• Italia
  • mercoledì 21 marzo 2018

Il prossimo Parlamento sarà quello con il maggior numero di donne di sempre

Le "quote rosa" del Rosatellum erano state aggirate con le pluricandidature, ma il nuovo Parlamento avrà circa il 35 per cento di parlamentari donne

La camera dei deputati (ANSA)

La legge elettorale con cui si è votato lo scorso 4 marzo, il Rosatellum, prevedeva una serie di misure a favore della parità di genere. Le regole per le candidature dicevano che ogni partito o coalizione non potesse avere più del 60 per cento di candidati dello stesso genere all’uninominale e più del 60 per cento di capilista dello stesso genere nella parte proporzionale (in entrambi i casi il criterio era nazionale alla Camera e regionale al Senato). Infine, i candidati nelle liste plurinominali dovevano essere alternati per genere.

I partiti hanno sostanzialmente rispettato i limiti minimi imposti dalla legge attribuendo la quota del 60 per cento al genere maschile e quella del 40 al genere femminile, e non sono andati oltre. YouTrend, analizzando le candidature, aveva spiegato che nei collegi uninominali, considerando entrambe le camere, «le quattro coalizioni non potevano candidare meno di 552 donne (il massimo era di 840)». In totale ne erano state candidate 580. Le donne capolista dei sette principali partiti (PD, M5S, Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia, + Europa e Liberi e Uguali) erano in totale 266: e il minimo legale era 245.

Oltre la formalità delle candidature, il Rosatellum consentiva però un espediente per aggirare le norme sulle cosiddette quote di genere, attraverso le pluricandidature (candidare più donne che uomini in diversi collegi, togliendo il posto ad un’altra donna, come è accaduto, poteva garantire l’ingresso agli uomini che stavano al secondo posto della lista nei collegi in eccesso). Nonostante questo, la percentuale di donne elette lo scorso 4 marzo è pari a circa il 35 per cento, la quota più alta mai raggiunta finora in Italia. Il partito che ha eletto il maggior numero di donne è stato il Movimento Cinque Stelle, quello che ne ha elette meno è Fratelli d’Italia. Nel febbraio del 2013 alla Camera erano state elette deputate 198 donne, pari al 31,4 per cento del totale, mentre al Senato le donne elette erano state 86, pari cioè al 27,3 per cento.