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  • mercoledì 25 aprile 2018

Mohamed Salah è un fenomeno

Ieri l'attaccante egiziano del Liverpool ha fatto passare una bruttissima serata alla Roma, e secondo molti si meriterebbe il Pallone d'Oro

Mohamed Salah (non) esulta dopo il secondo gol segnato alla Roma martedì sera (Clive Brunskill/Getty Images)

Martedì sera la Roma ha subito una pesante sconfitta contro il Liverpool nell’andata delle semifinali di Champions League. Ha perso 5-2 e solamente quei due gol segnati nel finale le hanno dato qualche speranza di rimonta per la partita di ritorno, che si giocherà allo stadio Olimpico di Roma la prossima settimana. Che sarebbe stata una partita complicata lo si sapeva, dato il grande momento di forma del Liverpool e in particolare del suo tridente d’attacco formato da Sadio Mané, Roberto Firmino e Mohamed Salah, probabilmente il migliore che si possa trovare oggi in Europa. Ma nella prima mezzora del secondo tempo la Roma ha praticamente smesso di giocare e ha subito tre gol in pochi minuti, dopo i due segnati da Salah nel primo tempo.

Tutti e tre gli attaccanti del Liverpool sono andati a segno, ma l’egiziano Salah — che fino all’anno scorso giocava proprio con la Roma — si è preso la scena con una delle sue migliori prestazioni in carriera. Prima ha segnato un bellissimo gol — il primo della serata — con un tiro dal limite dell’area di rigore della Roma, imprendibile per il portiere Alisson Becker. Poi ha fatto partire un rapido contropiede con una sponda al volo per il brasiliano Firmino, il quale, da centrocampo, lo ha lanciato verso la porta della Roma: dopo aver bruciato in velocità il suo marcatore Juan Jesus (a cui deve aver fatto passare una delle peggiori serate della sua carriera), Salah ha scavalcato Alisson con un colpo sotto per il gol del 2-0.

 

Nel secondo tempo, pur senza segnare, Salah ha continuato mettere molto in difficoltà la Roma, creando di fatto le azioni dei successivi due gol. A dieci minuti dall’inizio del secondo tempo, da una sua progressione in fascia (probabilmente in fuorigioco) è arrivato il terzo gol del Liverpool, segnato dal senegalese Mané. Cinque minuti dopo, con la stessa identica azione e dopo aver superato per l’ennesima volta Juan Jesus in velocità, Salah ha mandato in gol anche Firmino per il momentaneo 4-0.

La sua partita è finita dopo 75 minuti, quando è stato sostituito dall’inglese Danny Ings. Non è un caso che con l’uscita dal campo di Salah il Liverpool abbia abbassato notevolmente i ritmi concedendo i due gol che hanno tenuto vive le speranze dalla Roma per il passaggio del turno, anche se sarà comunque molto difficile.

La prestazione di Salah rimarrà nella storia della Champions League per l’impatto che ha avuto in una partita così importante: con i due gol alla Roma – inoltre – è diventato l’unico giocatore del Liverpool ad aver segnato in cinque partite consecutive di Champions League. Per il Liverpool è anche il primo giocatore ad aver segnato in 33 diverse partite nel corso di una sola stagione: in 47 incontri disputati da inizio campionato ad oggi ha segnato 43 gol, in pratica uno ogni 87 minuti di gioco. Anche il numero dei suoi assist è altissimo: 15 fra campionato e coppe.

Dopo la partita con la Roma, in molti si sono trovati d’accordo nel sostenere che in questo momento — con Lionel Messi e Cristiano Ronaldo non al massimo della loro forma — Salah sia il giocatore più forte al mondo e che debba essere considerato tra i favoriti per l’assegnazione del prossimo Pallone d’Oro. Fra questi c’è anche Steven Gerrard, storico capitano del Liverpool.

Il fatto che sia egiziano e abbia iniziato a giocare a calcio nel campionato locale, in un paese in cui il movimento calcistico non è così sviluppato come in altri posti, fa capire meglio il talento unico che possiede Salah. A 25 anni e dopo otto stagioni da professionista, si può già dire che sia il miglior calciatore egiziano di sempre. Negli ultimi mesi ha anche trascinato la sua Nazionale alla prima qualificazione ai Mondiali in 27 anni.

Già l’anno scorso, nella sua ultima stagione alla Roma, Salah aveva dimostrato di essere uno dei migliori esterni offensivi in circolazione. In estate aveva chiesto la cessione, volendo tornare in Inghilterra, dove nella sua prima esperienza con il Chelsea non aveva avuto molta fortuna. A Liverpool invece, e soprattutto con l’allenatore tedesco Jurgen Klopp, ha trovato la sua dimensione migliore, in una squadra che fa delle ripartenze e della velocità di gioco i suoi punti di forza.

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