Park Geun-hye (Jeon Heon-Kyun-Pool/Getty Images)
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  • venerdì 6 aprile 2018

L’ex presidente sudcoreana Park Geun-hye è stata condannata a 24 anni di carcere

Per abuso di potere e coercizione, cioè per l'enorme scandalo politico che portò al suo impeachment un anno fa

Park Geun-hye (Jeon Heon-Kyun-Pool/Getty Images)

L’ex presidente sudcoreana Park Geun-hye – che si era dovuta dimettere nel marzo 2017 dopo essere stata incriminata per corruzione – è stata dichiarata colpevole di abuso di potere e coercizione ed è stata condannata a 24 anni di carcere.

La condanna di Park è legata a un grosso scandalo di corruzione in cui era implicata insieme a Choi Soon-sil, una sua amica e confidente di lunga data. Secondo i magistrati, Choi avrebbe gestito svariati milioni di euro ricevuti da grandi società e dirigenti di azienda sudcoreani, facendoli passare per donazioni per alcune sue fondazioni usate come copertura. Per gestire queste attività, Park avrebbe inoltre passato informazioni riservate a Choi di vario tipo, da quelle sulle politiche economiche adottate nel paese alle complicate relazioni con la Corea del Nord.

Choi è stata accusata di avere utilizzato i suoi stretti legami con Park per fare pressioni sulle grandi conglomerate (“chaebol” in coreano) per ottenere il denaro. In pochi anni, sarebbero stati raccolti circa 66 milioni di euro, confluiti nelle fondazioni di Choi, ma usate per il proprio arricchimento personale e per quello di Park, che ha sempre negato le accuse.

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