Non buttate le lenti a contatto nel lavandino

Lo fanno in tantissimi, ma è molto dannoso per l'ambiente: perché non si degradano facilmente e finiscono in mari e oceani

(TIMOTHY A. CLARY/AFP/Getty Images)

Uno studio presentato domenica durante il convegno annuale della American Chemical Society – una delle più importanti associazioni di ricerca in ambito chimico al mondo – ha mostrato i grossi danni che possono essere causati all’ambiente dalle lenti a contatto gettate nei lavandini e nei water.

Lo studio ha mostrato che le lenti a contatto si degradano molto lentamente anche quando vengono trattate appositamente nei centri di trattamento delle acque reflue e per questo possono facilmente finire nelle acque di laghi, mari e oceani, contribuendo all’inquinamento da plastica. Le lenti a contatto, per la loro natura flessibile, sono molto difficili da separare dall’acqua delle fognature prima che questa venga trattata nei centri ormai presenti in quasi tutti i più ricchi paesi del mondo. Prima dei trattamenti, infatti, le acque reflue vengono filtrate per separarle da elementi non biologici, ma le lenti a contatto spesso si piegano e riescono ad avanzare.

I ricercatori hanno visitato e intervistato lavoratori in alcuni centri di trattamento delle acque negli Stati Uniti e hanno trovato prove della presenza di lenti a contatto nelle vasche per il trattamento dell’acqua. Hanno poi sottoposto undici diversi tipi di lenti a contatto agli stessi trattamenti chimici usati per il trattamento delle acque inquinate e hanno verificato che gli effetti sull’integrità delle lenti sono minimi. Nei centri di trattamento che hanno visitato, però, hanno trovato frammenti di lenti a contatto che fanno pensare che l’azione meccanica dei macchinari usati per il trattamento delle acque possa romperle in pezzi ancora più piccoli e ancora più difficili da individuare.

Frammenti di lenti a contatto trovati dai ricercatori in un centro di trattamento delle acque reflue negli Stati Uniti (Charles Rolsky)

Quando l’acqua reflua viene trattata e immessa nuovamente nell’ambiente, i frammenti di lenti a contatto possono finire nelle acque di fiumi, laghi, mari e oceani. Qui, come succede con tutto l’inquinamento da plastica e microplastiche, i frammenti – che spesso funzionano da spugne e assorbono altri inquinanti a cui sono stati esposti – possono essere ingeriti dai pesci e entrare nella catena alimentare.

Negli Stati Uniti, dove è stato condotto lo studio, circa 45 milioni di persone usano lenti a contatto, comprese quelle giornaliere, quelle settimanali o mensili o quelle che possono durare alcuni mesi. Il 20 per cento di un gruppo di 400 utilizzatori di lenti a contatto intervistato per lo studio ha detto di gettare le lenti a contatto nel lavandino o nel water, e non nella spazzatura. In Italia, circa 3 milioni di persone usano lenti a contatto: più della metà di loro usa lenti a contatto giornaliere, l’altra metà usa lenti a contatto settimanali o mensili. Solo una piccolissima percentuale usa lenti a contatto con periodi di utilizzo più lunghi. Le stesse percentuali di utilizzo sono valide in undici dei paesi più ricchi e industrializzati d’Europa, secondo una ricerca del 2017 condotta da un’associazione di produttori di lenti a contatto.

Le lenti a contatto usa e getta sono prodotte in diversi materiali, i più comuni dei quali sono l’idrogel e il silicone idrogel. Sulle confezioni di lenti a contatto non sono presenti indicazioni specifiche su cosa fare delle lenti una volta utilizzate, una cosa che Rolf Halden – uno dei ricercatori che ha diretto lo studio – ha suggerito di cambiare.