(AP Photo/Luca Bruno)
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  • lunedì 5 Novembre 2018

Com’è fatta Milano

È molto semplice: ha un centro e tre cerchi attorno, su cui ci si sposta attraversandone i raggi

(AP Photo/Luca Bruno)

A guardarne la pianta, Milano è facile da capire: ha un grande monumento che la contraddistingue e per cui è conosciuta in tutto il mondo, ovvero il Duomo di Milano, che si trova esattamente al suo centro. Intorno ci sono tre cerchi concentrici, che sono le tre circonvallazioni di Milano, costituiti da strade trafficate da auto e mezzi pubblici. Per spostarsi da un cerchio concentrico all’altro ci sono alcune direttive, cioè altre strade che, come dei raggi con qualche tortuosità iniziale, partono dal Duomo per raggiungere e in qualche caso superare la circonvallazione più esterna.

Il più stretto fra i tre cerchi concentrici è la “cerchia dei Navigli”: quelle che oggi sono strade asfaltate, prima del 1929 erano canali che costituivano i fossati circostanti le mura medievali.

Il secondo cerchio è chiamato “Circonvallazione interna” o “Cerchia delle mura spagnole”. Queste mura furono costruite durante la dominazione spagnola della città nel Cinquecento e oggi non ne rimane che qualche traccia. Lungo questa cerchia si distribuiscono le varie Porte di ingresso e di uscita della città: da nord in senso orario le principali sono Porta Nuova, Porta Venezia, Porta Romana, Porta Ticinese, Porta Magenta e Porta Garibaldi. Furono costruite contestualmente alle mura e immettevano sulle principali vie di comunicazione che giungevano a Milano. A ridosso delle mura spagnole, in corrispondenza di Porta Ticinese venne artificiosamente creata la darsena milanese, per molti anni uno dei più importanti scali merci portuali italiani.

La cerchia più esterna è chiamata “Circonvallazione esterna” o “Circonvallazione filoviaria”. È stata costruita sulla base del primo piano regolatore della città, chiamato “Piano Beruto” e fino alla metà del Novecento ha costituito il limite della città. Questa cerchia è chiamata filoviaria perché è tuttora percorsa da filobus lungo il suo perimetro.

La circonvallazione più interna è fatta da semplici strade asfaltate. Quella corrispondente alla seconda cerchia è invece percorsa da viali alberati. La terza, anch’essa alberata, è molto più larga per la particolare presenza della corsia centrale per i filobus e a lato i controviali per le auto. Muoversi da una cerchia all’altra è piuttosto semplice, come spostarsi sul raggio di una ruota dal centro verso la circonferenza o viceversa. Quando questi raggi incontrano le varie cerchie si creano degli incroci che sono importanti punti di riferimento cittadini.

Immaginate di trovarvi al Duomo e fare una passeggiata dirigendovi a sud ovest. Imboccate via Torino, un raggio (che non è difficile immaginare in direzione di quale città vi stia conducendo). A un certo punto incontrerete la prima cerchia, quella dei Navigli, alle Colonne di San Lorenzo, uno dei luoghi di ritrovo di giovani e studenti più conosciuti di Milano. Se proseguite, il raggio si biforca: Corso di Porta Ticinese o Corso Genova che incontrano rispettivamente la seconda cerchia in Porta Ticinese e Porta Genova. Fra la seconda e la terza circonvallazione e fra queste due Porte si sviluppa l’area dei Navigli.

Questo meccanismo si ripete con semplicità anche altrove. A nordest attraversando la prima cerchia vi troverete a Porta Nuova, più a nord alla Stazione Centrale di Milano, il principale scalo ferroviario, mentre più a est, a Porta Venezia, e oltre questa, dopo il corso commerciale più famoso della città, Corso Buenos Aires, incrociando la terza cerchia vi troverete in Piazzale Loreto; mentre a nord i punti di riferimento sono Porta Garibaldi e Porta Nuova che introducono al quartiere di Isola. Lo stesso avviene a sudest verso Porta Romana. Se dal Duomo si va a est, tutto dritto, il raggio ci conduce inevitabilmente fino all’aeroporto di Linate.

Questa struttura deriva dalla semplificazione radicale che è stata data alla città dal suo primo piano regolatore urbanistico, il suddetto “Piano Beruto”, dal nome del suo ideatore, Cesare Beruto. Il piano, uno dei primi in Italia, entrato in vigore nel 1889, intendeva connettere la parte urbana, il centro, al sobborgo circostante, quello all’esterno delle mura, in modo fluido. Le mura spagnole di conseguenza sparirono, i navigli vennero cementificati e furono create le principali vie di comunicazione tra le cerchie, ovvero i raggi. Tutto questo fu possibile grazie a un controverso piano di sventramento di gran parte dei palazzi popolari presenti in città.

Dunque, a guardarla dall’alto Milano sembra un cerchio, ma a controllare bene bene, si osserva che questo cerchio si sfrangia a nord ovest, in corrispondenza del Castello Sforzesco e del Parco Sempione, che interrompono la continuità della circolazione automobilistica delle due cerchie più interne e quella del raggio verso nord ovest. Sulla mappa non è difficile notare l’ampia area verde molto vicina al centro (l’altra macchia verde in centro, quasi un trapezio, sono i “Giardini Pubblici” o “Giardini di via Palestro” o “di Porta Venezia”, che ora formalmente si chiamano “Indro Montanelli”). Questa irregolarità esiste perché negli anni delle ristrutturazioni urbanistiche cittadine si decise di preservare il Castello e la Piazza d’Armi retrostante (oggi Parco Sempione) per creare un grande spazio pubblico. Il parco si conclude con l’Arco della Pace, sulla seconda cerchia, e prosegue con la ripresa del raggio, Corso Sempione, fino alla terza: Piazza Firenze.

Allontanandosi dal centro, a nord e a ovest del Castello Sforzesco ci sono altre due aree che si notano guardando la mappa. A nord si trova il Cimitero Monumentale, il più noto della città e alle sue spalle un enorme scalo merci ferroviario del cui futuro si discute molto negli ultimi anni, lo scalo Farini. A ovest del Parco Sempione si nota un quadrato circondato da strade: quel posto lì sulla mappa si chiama CityLife, è il quartiere nuovo che ha preso il posto di gran parte della storica Fiera di Milano (che dal 2005 si è spostata fuori dal centro, più vicina a autostrade e tangenziale).

Un altro dettaglio interessante sulla forma di Milano, che però dalle mappe comuni non è apprezzabile, è che a nord ovest la città è più alta rispetto al livello del mare, di conseguenza veniva ritenuta una zona più salubre con terreni migliori. Lo stesso fiume Olona (oggi coperto nel suo decorso in città al di sotto dalla circonvallazione esterna) scorre da nord ovest a sud est.

Questo e gli altri articoli della sezione Milano per profani sono un progetto del corso di giornalismo 2018 del Post alla scuola Belleville, pensato e completato dagli studenti del corso.