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  • giovedì 3 maggio 2018

Al matrimonio del principe Harry e Meghan Markle ci sarà un solo giornalista

Ufficialmente perché non ci sarà spazio in chiesa, ma secondo molti il motivo è l'esasperazione della famiglia reale con l'aggressività dei giornali

(Christopher Furlong/Getty Images)

Il prossimo 19 maggio l’attrice statunitense naturalizzata britannica Meghan Markle e il principe Harry d’Inghilterra si sposeranno. I due, già qualche settimana fa, avevano deciso che alla cerimonia sarebbero stati invitati solo alcuni amici e parenti (in totale più di 2mila persone, comunque) e nessun leader politico. Ora hanno annunciato anche i dettagli dell’accesso dei media al loro matrimonio: non ce ne sarà quasi nessuno.

Qualche giorno fa, un portavoce dalla famiglia reale ha fatto sapere che all’interno della cappella di San Giorgio del castello di Windsor sarà presente soltanto un giornalista e che a quattro fotografi sarà assegnata una postazione fuori dalla cappella. Le motivazioni ufficiali hanno a che fare con problemi di spazio. La cappella di San Giorgio non è una cattedrale e l’occasione sarà diversa rispetto a quando si sposarono William e Kate: a differenza di suo fratello William, secondo in linea di successione, Harry non è infatti considerato un probabile futuro re del Regno Unito ed è sesto nella linea di successione, dopo i principi George, Charlotte, e l’ultimo nato Louis Arthur Charles. Si tratterà insomma di un matrimonio in forma “privata” e non di una cerimonia pubblica.

Secondo alcuni, però, ci sarebbero anche delle motivazioni non ufficiali dietro alla decisione di non fare entrare giornalisti e fotografi in chiesa. Arthur Edwards, un fotografo del Sun che ha 77 anni e sette matrimoni reali alle spalle, ha dichiarato al New York Times che il principe Harry è «arrabbiato» con i media in generale: «Lui e Meghan hanno visto quello che è stato scritto e hanno detto: “Non vogliamo nessuno”». E ancora: «Dal fidanzamento in poi, il suo modo di comportarsi con noi è cambiato: è diventato molto chiuso. Non ci dice più neanche “buongiorno”. Si vede che è arrabbiato con noi».

Meghan Markle e il principe Harry avevano annunciato il loro fidanzamento nel novembre del 2017. Lei è un’attrice e modella californiana di 36 anni, ha recitato in CSI: NY, Castle e Suits, tra le altre cose, ed è figlia di un uomo caucasico e di una donna afroamericana. Markle è anche divorziata (nel 2013 si era separata dal produttore televisivo Trevor Engelson, che aveva sposato in Giamaica due anni prima) e non corrisponde agli standard della famiglia reale inglese. I tabloid britannici, fin dalla notizia del fidanzamento, erano stati piuttosto aggressivi nei suoi confronti: avevano scritto titoli e articoli dai toni sessisti e razzisti e a un certo punto era intervenuto lo stesso principe per chiedere di smetterla. Harry aveva infatti diffuso attraverso il suo staff un comunicato in cui spiegava che nonostante l’abitudine alla «curiosità sulla sua vita privata», riteneva che fosse stato sorpassato il limite: «Questo non è un gioco, è la loro vita», si diceva nel comunicato, descrivendo i tentativi intrusivi e semi-illegali con cui i giornalisti avevano cercato di raccogliere informazioni su Markle.

Il matrimonio del principe Harry, dice il New York Times, sembra dunque segnare un punto di svolta nel rapporto tra la famiglia reale britannica e la stampa e la morte di Lady Diana c’entrerebbe qualcosa. I due principi, quando avevano 12 e 15 anni, hanno vissuto il morboso interesse dei media verso la madre, morta in un incidente automobilistico a Parigi cercando di scappare dai paparazzi che la inseguivano. Harry, in particolare, non ha mai nascosto i suoi sentimenti verso quei fotografi. In un’intervista del 2017, ricordando i vent’anni dalla morte della madre, aveva detto: «Credo che una delle cose più difficili con cui venire a patti fosse il fatto che le persone che l’avevano inseguita nel tunnel sono le stesse persone che l’hanno fotografata mentre stava morendo sul sedile posteriore della macchina».

Un altro giornalista intervistato dal New York Times, che ha preferito restare anonimo, ha spiegato che un buon riassunto dell’attuale situazione potrebbe essere che il principe Harry e Meghan Markle «odiano la stampa britannica». Ha però negato che l’accesso ridotto dei media abbia causato o stia causando una copertura negativa delle notizie che hanno a che fare con loro, ma anche di questo in molti non sono così convinti.

Il Daily Mail della scorsa settimana conteneva ad esempio un’intera sezione che analizzava con dettagli personali e pettegoli il divorzio di Markle dal suo primo marito: si facevano poi delle illazioni sugli sforzi del padre di lei per perdere peso prima del matrimonio, e c’era un’intervista al fratellastro e alla sorellastra che si lamentavano di non essere stati invitati al matrimonio. Un altro tabloid, sempre qualche giorno fa, aveva un’intervista in prima pagina allo zio di Markle, contrariato dal fatto di non essere stato invitato. Questo tipo di trattamento fa un po’ parte della tradizione (che aveva colpito anche Kate Middleton, all’inizio del fidanzamento con il principe William), ma nei confronti di Markle e del principe Harry l’accanimento e l’attrito sembrano essersi fatti più espliciti. Arthur Edwards – il fotografo del Sun – pensa che «i ragazzi stanno prendendo il controllo» e che dunque il loro rapporto con i media subirà dei grossi cambiamenti.

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