Inge Feltrinelli all'inaugurazione della nuova sede della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli in viale Pasubio, a Milano, il 13 dicembre 2016 (ANSA/MATTEO BAZZI)
  • Cultura
  • giovedì 20 settembre 2018

È morta Inge Feltrinelli

Era la presidente della casa editrice Feltrinelli e una delle persone più importanti del mondo editoriale italiano

Inge Feltrinelli all'inaugurazione della nuova sede della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli in viale Pasubio, a Milano, il 13 dicembre 2016 (ANSA/MATTEO BAZZI)

È morta Inge Schönthal Feltrinelli, una delle persone più autorevoli e famose del mondo editoriale italiano, nota oltre che per la sua carriera di editrice anche per il suo stile e il suo carattere, quelli per cui molti parlavano di lei semplicemente come “Inge”. Aveva 87 anni, era vedova di Giangiacomo Feltrinelli e madre di Carlo Feltrinelli, oggi presidente del Gruppo Feltrinelli e amministratore delegato della casa editrice omonima.

Inge Schönthal Feltrinelli proveniva da una famiglia ebrea tedesca. Aveva conosciuto Giangiacomo Feltrinelli, fondatore della casa editrice nel 1954, ad Amburgo nel 1958; all’epoca lei lavorava come fotoreporter e fotografò molte persone famose, tra cui John Fitzgerald Kennedy, Winston Churchill, l’attrice Greta Garbo, il pittore Pablo Picasso e lo scrittore Ernest Hemingway (una foto con Hemingway è una delle sue immagini più famose). Si era trasferita a Milano, dove poi ha sempre vissuto, e nel 1959 aveva sposato Feltrinelli. Nel 1972 Feltrinelli morì nell’esplosione mentre preparava un attentato politico su un traliccio dell’ENEL per provocare un black-out a Milano, e Schönthal Feltrinelli prese in mano la gestione della casa editrice da lui fondata, di cui si occupava già da alcuni anni e di cui era tuttora presidente. Qualche anno fa Romano Montroni, uno dei più noti librai italiani, per 42 anni gestore della libreria Feltrinelli di Bologna, una delle prime della catena, ha detto di lei: «senza la presenza di Inge Feltrinelli, che già negli ultimi tempi ne aveva preso in mano le redini, non so se la casa editrice ce l’avrebbe fatta a resistere».

Sotto la sua guida la casa editrice pubblicò autori come Marguerite Duras, Isabel Allende, Manuel Vázquez Montalbán, Gabriel García Márquez, Daniel Pennac e Banana Yoshimoto, ma anche Stefano Benni, Antonio Tabucchi, Gianni Celati, Maurizio Maggiani e Alessandro Baricco.

Sul Corriere della Sera Paolo Di Stefano l’ha definita «la regina dell’editoria, una mina vagante di entusiasmo in giro per il mondo, ministro degli Esteri del libro, in cui credeva fermamente»; su Repubblica Simonetta Fiori l’ha descritta come «l’ultima rappresentante di un mondo che non esiste più, l’editoria dei Gaston Gallimard, Alfred Knopf, Jorge Herralde, Barney Rosset, una stirpe di publisher con cui condivideva talento ed eccentricità». Il presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE) Ricardo Franco Levi alla notizia della morte di Schönthal Feltrinelli ha annunciato che il 10 ottobre durante la prossima Buchmesse di Francoforte, la più importante fiera di libri europea, l’editrice sarà ricordata da tutta l’editoria italiana al Padiglione italiano.

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