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  • mercoledì 2 maggio 2018

La Scozia ha introdotto un prezzo minimo per l’alcol

È il primo paese al mondo a farlo: secondo il governo salverà vite umane e non danneggerà la famosa industria del whisky locale

Un negozio di vini e liquori a Glasgow, novembre 2017 (ANDY BUCHANAN/AFP/Getty Images)

Martedì la Scozia è diventata il primo paese al mondo a introdurre un prezzo minimo per l’alcol. La legge è entrata in vigore dopo anni di scontri legali e la prima ministra Nicola Sturgeon ha detto che pensa che in Europa altri paesi cercheranno «di replicare ciò che è stato fatto qui», citando progetti simili avviati in Irlanda e Galles.

Il prezzo minimo per un’unità di alcol (“unit”, cioè la gradazione alcolica) è stato fissato a 50 pence (57 centesimi di euro), una misura che tiene conto sia del contenuto alcolico che del volume del prodotto. Così, una bottiglia da 70 cl di whisky non potrà essere venduta a meno di 14 sterline (15,60 euro) e una bottiglia da 75 cl di vino al 12,5 per cento di grado alcolico non potrà essere acquistata a meno di 4,69 sterline (5,30 euro). L’unità su cui si basa il prezzo minimo è pari a 8 grammi di alcol ed equivale a una dose di 25 ml di whisky al 40 per cento di grado alcolico o a 76 ml di vino al 13 per cento. Un classico bicchiere di vino è da circa 175 ml, cioè 2,4 unità. Un’indagine del 2017 del Servizio sanitario nazionale aveva mostrato che nel 2016 più della metà degli alcolici era stata venduta a un prezzo per unità inferiore alla nuova soglia minima stabilita.

La nuova legge ha l’obiettivo di contenere i danni associati al consumo di alcol ed è stata accolta con molto favore dai medici e da diverse altre associazioni che l’hanno definita uno dei maggiori progressi in materia di sanità pubblica dopo il divieto di fumare nei luoghi pubblici. «Salverà vite umane», ha detto Alison Douglas, dell’organizzazione Alcohol Focus Scotland.

La Scozia ha il più alto tasso di decessi correlati all’alcol nel Regno Unito (22 alla settimana, nel 2016) e tra il 2015 e il 2016 oltre 23 mila persone sono state ricoverate in ospedale per cause legate all’alcol. I dati dicono poi che una persona su quattro beve più del limite consigliato e stabilito di 14 unità a settimana. Prima dell’entrata in vigore del nuovo provvedimento, questa soglia poteva essere superata con una spesa di circa 2,5 sterline mentre ora ne serviranno almeno 7,5. I dati del ministero della Salute dicono infine che l’abuso di alcol costa alla Scozia 3,6 miliardi di sterline all’anno. Con le nuove regole il governo spera di salvare 392 vite nei prossimi cinque anni.

I commercianti hanno detto di aspettarsi perdite minime dal provvedimento e Linda Williams, proprietaria di un negozio di alcolici a Edimburgo, ha aggiunto anzi che le nuove norme potrebbero persino aiutare «a mettere supermercati e aziende indipendenti allo stesso livello»: «Non ci saranno più i grandi sconti sugli alcolici e sulle grandi confezioni di birra».

La legge sul prezzo minimo era stata approvata nel 2012 dal parlamento scozzese ed è entrata in vigore dopo anni di liti giudiziarie. Lo scorso anno la Corte Suprema aveva sostenuto l’iniziativa del governo, respingendo il ricorso presentato dalla SWA (Scotch Whisky Association) e da altri rappresentanti del settore per cancellarlo. Sette giudici a Londra avevano invece stabilito all’unanimità che l’introduzione di un prezzo minimo era «un mezzo proporzionato per raggiungere uno scopo legittimo» e che non violava alcuna legge europea. Nicola Sturgeon ha ribadito che la misura non avrebbe danneggiato l’industria del whisky in Scozia, che è molto redditizia, spiegando che «i whisky di alta qualità, per i quali l’industria scozzese è così famosa, non rientrano tra i prodotti alcolici che saranno maggiormente colpiti dai prezzi minimi».

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