Un aereo della compagnia USA American Airlines al Newark Liberty International Airport, Newark, 2 maggio 2018 (AP Photo/Julio Cortez)
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  • lunedì 7 Maggio 2018

Un nuovo motivo di battibecco tra Cina e Stati Uniti: i siti delle compagnie aeree

Spesso indicano Macao, Taiwan e Hong Kong come territori separati e diversi dalla Cina, che pretende correzioni e scuse

Un aereo della compagnia USA American Airlines al Newark Liberty International Airport, Newark, 2 maggio 2018 (AP Photo/Julio Cortez)

C’è una nuova questione che sta creando tensione tra Cina e Stati Uniti: i menu a tendina delle partenze e delle destinazioni sui siti web delle compagnie aeree. Il governo cinese ha ordinato infatti a 36 compagnie aeree di eliminare dai loro siti i riferimenti a Macao, Taiwan e Hong Kong come paesi diversi dalla Cina. Sabato scorso la Casa Bianca ha criticato il governo cinese e il giorno dopo è arrivata la risposta del ministero degli Affari Esteri della Cina.

Qualche giorno fa la Casa Bianca aveva fatto sapere che Pechino aveva inviato una lettera alle compagnie aeree, comprese quelle con sede negli Stati Uniti, dicendo loro di eliminare dai siti o da altri materiali i riferimenti a Taiwan, Hong Kong e Macao che diano l’impressione che questi territori non facciano parte della Cina. Hong Kong e Macao sono “regioni amministrative speciali” che dipendono dalla Cina; Taiwan continua a essere rivendicata dal governo centrale di Pechino. Sarah Huckabee Sanders, portavoce della Casa Bianca, ha commentato la richiesta del governo cinese dicendo che si tratta di una «assurdità orwelliana» e di un nuovo tentativo del Partito Comunista Cinese di imporre opinioni politiche ai cittadini americani e a società private.

Il governo cinese, attraverso un portavoce del ministero degli Affari Esteri, ha ribattuto che il fatto che esista una sola Cina «è un fatto oggettivo», che «Hong Kong, Macao e Taiwan sono parti inseparabili del territorio cinese» e che le aziende straniere attive in Cina «dovrebbero rispettare la sovranità e l’integrità territoriale» del suo paese e «il sentimento nazionale del popolo cinese». Il portavoce ha aggiunto che la Cina continuerà ad avere relazioni con gli altri paesi in conformità al principio «di una sola Cina». Non ha fatto riferimento alla battuta di Sarah Huckabee Sanders sull’assurdità orwelliana, né ha precisato in che modo la Cina farà rispettare le sue richieste, ma ha detto che queste società dovrebbero rispettare gli ordini ufficiali del suo paese.

All’inizio di gennaio il governo della Cina era intervenuto in modo simile, ordinando di chiudere per una settimana il sito locale della catena statunitense di hotel Marriott per aver indicato come paesi separati Tibet, Hong Kong, Macao e Taiwan: in un questionario per i clienti in mandarino, Marriott aveva infatti inserito come opzioni nell’elenco dei possibili paesi di residenza Tibet, Hong Kong, Macao e Taiwan. Sempre a gennaio, la compagnia aerea Delta si era scusata per aver elencato Taiwan e il Tibet come opzioni separate nei menu per la scelta della nazionalità sul suo sito web. L’autorità cinese aveva chiesto un’indagine interna e preteso scuse «pubbliche e immediate».