Karl Tu'inukuafe durante il test match contro la Francia dello scorso giugno (GettyImages)
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  • martedì 20 novembre 2018

Una storia da All Blacks

Karl Tu'inukuafe quattro anni fa faceva il buttafuori e pesava 175 chili; oggi è titolare nella squadra di rugby più forte al mondo

Karl Tu'inukuafe durante il test match contro la Francia dello scorso giugno (GettyImages)

Il prossimo fine settimana si concluderà il mese dei test match autunnali del rugby internazionale – cioè degli incontri amichevoli, nel gergo della disciplina – e quindi anche uno dei due periodi all’anno in cui le nazionali di tutto il mondo hanno la possibilità di riunirsi per quattro settimane di lavoro intenso. I test match autunnali che si concluderanno fra pochi giorni sono anche più importanti del solito, in quanto gli ultimi in vista dei Mondiali in programma fra un anno in Giappone. Per la Nazionale maschile italiana, novembre si concluderà ospitando sabato pomeriggio allo Stadio Olimpico di Roma i bicampioni del mondo della Nuova Zelanda.

Per gli All Blacks, Roma sarà l’ultima tappa della tournée europea iniziata tre settimane fa con una prestigiosa vittoria a Londra contro l’Inghilterra e proseguita poi con una sconfitta a Dublino contro l’Irlanda campione in carica del Sei Nazioni. Gli All Blacks giocano sempre per vincere, e nonostante l’Irlanda sia la seconda nazionale nel ranking mondiale, anche in questi casi una sconfitta genera sempre piccole polemiche e discussioni attorno alla squadra. Ma ci sono diverse attenuanti. La prima è che gli All Blacks hanno giocato comunque bene, la seconda è che avevano alcuni titolari infortunati. È in questo contesto che va introdotta la storia di Karl Tu’inukuafe.

Tu’inukuafe durante Nuova Zelanda-Sudafrica del Quattro Nazioni al Westpac Stadium di Wellington (Marty MELVILLE / AFP)

Tu’inukuafe gioca come pilone e ha esordito con gli All Blacks la scorsa estate, a 25 anni. Il modo con cui è arrivato a giocare titolare con la squadra campione del mondo in carica da otto anni è probabilmente unica. “Big Karl” — come lo chiamano in Nuova Zelanda — è originario di Auckland e iniziò a giocare con il Wesley College, lo stesso in cui mosse i primi passi nel rugby Jonah Lomu, leggenda dello sport morto nel 2015 a soli 40 anni. Tu’inukuafe smise di giocare a rugby dopo essersi diplomato nel 2012. Trovò un impiego part-time come buttafuori in un locale di Auckland. Nei due anni di inattività ebbe uno stile di vita sedentario, accompagnato da una dieta sregolata, che lo portò nel 2014 a pesare 175 chilogrammi per circa 1 metro e 86 centimetri di altezza.

Nello stesso anno fu costretto a vedere un medico per dei dolori alle gambe che avvertiva sempre più di frequente. Il dottore che lo visitò gli disse che il suo corpo stava dando dei segnali di cedimento a causa di un peso fuori controllo: segnali che di lì a poco avrebbero potuto portare anche a un arresto cardiaco.

Tu’inukuafe dovette mettersi nell’ordine di idee di dimagrire e avere uno stile di vita più sano. Non essendosi mai avvicinato a nessun’altra disciplina oltre al rugby – lo sport nazionale neozelandese – la scelta fu facile, e riprese quindi a giocare localmente. Da giocatore di mischia – non troppo alto, molto grosso e forzuto – gli “bastò” perdere una decina di chili per inserirsi un po’ meglio nel gioco. Dopo circa due anni di attività arrivò a pesare trenta chili in meno, un calo impressionante che di fatto lo rese un pilone pronto a giocare anche a livelli più alti, avendo già buone basi.

Nel 2015 un suo amico, Jerry Collins, noto professionista e vecchio All Blacks, gli procurò un contratto con la squadra del Narbonne, nella seconda divisione francese, dove rimase per circa un anno con la prospettiva di guadagnare abbastanza bene da poter ritornare poi in Nuova Zelanda con qualche sicurezza in più. E infatti dopo un anno trascorso in Francia – durante il quale l’amico Jerry Collins morì con la moglie in un incidente stradale – tornò in patria e firmò con la squadra provinciale di North Harbour, con cui gioca tuttora.

Dopo una stagione di presenze regolari e di spessore con North Harbour – e altri cinque chili persi – la seconda parte della sua carriera ha avuto una spinta improvvisa per una serie di fortunate coincidenze. Nei primi mesi del 2018 la squadra professionistica della città di Hamilton, i Chiefs, era rimasta a corto di piloni per una serie di gravi infortuni: a stagione in corso aveva assolutamente bisogno di rinfoltire la propria rosa. Il club si era affidato alle sue conoscenze nei campionati provinciali neozelandesi ed era saltato fuori il nome di Tu’inukuafe, presentato al club come “il buttafuori”, perché pur giocando continuava a lavorare. Senza dimostrare chissà quali ambizioni, Tu’inukuafe si distingueva comunque per forza esplosiva e disciplina. E così, quasi per caso, aveva fatto il salto nel grande rugby, diventando titolare e mettendo insieme sedici presenze nella prima stagione in Super Rugby, il miglior campionato al mondo.

Il caso ha poi voluto che la nazionale neozelandese perdesse per infortunio uno dei suoi piloni titolari, Tim Perry, poco prima dei tre test match di giugno contro la Francia, a cui peraltro si presentava con gli altri due titolari, Owen Franks e Joe Moody, non in ottime condizioni. A quel punto l’allenatore Steve Hansen e i suoi collaboratori avevano bisogno di cercare alla svelta un sostituto dal campionato, e Tu’inukuafe era il più adatto. «Non avevo mai sentito parlare di lui prima che arrivasse agli Chiefs, e credo che non lo conoscessero nemmeno loro. Voglio dire, ovviamente non era qualcuno che stava in cima al nostro radar. Sapevamo che prima aveva giocato a rugby e sapevamo qualcos’altro su di lui, ma non era qualcuno su cui stavamo tenendo un occhio, ecco», ha detto Hansen dopo la sua prima convocazione.

Tu’inukuafe ha esordito con gli All Blacks come sostituto del pilone Joe Moody lo scorso giugno nel test match vinto contro la Francia 52-11, tirando subito giù parecchi avversari. Nelle altre due partite della serie ha sempre rimpiazzato Moody con prestazioni di spessore, ordinate e molto apprezzate da tutti. Dopo aver contribuito alle tre vittorie contro la Francia, ha firmato un contratto di permanenza fino al 2021 con gli All Blacks e con la squadra degli Auckland Blues (le due cose sono legate, in quanto gli All Blacks convocano solo giocatori impegnati con squadre neozelandesi). Hansen si è detto stupito dalle prestazioni e dall’umiltà di Tu’inukuafe, che ha poi fatto esordire da titolare a settembre nella partita del Quattro Nazioni giocata contro l’Argentina. E poi ancora contro il Sudafrica. A novembre è stato titolare nei due test match giocati contro Inghilterra e Irlanda, e lo sarà probabilmente anche a Roma contro l’Italia. Nel frattempo è diventato testimonial dell’azienda di abbigliamento Johnny Bigg, specializzata in taglie forti.

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