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  • lunedì 16 aprile 2018

In Cina sperimentano una strada che ricarica le auto elettriche

Un tratto di un chilometro è stato ricoperto di pannelli solari: producono energia e un giorno potranno trasferirla alle batterie dei veicoli

(via AP Images)

Un tratto di autostrada lungo circa un chilometro in Cina produce energia elettrica, grazie a pannelli solari fotovoltaici installati al posto del tradizionale asfalto. Il tratto stradale è sperimentale, ma sta dando buoni risultati e potrebbe essere presto arricchito con altre strumentazioni per collegarsi con i sistemi di bordo delle automobili e caricare le batterie dei veicoli elettrici mentre sono in viaggio. La nuova soluzione è uno degli esempi più concreti del piano “Made in China 2025” del governo cinese, che ha in programma di differenziare meglio l’offerta industriale del paese puntando di più sulle tecnologie legate alle rinnovabili e all’automazione.

La strada che produce energia elettrica si trova nei pressi di Jinan, una città industriale di circa 7 milioni di persone nella provincia dello Shandong, di cui è la capitale. È stata costruita da Qilu Transportation Development Group, una grande azienda che si occupa dello sviluppo e della costruzione delle strade e che è di proprietà dello stato dello Shandong. Al posto del classico asfalto, lungo il chilometro sperimentale sono stati inseriti pannelli solari con uno strato protettivo trasparente in superficie, con caratteristiche paragonabili a quelle del classico asfalto. Chi è alla guida nota la differenza del fondo stradale alla vista, ma non rileva particolari differenze mentre sta guidando lungo la strada. I pannelli sono stati installati in parallelo lungo due corsie della strada e ci passano sopra ogni giorno circa 45mila veicoli. L’energia prodotta è sufficiente per alimentare i lampioni lungo il percorso e per dare corrente elettrica a 800 abitazioni, secondo i tecnici di Qilu.

(via AP Images)

L’esperimento è ancora agli inizi ed è solo una parte dei piani di Qilu. L’idea è infatti usare la strada come un’infrastruttura non solo per spostarsi fisicamente da un posto all’altro, ma anche per trasferire dati ed energia. Lo strato superficiale è predisposto per la ricarica senza fili delle batterie, con un sistema paragonabile a quello dei caricabatterie wireless per gli smartphone. Il problema è che l’attuale tratto di strada è troppo corto per testarne il funzionamento, senza contare che non esistono nemmeno standard precisi e tecnologie diffuse sulle automobili elettriche in circolazione per caricarsi in questo modo.

Nello strato superficiale che ricopre i pannelli solari sono inoltre presenti sensori per monitorare la temperatura della strada, la frequenza di passaggio dei veicoli e il carico dei mezzi in circolazione. Queste informazioni possono essere utilizzate per aggiornare in tempo reale le informazioni sul traffico e, nel lungo periodo, per mettere in programma l’eventuale espansione delle strade.

(via AP Images)

Qilu dice che il periodo di vita stimato del suo sistema è di circa 15 anni, quindi paragonabile a quello dell’asfalto sulle strade ad alto scorrimento. Non essendo una tecnologia ancora diffusa e così disponibile, il prezzo è però ancora alto e intorno ai 7mila yuan (900 euro) al metro quadrato; un prezzo intorno ai 3mila yuan (390 euro) dovrebbe rendere sostenibile l’iniziativa, attraverso una produzione di massa sei pannelli solari e degli altri dispositivi necessari.

Sono stati necessari quasi 10 anni di ricerca per sviluppare il sistema e testarlo prima di installarlo sull’autostrada. La costruzione del chilometro sperimentale ha invece richiesto poco meno di due mesi e i pannelli sono in funzione dallo scorso dicembre. Un sistema di riscaldamento elettrico si attiva nel caso di gelate e nevicate, lasciando la strada sempre sgombra e pulita.

La Cina non è l’unico paese ad avere sperimentato in questi anni soluzioni analoghe. La francese Bouygues ha installato nel 2016 un chilometro di strada ricoperto di pannelli solari in Norvegia, ottenendo risultati incoraggianti. Il sistema, che è stato chiamato Wattway, è però dedicato alla sola produzione di energia elettrica e per ora non ci sono programmi per estenderne le funzionalità, come sta invece avvenendo in Cina.

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