Una foto di James Bulger dopo un suo arresto nel 1953 a Boston, quando aveva 24 anni. (Boston Police via AP)
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  • mercoledì 31 Ottobre 2018

James “Whitey” Bulger è stato ucciso

Il famoso boss della mafia di Boston – la cui vita ha ispirato "The Departed" – è morto in carcere, apparentemente ucciso da altri detenuti, ma ci sono cose che non tornano

Una foto di James Bulger dopo un suo arresto nel 1953 a Boston, quando aveva 24 anni. (Boston Police via AP)

James “Whitey” Bulger, l’ex potente gangster di Boston la cui vita ha ispirato libri e diversi film, è stato trovato morto martedì nella sua cella della prigione di Hazelton, in West Virginia. Un comunicato ufficiale si limita a dire che Bulger, che aveva 89 anni, è stato “trovato privo di conoscenza” nella sua cella, ma diversi giornali americani hanno scritto che Bulger è stato picchiato a morte da almeno due altri detenuti e che sulla sua morte è stata aperta un’indagine dell’FBI. Bulger – arrestato nel 2011 dopo 16 anni di latitanza e condannato all’ergastolo per 11 omicidi – era stato per anni un informatore dell’FBI e aveva aiutato ad arrestare suoi importanti rivali in cambio di maggiore libertà per i suoi affari. Secondo il Boston Globe la sua morte potrebbe essere stata una vendetta di suoi ex rivali, e c’è almeno una circostanza molto sospetta in quello che è successo: Bulger era appena stato trasferito ad Hazelton, apparentemente senza una vera ragione.

La vita e le attività criminali di James Bulger sono piuttosto note e tra le altre cose hanno ispirato i film Black Mass e The Departed. Nato nel 1929 e cresciuto in un quartiere cattolico di immigrati irlandesi a Boston, cominciò da giovane a rubare macchine con una gang locale, poi passò alle rapine in banca e infine divenne uno dei principali boss della cosiddetta Winter Hill Gang, l’organizzazione criminale che di fatto controllò dagli anni Settanta fino alla sua fuga da Boston nel 1995. Parte del suo successo negli affari – che comprendevano estorsione, usura, gioco d’azzardo e spaccio – Bulger lo ottenne grazie alla collaborazione dell’agente dell’FBI John Connolly, un suo coetaneo cresciuto con lui negli stessi quartieri di Boston e che poi era tornato in città nel 1975.

Connolly e Bulger fecero un patto. Bulger avrebbe fornito a Connolly informazioni per arrestare membri e boss di altre organizzazioni criminali di Boston – specialmente la mafia italoamericana – e Connolly avrebbe chiuso un occhio sulle attività di Bulger. L’accordo permise a Connolly di fare carriera nell’FBI grazie ad alcuni importanti arresti e garantì anni di quasi totale impunità e campo libero a Bulger, che poté vivere da normale cittadino anche se quasi tutti sapevano delle sue attività illegali, della sua violenza e degli omicidi che aveva ordinato o che aveva commesso. Nel 1994 fu proprio Connolly – anche lui poi arrestato e condannato – ad avvisare Bulger che l’FBI lo avrebbe presto arrestato e accusato per alcuni omicidi: Bulger scappò da Boston e iniziò una latitanza di 16 anni che si concluse nel 2011 con il suo arresto in Florida, dopo che per anni era stato tra le 10 persone più ricercate degli Stati Uniti.

Le foto di riconoscimento di Bulger e della sua fidanzata Catherine Elizabeth Greig diffuse dall’FBI durante la loro latitanza dal 1995 al 2011.

Dopo la condanna all’ergastolo del 2013 per 11 omicidi e decine di altri reati federali, Bulger fu incarcerato prima in Arizona e poi – quando fu scoperta una sua relazione con una psicologa del carcere – in Florida. Da qui, nonostante le richieste del suo avvocato di portarlo in una struttura adatta alle sue deteriorate condizioni di salute, pochi giorni fa Bulger era stato trasferito nel carcere di Hazelton dove era arrivato martedì ed era stato lasciato tra gli altri normali detenuti, molti dei quali condannati per reati di mafia. Le richieste di spiegazione sul trasferimento fatte dal Boston Globe non hanno per ora ricevuto nessuna risposta, ed è per certi versi sorprendente che un ex informatore dell’FBI sia stato messo a vivere insieme a persone che potrebbe aver contribuito a mandare in carcere. La prigione di Hazelton è stata peraltro molto discussa negli ultimi mesi per via degli omicidi di due altri detenuti.

Bulger dopo il suo arresto nel 2011 (AP Photo/U.S. Marshals Service, File)

Una fonte a conoscenza delle indagini sentita dal Boston Globe ha detto che le telecamere a circuito chiuso della prigione hanno ripreso due uomini entrare nella cella di Bulger intorno alle 6 del mattino di mercoledì. Due ore più tardi, Bulger è stato trovato morto con il corpo coperto di lividi e gli occhi “quasi cavati”, dice il Boston Globe. Uno dei due uomini – ora sotto indagine per l’omicidio – sembra essere il noto killer della mafia italoamericana di Springfield Freddy Geas, famoso per alcuni omicidi di importanti boss e per avere particolarmente in odio informatori e collaboratori di giustizia. Alle 8.20 di mercoledì Bulger è stato trovato dagli agenti della prigione e poco dopo è stato dichiarato morto. Erano passate meno di 24 ore dal suo arrivo nella prigione di Hazelton. Non sono state diffuse informazioni ufficiali, ma secondo il Boston Globe Freddy Geas avrebbe confermato il suo ruolo nell’omicidio.