Marco Trungelliti (AP Photo/Alessandra Tarantino)
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  • martedì 29 maggio 2018

Il più lucky dei loser

La storia di Marco Trungelliti, che ha vinto una partita al Roland Garros dopo essere già stato eliminato e dopo 10 ore di macchina, annullando le vacanze

Marco Trungelliti (AP Photo/Alessandra Tarantino)

Da qualche mese c’è una nuova regola nei grandi tornei di tennis: chi si ritira per infortunio prima dell’inizio della partita riceve metà del premio di partecipazione. Può sembrare una regola strampalata, ma è stata introdotta per evitare che giocatori infortunati scendessero in campo comunque per ricevere il premio in denaro e si ritirassero dopo il primo set, lasciando gli spettatori delusi. In questo modo i giocatori infortunati sono incentivati a non giocare così da poter essere rimpiazzati da qualcun altro.

La regola sembra aver funzionato, in questi primi mesi del 2018, ma al Roland Garros ha prodotto effetti paradossali: otto giocatori si sono ritirati dal tabellone principale del torneo per infortunio prima dell’inizio delle partite, e per un momento in molti si sono chiesti se gli organizzatori avrebbero trovato abbastanza rimpiazzi per permettere che tutte le partite venissero giocate.

Marco Trungelliti, il motivo per cui questa storia diventa interessante (CHRISTOPHE SIMON/AFP/Getty Images)

In gergo i rimpiazzi si chiamano lucky loser, “perdenti fortunati”. Sono quei giocatori che pur avendo perso nelle qualificazioni vengono ripescati per giocare il torneo principale quando qualche giocatore si ritira. Solitamente sono giocatori molto giovani o non molto forti, che finiscono comunque per perdere la loro partita ma almeno possono dire di aver giocato in un grande torneo e si portano a casa qualche soldo. Per diventare lucky loser, però, bisogna dare la propria disponibilità e non sono tantissimi quelli che lo fanno: molti tennisti, dopo aver perso nelle qualificazioni, tornano a casa per evitarsi ulteriori spese o si spostano per giocare qualche altro torneo di livello inferiore. Essere richiamati non è così frequente, o almeno non lo era fino all’introduzione della nuova regola.

Domenica scorsa al Roland Garros, il più importante torneo di tennis al mondo che si gioca sulla terra rossa, solo un tennista si era registrato per essere un lucky loser. La sua fortuna è arrivata quando il serbo Viktor Troicki si è ritirato pochi minuti prima della sua partita contro il forte bulgaro Grigor Dimitrov. L’egiziano Mohamed Safwat, numero 182 al mondo nella classifica assoluta, come da copione ha perso in tre set ed è tornato a casa con 20.000 euro in più e dopo aver giocato contro il quinto tennista più forte al mondo sul campo del Roland Garros.

Tutto bene quindi: Troicki era stato il settimo giocatore a ritirarsi prima del primo turno del torneo (la media di solito è di tre o quattro ritiri) ma il sistema aveva funzionato. Poche ore dopo, però, si è ritirato anche Nick Kyrgios: e a quel punto sulla lista dei lucky loser non era rimasto più nessuno. Grosso grattacapo.

In tutto, ha raccontato il New York Times, sarebbero stati più di 80 i giocatori che avrebbero potuto registrarsi per diventare lucky loser, ma tra quelli che ancora non avevano familiarizzato con la nuova regola e quelli che avevano preferito fare altro al posto di aspettare che qualche collega si infortunasse, non era rimasto più nessuno. Per esempio: il tennista numero 183 al mondo, l’indiano Prajnesh Gunneswaran, aveva deciso il giorno prima di rinunciare alla possibilità di diventare lucky loser per andare a giocare un torneo a Vicenza. Avesse saputo prima che si sarebbero ritirati in così tanti, forse avrebbe aspettato. Avesse saputo che l’ottavo ritiro gli avrebbe permesso di giocare non contro uno dei primi venti al mondo, ma contro il numero 206 Bernand Tomic, sicuramente avrebbe aspettato.

La partita tra Tomic e Kyrgios era prevista per lunedì mattina e passata la notte non si era ancora trovato uno sfidante per Tomic, un australiano di 25 anni che tra il 2016 e il 2017 era stato tra i primi 30 giocatori al mondo, ma che ormai da tempo vivacchia nelle parti basse della classifica ATP. Intanto però la voce si era sparsa.

Il 28enne argentino Marco Trungelliti, che era stato eliminato nelle qualificazioni della settimana precedente, era già tornato a casa a Barcellona dove aveva accolto la sua famiglia in visita dall’Argentina. Quando domenica gli è arrivata voce che si era liberato un posto per giocare nel tabellone principale del Roland Garros, ha cambiato i suoi piani. Ha messo la sua famiglia su un’auto che aveva noleggiato per qualche giorno di vacanza e si è messo a guidare verso Parigi: 1.000 chilometri più a nord.

La nonna e il fratello di Trungelliti, arrivati in Europa per una vacanza e finiti spettatori al Roland Garros (AP Photo/Alessandra Tarantino)

Sono partiti all’una di domenica e sono arrivati a destinazione a mezzanotte. Cinque ore di sonno dopo, Trungelliti è corso a registrarsi come lucky loser. Avesse scelto di prendere l’aereo o il treno, ha scritto il New York Times, Trungelliti sarebbe probabilmente arrivato a Parigi dopo gli altri 12 giocatori che dopo di lui si sono resi disponibili per giocare: uno dei tre voli di domenica tra Barcellona e Parigi è stato cancellato e le ferrovie francesi sono ancora alle prese con i feroci scioperi degli ultimi mesi contro le riforme di Macron. Alle 11 di lunedì mattina, Trungelliti era già in campo contro Tomic.

Dopo altre 2 ore e 54 minuti, Trungelliti aveva vinto la sua seconda partita di sempre in un torneo del Grande Slam, si era qualificato per il turno successivo e aveva vinto il premio di 79.000 euro. «Credo che ora mi riposerò», ha detto Tungelliti dopo la partita. Mercoledì giocherà il secondo turno del torneo contro l’italiano Marco Cecchinato.

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