(ERIC BARADAT/AFP/Getty Images)
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  • mercoledì 19 settembre 2018

Cosa è diventato Time

La rivista più importante del mondo è stata venduta nei giorni scorsi, ma nel frattempo non lo era più

(ERIC BARADAT/AFP/Getty Images)

La settimana scorsa la storica rivista statunitense Time è stata venduta, per la seconda volta in meno di un anno. Time diventerà di proprietà di Marc e Lynne Benioff, una coppia di miliardari che non hanno precedenti esperienze nel settore dell’editoria e dei media: Benioff è il presidente e co-amministratore delegato di Salesforce.com, una società che offre servizi informatici (cloud computing, per la precisione).

Per comprare Time i Benioff spenderanno 190 milioni di dollari, cioè circa 160 milioni di euro. A cedere il settimanale è la società editrice Meredith Corporation, che lo aveva acquistato meno di un anno fa, nel novembre del 2017. Gli esperti del settore ritengono che Meredith sia riuscita a fare un buon affare e che i coniugi Benioff avranno difficoltà a far rendere la rivista, specie in un’epoca in cui gruppi più grandi e ramificati si trovano in difficoltà. Come ha scritto il Wall Street Journal, la rivista ha la necessità impellente di «trovare nuovi introiti digitali in grado di sostenere il giornale, visto che le sue vendite cartacee si erodono rapidamente». È un destino amaro per quello che è stato per lungo tempo il più venduto settimanale americano e uno dei giornali più influenti al mondo.

Time è stato fondato nel 1923 da Henry Luce, celebre editore e creatore di riviste e giornali: fu il primo settimanale di notizie a essere pubblicato negli Stati Uniti. Tra i suoi tratti distintivi rimasti invariati nei decenni ci sono il bordo rosso che circonda la copertina (introdotto nel 1927) e l’immagine di copertina che di solito raffigura un’unica persona (il primo numero, pubblicato il 3 marzo del 1923, mostrava Joseph G. Cannon, ex presidente della Camera del Partito Repubblicano). “Finire sulla copertina di Time” è stato per lungo tempo un sinonimo di raggiungere il successo, soprattutto negli Stati Uniti.

Donald Trump, sulla copertina del numero speciale dedicato alla persona dell’anno nel 2016

Alla sua nascita, l’idea dei fondatori di Time era creare un settimanale di notizie facile da leggere e non troppo impegnativo. Questa impronta è sopravvissuta, e Time nel tempo è rimasto caratterizzato da un taglio leggero e da una forte attenzione – sebbene laterale, nelle priorità più visibili del giornale – allo spettacolo, all’intrattenimento e al costume, caratteristiche che lo hanno sempre distinto da settimanali più seri e impegnati come il New Yorker. Negli anni sono state aperte un’edizione europea, che ha una redazione a Londra, e una asiatica, che pubblica a Hong Kong. L’attuale direttore è dalla fine del 2017 Edward Felsenthal, che dopo una promettente carriera al Wall Street Journal e al Daily Beast è passato a lavorare per Time nel 2013, inizialmente come responsabile dell’edizione online.

Quello che ha più contribuito a rendere famoso Time in tutto il mondo, però, è probabilmente il suo annuale numero speciale dedicato alla “persona dell’anno” (fino al 1999 era chiamato “uomo” o “donna dell’anno”). Il numero, di solito l’ultimo a essere pubblicato ogni anno, è dedicato a chi “nel bene o nel male”, scrive il settimanale, “ha fatto di più per influenzare gli eventi dell’anno appena concluso”. Nel corso degli anni sono stati scelti non solo leader politici e personaggi pubblici, ma anche categorie di persone e persino oggetti inanimati. Tra chi ha ricevuto il riconoscimento ci sono l’aviatore Charles Lindbergh, il primo “uomo dell’anno” nella storia del settimanale, Adolf Hitler e Joseph Stalin (quest’ultimo per due volte), gli “americani medi”, il “computer” e “tu”, inteso come gli utenti messi al centro della creazione di contenuti su internet, Barack Obama e Donald Trump. Tutti i presidenti americani hanno ricevuto almeno una volta la copertina di “uomo dell’anno” (tranne Calvin Coolidge). Sono stati nominati anche due oggetti inanimati (oltre al computer, anche “il pianeta Terra messo in pericolo dall’inquinamento”) e undici categorie di persone senza nomi specifici (dai “soldati americani” ai “medici che curano l’ebola”).

Le “persone dell’anno” del 2017 sono le donne che hanno denunciato gli abusi sessuali che hanno subito

Dopo una lunga storia, oggi Time ha perso molto del suo prestigio passato. Tra il 1997 e la fine del 2017 la sua circolazione si è ridotta da quattro a due milioni di copie. Secondo il Wall Street Journal, nel 2017 il settimanale aveva un fatturato di 173 milioni di dollari e un margine operativo (cioè gli utili prima del pagamento di imposte e interessi) pari a 33 milioni di dollari. Nel 2018 il fatturato è previsto in calo a 158 milioni di dollari, ma il margine operativo dovrebbe rimanere intorno ai 30 milioni, un segnale che potrebbe indicare una positiva stabilizzazione della situazione.

L’aumento dei ricavi dal settore digitale, su cui il giornale ha investito molto, è positivo: sempre secondo i dati ottenuti dal Wall Street Journal, dovrebbero passare da 28 a 36 milioni di dollari nel corso del 2018. È ancora però una percentuale piccola rispetto al totale dei ricavi del giornale, per il quale l’edizione cartacea è ancora molto importante. Se Time intende mantenere la sua attuale struttura, sarà necessario incrementare rapidamente questa percentuale oppure sperare che il calo verticale delle vendite cartacee che ha colpito tutto il settore si arresti.

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