Gabriele Gravina durante l'ultima assemblea elettiva della FIGC a Fiumicino (Marco Rosi/Getty Images)
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  • lunedì 22 Ottobre 2018

Oggi Gabriele Gravina dovrebbe diventare presidente della FIGC

L'ex presidente della Lega Pro è l'unico candidato alle elezioni, con l'appoggio decisivo della sua vecchia lega, dei dilettanti e degli allenatori

Gabriele Gravina durante l'ultima assemblea elettiva della FIGC a Fiumicino (Marco Rosi/Getty Images)

È in programma questa mattina all’Hilton Hotel di Fiumicino l’assemblea elettiva della Federazione Italiana Giuoco Calcio – la FIGC, l’ente che governa il calcio nazionale – che eleggerà con ogni probabilità un nuovo presidente federale dopo nove mesi di commissariamento da parte del CONI (qui la diretta). La fine del commissariamento è data per certa per la presenza di un unico candidato, l’ex presidente della Lega Pro Gabriele Gravina, il quale conta inizialmente sui voti provenienti dalla lega di cui è stato presidente fino a pochi giorni fa, uniti a quelli della Lega Nazionale Dilettanti e dell’Associazione Italiana Allenatori. Queste tre associazioni riuniscono complessivamente 174 dei 274 delegati con diritto di voto: a Gravina ne basteranno poco più di duecento per essere eletto al primo dei tre turni di votazioni possibili, cosa che in molti hanno previsto, tra i quali lo stesso commissario Roberto Fabbricini, che si è augurato l’elezione al primo turno.

Lo scorso gennaio l’assemblea elettiva della FIGC, convocata dopo le dimissioni di Carlo Tavecchio in seguito alle polemiche causate dall’esclusione della Nazionale maschile dai Mondiali di calcio in Russia, si era conclusa con un nulla di fatto. I mancati accordi tra le varie associazioni calcistiche italiane avevano creato una condizione di ineleggibilità che aveva portato al commissariamento da parte del CONI. La mancata elezione rispecchiava la situazione caotica e divisa all’interno del movimento calcistico nazionale.

A distanza di nove mesi, le divisioni fra leghe, club e associazioni sono ancora marcate, in special modo all’interno della Lega Serie A. L’associazione che rappresenta il massimo livello del calcio italiano – anch’essa commissariata dal CONI – non si è mai espressa chiaramente in merito alle nuove elezioni, non ha avanzato richieste di alcun genere e non ha detto per chi voterà, se voterà.

Come si elegge il presidente federale

All’assemblea elettiva di Fiumicino parteciperanno complessivamente 274 delegati. La Serie A ne avrà 20, la Serie B 19, la Lega Pro 58, la Lega Nazionale Dilettanti 90, l’Associazione Italiana Calciatori 52, l’Associazione Allenatori 26 e l’Associazione Italiana Arbitri 9. Nel caso delle leghe i delegati sono i rappresentanti di ciascuna squadra – i presidenti o i più alti dirigenti delle società – mentre nel caso delle associazioni i delegati sono i membri eletti da ciascuna associazione secondo il proprio regolamento.

I voti sono ponderati, quindi non hanno tutti lo stesso peso, e per calcolare le maggioranze, il totale dei voti non è 274 ma 516, un numero ottenuto tramite la ponderazione stabilita in base al numero dei delegati per ciascuna categoria e alla loro importanza: 3,10 per la Serie A; 1,36 per la Serie B; 1,51 per la Lega Pro; 1,95 per la Serie D; 1,98 per i calciatori; 1,98 per gli allenatori; 1,15 per gli arbitri. Sarà eletto presidente al primo turno chi ottiene tre quarti dei voti (75 per cento), al secondo chi ne ha due terzi (66 per cento), mentre al terzo scrutinio basta la maggioranza assoluta dei voti. Il voto è segreto.

Chi è Gabriele Gravina

Gravina è l’unico candidato: ha 65 anni, è pugliese ed è stato a capo della Lega Pro fin dal dicembre del 2015. È attivo nel mondo del calcio dagli anni Ottanta: è stato presidente del Castel di Sangro, capo delegazione della Nazionale italiana Under-21 tra il 2004 e il 2008 ed è stato docente di management, organizzazione e gestione degli eventi sportivi all’Università degli Studi di Teramo. Lo scorso gennaio fu già tra i candidati alla presidenza della FIGC.

Fra i punti principali del programma con cui Gravina si è presentato alle elezioni c’è la riforma dei campionati, con la Serie B a venti squadre (ora ne ha diciannove ma fino all’anno scorso ne ha avute ventidue), e sessanta club semiprofessionistici in Lega Pro divisi in tre gironi da venti squadre ciascuno. Il programma prevede poi la riforma del cosiddetto Club Italia, che gestirà tutte le Nazionali, maschili e femminili, l’armonizzazione del sistema elettorale federale, l’istituzione di un programma per favorire la costruzione di nuovi impianti sportivi e il riconoscimento normativo del calcio giovanile come apprendistato, oltre al rafforzamento del calcio come disciplina sportiva nell’orario scolastico.