sport, è sempre possibile mettere sotto contratto un giocatore senza squadra, anche fuori dalle finestre di mercato previste per i trasferimenti.

Il problema, per i giocatori di The Trust, è che spesso le squadre preferiscono rischiare un po’ di più e, spendendo di meno, mettere sotto contratto giocatori giovani, senza esperienza in NFL, sperando che diventino molto forti. Seppur senza contratto, i giocatori di The Trust sono infatti spesso considerati dei veterani, che chiederebbero comunque uno stipendio relativamente alto, specie se paragonato a un giovane debuttante. Ora che si avvicina la fase finale della stagione, quella con i playoff, per i giocatori senza contratto le cose si fanno ancora più difficili: le tante squadre che ormai non hanno più possibilità di arrivare ai playoff non sono interessate a sostituire i loro infortunati, e quindi i possibili posti di lavoro a disposizione saranno sempre meno (e per contratti sempre più brevi).

Belson ha spiegato che tra le alternative possibili per i giocatori di NFL senza contratto c’è il football canadese, che però ha regole un po’ diverse e, soprattutto, offre contratti meno remunerativi. Le squadre di football canadese tendono poi a offrire contratti di diversi anni, cosa che costringerebbe i giocatori di The Trust a rinunciare alla possibilità di tornare in NFL in futuro. Preferiscono quindi rischiare di restare senza contratto pur di provare ad avere anche solo un anno di contratto in NFL, che porta comunque molti soldi e opportunità.

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