Una ricercatrice in un laboratorio per la fecondazione in vitro all'Università di San Paolo. (MAURICIO LIMA/AFP/Getty Images)
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  • sabato 31 Marzo 2018

In Brasile va forte lo sperma dei donatori bianchi americani

Perché sono soprattutto i ricchi – quindi i bianchi – a ricorrere alla fecondazione assistita, ma anche perché è visto come un vantaggio per il bambino

Una ricercatrice in un laboratorio per la fecondazione in vitro all'Università di San Paolo. (MAURICIO LIMA/AFP/Getty Images)

In un paese come il Brasile, dove la maggioranza degli abitanti ha la carnagione scura e appartiene a una maggioranza etnica che corrisponde con una certa fedeltà alla fascia più povera della popolazione, sempre più donne acquistano sperma proveniente da donatori nordamericani e caucasici. Nel 2017 sono arrivati in Brasile 500 campioni di sperma provenienti dall’estero, contro i 16 del 2011: le caratteristiche più richieste sono capelli biondi, occhi azzurri e soprattutto carnagione chiara.

Michelle Ottey, direttore di laboratorio a Fairfax Cryobank, la maggiore azienda americana esportatrice di sperma verso il Brasile, ha spiegato al Wall Street Journal che il Brasile è uno dei mercati più in crescita per questo settore. Fredrik Andreasson, direttore finanziario della Seattle Sperm Bank, che vende al Brasile un quarto delle sue importazioni di sperma, ha confermato che la maggior parte dei campioni venduti corrispondono a donatori «caucasici, biondi e con gli occhi azzurri».

Susy Pommer, analista di dati di San Paolo che l’anno scorso ha deciso di ricorrere alla fecondazione assistita, ha detto che questo identikit corrisponde, nei pregiudizi brasiliani, al prototipo del «bel bambino». Questo perché in Brasile sono ancora molto radicati stereotipi razziali che risalgono a secoli fa, quando i colonizzatori europei deportarono milioni di persone africane come schiavi, molte più che negli Stati Uniti. In Brasile la schiavitù fu abolita nel 1888, più tardi che in qualsiasi altro paese occidentale.

Oggi in Brasile oltre il 50 per cento delle persone è nera o ha la carnagione scura perché è nato da unioni miste, ma è la parte bianca del paese a controllare le risorse e il potere: l’80 per cento dell’1 per cento più ricco del Brasile è infatti bianco, così come lo sono stati tutti i presidenti del paese. Questo fa sì anche che siano in proporzione più bianchi a potersi permettere di comprare un campione di sperma a 1.500 dollari da una clinica e a provare la fecondazione in vitro, che costa sui 7.000 dollari. Tra il 2014 e il 2016 il 95,4 per cento dello sperma importato apparteneva a uomini bianchi, e il 51,8 per cento a uomini con gli occhi azzurri.

Avere un figlio bianco è visto come un modo per garantirgli maggiori possibilità, ma l’aumento delle importazioni di sperma dal Nord America non dipende solo da questo. In Brasile è infatti illegale pagare i donatori di sperma, quindi le banche del seme locali sono meno efficienti e forniscono poche o nessuna informazione sui donatori. «Ti dicono “occhi e capelli castani, gli piacciono gli hamburger” e di che segno zodiacale sono, basta», ha raccontato al Wall Street Journal Alessandra Oliva, una donna che ha comprato lo sperma dagli Stati Uniti.

Il fatto che di recente in Brasile si faccia, in termini assoluti, sempre più ricorso allo sperma importato dipende anche direttamente dal fatto che si fa più ricorso alla fecondazione assistita. È un fenomeno legato ai cambiamenti sociali nel paese, come la riduzione delle diseguaglianze di genere e dei diritti per le persone omosessuali. Ci sono sempre più donne che preferiscono sostenere una gravidanza più avanti nell’età, dopo aver fatto carriera nel proprio lavoro, e che quindi ricorrono alla fecondazione assistita. È stato anche semplificato il processo che permette alle coppie omosessuali di chiamare un figlio con entrambi i cognomi dei genitori, cosa che ha aumentato le richieste di sperma. Nel 2016, il 41 per cento dello sperma importato dal Brasile è stato comprato da coppie eterosessuali, il 38 per cento da donne single e il 21 per cento da coppie lesbiche. Gli ultimi due gruppi sono però quelli in crescita.

Eduardo Motta, direttore di una clinica brasiliana per la fertilità, ha spiegato che le coppie bianche eterosessuali insistono spesso sulla caratteristica degli occhi azzurri per essere sicuri che il proprio figlio nasca con la pelle chiara, caratteristica ritenuta importante soprattutto dai genitori sterili che vogliono un figlio che possa sembrare biologicamente proprio. Per chi invece non si può permettere di rivolgersi a una banca dello sperma, esistono gruppi Facebook di annunci di uomini disposti a fare sesso a pagamento o a vendere un campione di sperma “in nero”: tra questi c’è João Carlos Holland de Barcellos, un uomo brasiliano di 61 anni con i capelli platino e gli occhi azzurri. Lui lo fa per assicurarsi la trasmissione dei propri geni: «È un metodo ateo per raggiungere l’immortalità».

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