(Yana Paskova/Getty Images)
  • Mondo
  • sabato 21 luglio 2018

C’è una registrazione di Trump che parla di pagare una ex modella di “Playboy”

La fece il suo avvocato personale un paio di mesi prima delle elezioni, e sembra smentire alcune cose dette in precedenza dal presidente americano

(Yana Paskova/Getty Images)

Il New York Times ha scritto che esiste una registrazione in cui Michael Cohen, che è stato per anni l’avvocato personale e tuttofare del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, parlò con Trump di pagare una ex modella di Playboy per impedire che parlasse in pubblico di una relazione avvenuta anni prima con lo stesso Trump. La registrazione fu fatta nel settembre 2016, due mesi prima delle elezioni presidenziali vinte da Trump e l’ex modella si chiama Karen McDougal. Trump ha sempre negato di avere avuto relazioni extraconiugali e a quanto si sa ha mai pagato direttamente McDougal.

La registrazione sarebbe stata fatta di nascosto da Cohen: per le leggi di New York, dove aveva l’ufficio Cohen, non è un reato. Il Guardian ha però scritto che la conversazione potrebbe non essere diffusa e usata perché considerata parte di una conversazione privilegiata tra un avvocato e il suo cliente. Non è però automatico che ciò succeda.

Il New York Times ha scritto che l’FBI trovò la registrazione ad aprile, mentre perquisiva l’ufficio di Cohen per cercare fra le altre cose il versamento di 160mila dollari che Cohen fece nel 2016 all’attrice porno Stormy Daniels, che all’epoca aveva firmato un documento per non rivelare di avere avuto una relazione sessuale con Trump. Da tempo Cohen è sotto indagine per la vicenda di Daniels e varie altre presunte truffe.

La storia di McDougal era già nota ai giornali. Nel 2016, alcuni mesi prima delle elezioni, l’ex modella vendette i diritti esclusivi per la pubblicazione di una storia su una sua presunta relazione con Trump a American Media Inc., la società che possiede il settimanale scandalistico National Enquirer. American Media Inc., il cui proprietario David J. Pecker è amico di Trump, non ha mai pubblicato la storia. Comprare una storia per evitare che esca su altri giornali è una pratica molto diffusa fra i giornali americani più spregiudicati, e ha persino un nome: catch and kill (“cattura e uccidi”). Sembra che nella registrazione Trump parlasse proprio di rimborsare American Media Inc. per l’acquisto della storia.

Ai tempi, American Media Inc. negò di aver pagato McDougal per evitare la diffusione di una storia che avrebbe potuto danneggiare Trump e la portavoce di Trump Hope Hicks negò che il presidente avesse avuto una relazione con McDougal e che fosse al corrente del suo accordo con American Media Inc. La registrazione di cui ha scritto il New York Times sembra smentire entrambe le cose.

Cohen è sospettato di aver pagato anche altre donne per evitare che rivelassero di avere avuto relazioni con Trump; l’indagine è nata per capire se quei pagamenti sono avvenuti in modo lecito e regolare. Cohen non è più in buoni rapporti con Trump – che qualche mese fa lo ha definito solo uno dei suoi diversi avvocati – e quasi certamente sta collaborando l’FBI per ottenere uno sconto sui capi d’accusa: sarebbe una cosa notevole, viste le informazioni su Trump che Cohen, suo avvocato personale per diversi anni, potrebbe avere. Axios ha scritto che per Trump «potrebbe essere uno scenario da incubo perché Cohen, ancora più di Ivanka [la figlia maggiore di Trump] è la persona più informata sulla vita professionale, politica, personale, legale e familiare di Trump e sa segreti che pochi altri conoscono».

Rudolph Giuliani, ex sindaco di New York e ora avvocato personale di Trump, ha confermato l’esistenza delle registrazioni in cui Trump parla del pagamento a McDougal, ma ha detto che dura meno di due minuti, che Trump non ha fatto niente di male e che dalla registrazione emerge come Trump non sapesse, prima che glielo dicesse Cohen, che American Media Inc. aveva pagato McDougal. Il New York Times cita però «una persona vicina a Cohen» secondo la quale la descrizione di Giuliani sarebbe inesatta.

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.