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  • lunedì 13 agosto 2018

Ma quindi, alla fine, come funziona con i vaccini a scuola?

Tra un mese ricominciano le scuole e la legge Lorenzin sulle vaccinazioni obbligatorie è ancora in vigore: cosa bisogna fare tra "autocertificazioni" e "obblighi flessibili"

(ANSA/RICCARDO ANTIMIANI)

Tra circa un mese riapriranno le scuole, ma per quanto riguarda gli obblighi vaccinali e le certificazioni che dovranno essere presentate dagli studenti per frequentare asili e scuole materne – e per frequentare la scuola dell’obbligo senza ricevere sanzioni – la situazione è ancora caotica. L’attuale governo è contrario all’obbligo di vaccinazione introdotto nel 2017 e ha cercato di ridurne l’efficacia, ma i tentativi realizzati fino a questo momento hanno avuto esiti incerti, lasciando molti genitori dubbiosi su come comportarsi. Nell’attuale situazione di incertezza, la cosa migliore da fare per garantire una frequentazione scolastica senza problemi è quindi assicurarsi di essere in regola con tutte le vaccinazioni e le documentazioni relative agli obblighi vaccinali stabiliti lo scorso anno.

L’obbligo vaccinale
La legge che ha introdotto le vaccinazioni obbligatorie, infatti, è ancora in vigore e il governo per il momento non è riuscito a modificarla, nonostante abbia già fatto due diversi tentativi. La legge è stata approvata l’anno scorso, con il decreto Lorenzin del maggio 2017, che prende il nome del ministro della Salute dei governi Renzi e Gentiloni Beatrice Lorenzin (qui trovate il testo completo). Il decreto è stato poi convertito in legge, con una serie di modifiche, nel luglio successivo.

In sostanza, il decreto introduce l’obbligo per tutti i bambini e ragazzi fino a 16 anni di effettuare dieci vaccinazioni (che possono essere fatte con un minimo di due punture). L’obbligo di vaccinazione si è reso necessario a causa di un grave calo della copertura vaccinale per una serie di malattie molto pericolose, tra cui il morbillo. Qui trovate un’infografica realizzata dal ministero della Salute che spiega i dettagli del funzionamento e le sue ragioni. I vaccini resi obbligatori sono:

• antidifterica
• antitetanica
• antipolio
• antiepatite virale B
• antipertosse
• anti Haemophilus influenzae di tipo B
• antimorbillo
• antiparotite
• antirosolia
• antivaricella

I bambini che non hanno ricevuto queste vaccinazioni (tranne quelli che non lo hanno fatto per ragioni mediche) non possono frequentare asili nido e scuole materne. Quelli che invece frequentano la scuola dell’obbligo, cioè scuole primarie, medie e medie superiori fino ai 16 anni, devono continuare a frequentarle, ma i loro genitori saranno sanzionati con una multa tra 100 e 500 euro.

Secondo numerosi esponenti del governo e della maggioranza parlamentare, tra cui il ministro dell’Interno Matteo Salvini, questi obblighi sono troppo pressanti, comportano rischi per i bambini e potrebbero essere il frutto di pressioni da parte delle case farmaceutiche che avrebbero lo scopo di aumentare le vendite di vaccini. Non esistono prove di nessuna di queste affermazioni, e l’idea che le vaccinazioni obbligatorie possano essere particolarmente dannose non ha alcun tipo di riscontri scientifici.

La legge Lorenzin stabiliva che, temporaneamente, fosse possibile frequentare l’anno scolastico 2017-2018 presentando soltanto un’autocertificazione di avvenuta vaccinazione, a patto che entro il 10 marzo 2018 venissero presentati i documenti ufficiali rilasciati dalla ASL. All’articolo 3, la legge stabilisce che anche in futuro sarebbe stato possibile iscriversi a scuola presentando un’autocertificazione, a patto che i documenti ufficiali venissero presentati entro il 10 luglio di ciascun anno.

La circolare del 5 luglio
A pochi giorni dal 10 luglio 2018, però, l’attuale ministro della salute Giulia Grillo e il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti sono intervenuti per modificare questa situazione con una circolare ministeriale in cui stabiliscono che l’autocertificazione di avvenuta vaccinazione è sufficiente e non c’è alcuna necessità di presentare ulteriori documenti ufficiali.

