La morte di Fabrizio Frizzi

Aveva 60 anni ed era uno dei conduttori più noti della televisione italiana: negli ultimi mesi aveva avuto gravi problemi di salute

(ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI)
(ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI)

Fabrizio Frizzi è morto questa notte all’ospedale Sant’Andrea di Roma in seguito a una emorragia cerebrale. La notizia della morte del conduttore televisivo è stata confermata da una nota della sua famiglia. Frizzi, che aveva compiuto 60 anni lo scorso febbraio, aveva avuto negli ultimi mesi dei gravi problemi di salute. Nell’ottobre del 2017 Frizzi aveva avuto un’ischemia durante la registrazione di una puntata del programma L’Eredità; era stato ricoverato al Policlinico Umberto I di Roma per alcuni giorni ed era tornato a condurre L’Eredità a dicembre. Aveva detto di essere malato e che avrebbe raccontato della sua malattia se fosse riuscito a guarire.

Frizzi, che era nato a Roma nel 1958, aveva cominciato a lavorare in Rai negli anni Ottanta dopo aver condotto alcuni programmi per radio e tv private. In Rai iniziò a lavorare in alcune trasmissioni per ragazzi: Il barattolo, Tandem e Pane e marmellata, che condusse insieme a Rita Dalla Chiesa che poi diventò la sua prima moglie. La prima trasmissione che condusse in prima serata fu Europa Europa nel 1988.

I primi grandi successi di Frizzi arrivarono tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta, quando gli fu affidata la conduzione di Scommettiamo che…?, insieme a Milly Carlucci (che presentò poi per varie edizioni anche negli anni successivi). Nel 1988 diventò il conduttore del concorso di bellezza Miss Italia, trasmissione che gli dette un’enorme popolarità e che condusse per quindici edizioni consecutive fino al 2002 e poi di nuovo nel 2011 e nel 2012 (tra il 1991 e il 1993 presentò anche le prime tre edizioni di Miss Italia nel mondo).

Nel 1990 iniziò il programma I fatti vostri, una delle trasmissioni più di successo di Rai 2 che Frizzi presentò per tre edizioni fino al 1993. Nel 1992 affiancò Corrado – a cui si ispirava nello stile di conduzione – nella Notte dei Telegatti su Canale 5: fu il suo esordio sulle reti Fininvest. Sempre nello stesso anno, in diretta dallo Stadio Olimpico, presentò la Partita del cuore, una delle molte iniziative benefiche in cui sarebbe stato coinvolto. Dall’autunno 1994 fece parte del gruppo dei conduttori del quiz Luna Park, programma ideato da Pippo Baudo; sempre nel 1994 (fino al 1996) presentò la maratona televisiva di raccolta fondi Telethon. Negli anni Novanta vi furono altre nuove trasmissioni (Per tutta la vita…? e Tutti a scuola). Nel 2002 lasciò la Rai, dove però tornò dopo una breve parentesi nella primavera del 2003 a Mediaset con il programma Come sorelle.

Nel 2003 Frizzi presentò Piazza Grande su Rai 2, programma della mattina che sostituì I fatti vostri. Poi dal 2005 su Rai 3 condusse Cominciamo bene e dal 2007 il gioco a premi Soliti ignoti – Identità nascoste subito dopo il TG1, che ottenne un grande successo di ascolti e diede una nuova spinta alla sua carriera, che si era un po’ ingolfata dopo il passaggio a Mediaset e il ritorno in Rai. Negli ultimi anni presentò nuove edizioni di vecchie trasmissioni e molte serate speciali come per esempio il Concerto per l’Emilia, evento di beneficenza per la raccolta fondi per la ricostruzione di due ospedali danneggiati dal terremoto dell’Emilia del 2012. Nel marzo del 2014 venne scelto per condurre su Rai 1 L’eredità, subentrando a Carlo Conti e ottenendo un enorme successo. Nella sua vita ha presentato più di settanta trasmissioni per la tv.

Fabrizio Frizzi aveva anche partecipato come concorrente a Ballando con le stelle, era stato ospite in diverse puntate di Tale e quale show, aveva recitato in alcune fiction e aveva fatto il doppiatore: è sua la voce di Woody, lo sceriffo protagonista dei film Toy Story.

Nel 2012 interpretò se stesso nel film Buona giornata diretto da Carlo Vanzina e nel 2015 venne nominato commendatore dall’ex presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Frizzi raccontò anche pubblicamente di aver donato il midollo: «All’epoca il mio midollo risultò compatibile con quello di una bimba le cui condizioni erano preoccupanti. (…) Sei anni dopo, la più bella sorpresa della mia vita. Ero ancora al timone della Partita del cuore, stava finendo la diretta e già scorrevano i titoli di coda, quando una ragazzina mi corse incontro per abbracciarmi. Capii subito che si trattava di Valeria, la bimba alla quale avevo donato il midollo e che era venuta a salutarmi dicendomi di essere la mia sorellina».