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  • Italia
  • lunedì 5 Novembre 2018

Il car sharing per chi non lo ha mai usato

Istruzioni rassicuranti per muoversi con facilità nelle città che hanno le "macchinette" sparpagliate in giro

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Dopo che alcuni esperimenti erano stati attivati già nei primi anni Duemila, il “car sharing” è diventato diffusissimo e familiare in alcune città italiane soprattutto negli ultimi 4-5 anni. I due servizi più diffusi in Italia, Car2Go (che fa capo alla società automobilistica tedesca Daimler AG e che usa auto Smart) ed Enjoy (creata dall’italiana Eni, soprattutto con Fiat 500) sono oggi attivi e conosciuti in alcune grandi città (Milano, Torino, Roma, Firenze, più Bologna e Catania per Enjoy) ma piuttosto ignoti ed estranei nel resto del paese.

Eppure per chi arrivi da straniero in una di queste città, poter usare questi e gli altri servizi di car sharing (alcuni gestiti dalle amministrazioni locali, alcuni con auto elettriche, alcuni con macchine più grandi ed eleganti, come DriveNow) è potenzialmente di grande utilità, se si vuole risparmiare rispetto ai taxi o non dover studiare le mappe dei servizi di autobus, metro o tram. Certo, bisogna prendersi il rischio di muoversi in percorsi che non si conoscono, ma ormai i navigatori e le app di mappe aiutano molto.

Le cose da sapere – qui ce ne sono di più approfondite su Milano – sono davvero poche: bisogna registrarsi al servizio e scaricare le app di ciascuna società (conviene farlo con comodo quando siete ancora nella vostra città, non ricordarvene quando arrivate a Milano). Non sentitevi intimiditi, come accade la prima volta che si entra in una biblioteca e pare che tutti vi guardino e non sapete cosa dovete fare: a Milano è ormai un servizio del tutto familiare e sfruttato dai suoi utenti con la stessa confidenza con cui si prende un autobus. Quando avete bisogno di spostarvi, aprite la app e guardate sulla mappa se ci sono macchine vicino a voi (non è detto che ci siano: a seconda degli orari possono essere state lasciate a decine in un quartiere, mentre altri sono sguarniti). Se ce n’è una nei pressi (selezionandola saprete quanti minuti di cammino servano per raggiungerla) potete sceglierla e avrete 15 minuti per raggiungerla prima che si attivino la tariffa e il pagamento (che è di circa 25 centesimi al minuto: significa che uno spostamento di 15 minuti vi costerà meno di 4 euro, uno di mezz’ora 7 euro e mezzo). Se siete soli o in due potete usare le Smart di Car2Go, altrimenti Car2Go ha anche delle Smart da quattro passeggeri (indicate sulla mappa in un colore più chiaro) oppure Enjoy e DriveNow hanno auto da 4 e 5 posti.

Una volta raggiunta l’auto, potete aprirla dalla app – seguendo le poche istruzioni (Car2Go mostra un codice temporaneo da inserire nella app sul lunotto anteriore) – e trovate le chiavi all’interno. Le Smart hanno il cambio automatico. Da qui in poi avete una macchina, che si comporta come le macchine (compreso segnalarvi con insistenza che non avete messo la cintura).
Quando siete arrivati dove volevate o siete stufi di girare, trovate un parcheggio (con le Smart è ovviamente più facile: e a Milano è in genere più facile che a Roma, se vi comportate bene) e vi limitate a rimettere la chiave dove l’avevate trovata e uscire dalla macchina: pensate tre volte se non ci avete lasciato dentro niente, chiudete la portiera, e dalla app segnalate che avete finito. In pochi secondi riceverete una conferma della conclusione del noleggio e una mail che vi notifica dell’avvenuto pagamento. E vi sentirete più di casa, a Milano.

Questo e gli altri articoli della sezione Milano per profani sono un progetto del corso di giornalismo 2018 del Post alla scuola Belleville, pensato e completato dagli studenti del corso.