Secondo molti esperti, però, le disposizioni della circolare non sono applicabili. L’obbligo di presentare i certificati di vaccinazione, infatti, è previsto da una legge dello Stato, il decreto Lorenzin appunto, che non può essere superato da una semplice circolare ministeriale (per modificare una legge, infatti, serve un’altra legge). Inoltre un’altra legge ancora, l’articolo 49 del DPR 445/2000, stabilisce che i certificati medici non possono essere sostituiti da un’autocertificazione, a meno che non venga esplicitamente predisposto da una legge (e quella legge oggi non esiste). Il decreto Lorenzin, che prevedeva la validità temporanea delle autocertificazioni vaccinali fino al 10 luglio di ogni anno, è una legge. La circolare del ministro Grillo, che stabilisce la validità assoluta delle autocertificazioni, non lo è.

Come spesso accade con le questioni giuridiche italiane, però, i pareri sull’efficacia della circolare sono discordanti e il ministero continua a sostenere la sua validità. L’Associazione nazionale presidi e diversi suoi esponenti regionali hanno già fatto sapere che non intendono applicare la circolare, per via del suo profilo di dubbia legittimità. Numerosi presidi hanno fatto sapere che a settembre impediranno l’accesso alle scuole materne e agli asili dei bambini non vaccinati. Per evitare sanzioni, quindi, è meglio assicurarsi di avere tutte le certificazioni ufficiali in ordine.

Il rinvio delle sanzioni
Mentre si discuteva degli effetti della circolare di luglio, in Senato i parlamentari di Lega e Movimento 5 Stelle stavano introducendo un’ulteriore modifica alla legge Lorenzin, che ha contribuito a confondere la situazione. Un emendamento aggiunto al decreto milleproroghe, infatti, cerca di risolvere i problemi interpretativi della circolare del 5 luglio rimandando all’anno scolastico 2019-2020 l’entrata in vigore delle sanzioni, cioè il divieto di frequentare le scuole dell’infanzia ai bambini non vaccinati. Il decreto milleproroghe è una legge, quindi non incorre nei problemi della circolare Grillo-Bussetti.

Il decreto, al momento, è stato approvato dal solo Senato; sarà discusso dalla Camera soltanto al ritorno dalla pausa estiva, quindi a partire dall’11 settembre: difficilmente potrà essere approvato prima dell’inizio delle scuole (le ultime apriranno il 20 settembre). È possibile quindi che i bambini non vaccinati non vengano ammessi agli asili nido e alle scuole elementari nei primi giorni di scuola, se effettivamente i presidi si rifiuteranno di accogliere la circolare del 5 luglio, ma potrebbero invece fare il loro ingresso nelle settimane successive se il milleproroghe e la norma sul rinvio delle sanzioni dovessero essere approvati nella loro forma attuale.

L’obbligo flessibile, cosiddetto
Ulteriore confusione alla vicenda è stata aggiunta dall’annuncio del ministro Grillo di un piano di vasta portata per riformare l’attuale obbligo di vaccinazione. Tanto la circolare del 5 luglio quanto la norma contenuta nel milleproproghe sono infatti misure temporanee, che servono a rendere meno stringente l’obbligo di vaccinazione nel breve periodo. Secondo Grillo, che pure ha ammesso l’efficacia della legge Lorenzin, è comunque necessario ripensare complessivamente la legge. Per farlo ha proposto di introdurre un “obbligo di vaccinazione flessibile”.

La proposta (qui analizzata in dettaglio da AGI) è stata depositata lo scorso 7 agosto, proprio mentre si discuteva degli effetti della circolare e del milleproroghe, creando confusione a molte persone. Grillo l’ha descritta così: «Si tratta di una proposta di legge della maggioranza parlamentare, in cui si spinge per il metodo della raccomandazione che è quello che prediligiamo da un punto di vista politico. Prevederemo delle misure flessibili di obbligo sui territori, quindi nelle regioni e nei comuni dove ci sono tassi più bassi di copertura vaccinale o emergenze epidemiche». In concreto, significa che – qualora la legge venga poi approvata dal Parlamento in questa forma – l’obbligo di vaccinarsi resterà, ma sarà limitato alle regioni in cui la copertura vaccinale risulta particolarmente bassa; il piano vaccinale sarà poi revisionato periodicamente.

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