(BEN STANSALL/AFP/Getty Images)

Il governo britannico ha approvato l’accordo su Brexit

Ora dovrà essere ratificato dalle istituzioni europee, ma soprattutto dal Parlamento del Regno Unito

(BEN STANSALL/AFP/Getty Images)

La prima ministra britannica Theresa May ha annunciato mercoledì sera che il governo del Regno Unito ha approvato la bozza di accordo su Brexit concordata ieri tra i negoziatori europei e britannici. L’annuncio è arrivato dopo una riunione di governo durata cinque ore, al termine della quale May ha tenuto una brevissima conferenza stampa. I dettagli dell’accordo sono stati resi noti con un documento di quasi 600 pagine. Michel Barnier, capo dei negoziatori europei su Brexit, ha parlato poco dopo May definendo l’accordo un «passo cruciale per continuare le trattative» e spiegando che «non ci sono più colori», riferendosi ai passaggi delle precedenti bozze sottolineati in verde, a indicare che erano ancora provvisori. «Il bianco è il nuovo verde, per così dire».

May non ha specificato se i ministri del suo governo abbiano approvato l’accordo all’unanimità: secondo Christopher Hope del Telegraph, si è detto contrario un terzo dei ministri. Ma May ha sostenuto che l’accordo sia il migliore negoziabile, spiegando che le uniche alternative erano un’uscita senza alcun accordo o la non uscita dall’UE. «Questo è un passo decisivo che ci permette di chiudere l’accordo nei prossimi giorni».

L’accordo trovato ieri era di natura “tecnica”, cioè concordato soltanto fra i negoziatori. Ci si era arrivati dopo diversi mesi in cui le trattative tra i negoziatori europei e quelli britannici avevano attraversato una fase di stallo, prolungando le discussioni molto oltre la data prevista. Dopo diverse proroghe della scadenza per un accordo, e con l’avvicinarsi del 29 marzo 2019 (il giorno in cui il Regno Unito uscirà ufficialmente dall’UE), l’ipotesi di un’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea senza alcun accordo – una possibilità che spaventava molti, da una parte e dall’altra – era considerata sempre più probabile.

L’ostacolo più grosso all’accordo era la questione del confine irlandese, cioè come regolare il passaggio delle merci e delle persone tra la Repubblica d’Irlanda, uno stato dell’UE, e l’Irlanda del Nord, che dall’Unione Europea è uscita insieme al resto del Regno Unito. Il problema, semplificando, è che migliaia e migliaia di persone attraversano quotidianamente il confine, che però dovrebbe diventare regolato da controlli e dazi nel momento in cui dividerà ufficialmente il territorio dell’UE da quello britannico.

Secondo le prime informazioni, l’UE e il Regno Unito si sono accordati come anticipato nelle scorse settimane dalle persone informate sullo stato delle trattative: l’intero territorio del Regno Unito rimarrà nell’unione doganale delle merci per un periodo di transizione fino all’entrata in vigore di un accordo commerciale più specifico con l’UE, dopo il quale l’Irlanda del Nord dovrebbe comunque mantenere un rapporto più “profondo” con l’Irlanda e quindi con tutta l’Unione. Per capire nel dettaglio come funzionerà concretamente il confine bisognerà aspettare analisi più approfondite della bozza. Il Regno Unito, secondo l’accordo, può chiedere di estendere il periodo di transizione entro il primo luglio del 2020: il documento non indica la data fino alla quale potrà essere esteso questo periodo, limitandosi a specificare che dovrà essere entro il «31 dicembre 20XX», cioè, apparentemente, entro questo secolo.

Dopo l’approvazione di stasera, l’accordo dovrà essere approvato sia dal Parlamento britannico – forse il passaggio più difficile – sia dalle istituzioni europee: si parla già della possibilità di convocare un Consiglio Europeo straordinario per il 25 novembre. Probabilmente a questo proposito, May ha detto di sapere che «ci aspettano giorni difficili».

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