I vescovi cileni Luis Fernando Ramos Perez – a destra – e Juan Ignacio Gonzalez durante un incontro con la stampa in Vaticano in cui a nome della Conferenza Episcopale Cilena hanno annunciato l'offerta di dimissioni di tutti i vescovi cileni, il 18 maggio 2018 (VINCENZO PINTO/AFP/Getty Images)
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  • sabato 19 maggio 2018

Tutti i vescovi cileni hanno presentato le proprie dimissioni al papa

È l'ultima conseguenza di un noto caso di abusi sessuali all'interno della chiesa, quello per cui il papa era stato criticato lo scorso gennaio: per ora non si sa se le dimissioni saranno accettate

I vescovi cileni Luis Fernando Ramos Perez – a destra – e Juan Ignacio Gonzalez durante un incontro con la stampa in Vaticano in cui a nome della Conferenza Episcopale Cilena hanno annunciato l'offerta di dimissioni di tutti i vescovi cileni, il 18 maggio 2018 (VINCENZO PINTO/AFP/Getty Images)

Tutti e 34 i vescovi cileni hanno offerto le proprie dimissioni a papa Francesco in relazione al caso di abusi sessuali interno alla Chiesa di cui si era molto parlato all’inizio dell’anno, per via di alcune dichiarazioni per cui lo stesso papa era stato criticato. Il caso è quello del prete Fernando Karadima, condannato dal Vaticano a seguire una «vita di preghiere e penitenza» nel 2011 per avere abusato di diversi adolescenti durante gli anni Settanta e Ottanta. I vescovi hanno offerto le proprie dimissioni perché il papa li ha accusati di negligenza nella gestione del caso di Karadima. Uno dei vescovi, Juan Barros, era stato al centro di molte proteste, nel 2015 e poi all’inizio di quest’anno, perché il papa lo aveva nominato vescovo nonostante fosse accusato di essere stato testimone di un abuso di Karadima, suo mentore, e di non averlo denunciato per proteggerlo.

È la prima volta che tutti i vescovi di un paese danno la disponibilità a lasciare le loro posizioni. Per ora non si sa se il papa accetterà o rifiuterà le loro dimissioni, arrivate dopo tre giorni di discussione sulla questione degli abusi sessuali tra gli stessi vescovi e il papa, in Vaticano. Con la loro lettera di dimissioni, i vescovi cileni hanno chiesto perdono alle persone vittime di abusi sessuali e alla Chiesa stessa, per i loro «gravi errori e omissioni». Barros aveva già offerto più volete le sue dimissioni al papa, che però erano state rifiutate perché si ritenne non ci fossero sufficienti prove a suo carico.

Juan Carlos Cruz, una delle persone abusate da Karadima, ha scritto su Twitter che queste dimissioni «cambieranno le cose per sempre». José Andrés Murillo, un’altra vittima di Karadima, ha scritto che il papa dovrebbe accettarle.

Papa Francesco si è scusato per le sue dichiarazioni sulle vittime di abusi sessuali in Cile

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