Randy

Un intimo ritratto di un adolescente nella cosiddetta America rurale, e una bella storia, nelle foto di Robin de Puy

Nel 2015 la fotografa Robin de Puy stava per finire un viaggio di 8mila miglia in motocicletta da sola attraverso l’America, per il suo libro If This is True…, quando il 7 luglio si è fermata a Ely, una piccola cittadina di qualche migliaio di abitanti in Nevada. Ha visto passare un adolescente in bicicletta e ha capito immediatamente di volerne sapere di più: lo ha fermato e gli ha chiesto il permesso di scattargli una foto, e così è nato il progetto su Randy, il ragazzo in questione, un intimo ritratto di un adolescente nella cosiddetta America rurale.

Randy, che quando ha incontro de Puy aveva 15 anni, ha una faccia molto espressiva e particolare: magrissimo e con grandi naso, orecchie, bocca e denti irregolari. Di lui de Puy ha detto: «Randy, un ragazzo dall’aspetto fragile, faccia stupefacente, orecchie grandi – un cucciolo, un golden retriever che aspetta che la palla venga lanciata, ingenuo (troppo). “Posso fotografarti?” Gli ho chiesto. La domanda è stata accolta con un’alzata di spalle e uno sguardo sia ansioso che curioso, uno sguardo che sembrava dire tutto e niente, e poi ha detto sinceramente “sì”». De Puy ha anche raccontato che mentre lo ritraeva gli ha detto di guardare dritto nella fotocamera senza specificare che poteva sbattere le palpebre, e Randy è rimasto immobile fino a lacrimare.

Dopo quel ritratto de Puy è tornata ad Amsterdam, dove vive e lavora, e ha continuato altri suoi progetti, ma non accantonava l’idea di continuare a fotografare Randy ed è tornata a farlo alla fine del 2016, nel gennaio 2017 e poi nel maggio 2017: «Mai prima d’ora ho incontrato qualcuno che mi ha lasciato così tanto spazio per guardarlo, per osservarlo». De Puy ha scattato centinaia di foto, chiedendo e ottenendo il permesso dei genitori, che le hanno dato completa libertà. Il suo rapporto con Randy è ormai come quello con una persona di famiglia: si sentono spesso e la prossima volta che si vedranno sarà probabilmente a giugno, per la cerimonia del diploma.

De Puy ha scoperto molte cose di Randy che completano il ritratto che ne ha fatto con le sue fotografie in bianco e nero: non ha parlato fino a quando aveva otto anni e anche oggi comunicare non è il suo forte, ma quando lo fa non smette più. Non lascia quasi mai Ely e ha confidato a de Puy che gli capita a volte di sentirsi solo, sente la mancanza dei suoi fratelli – una parte della famiglia vive nello Utah – e fuma di nascosto i sigari della madre. Ha paura che la Mountain Dew (una bibita) uccida lo sperma, come gli ha detto un suo amico, e da grande vorrebbe fare il poliziotto e avere tre figli. Randy ama gli animali, si zittisce quando è in mezzo a molta gente, si agita quando delude qualcuno e ha quasi sempre fame.

Queste cose de Puy le ha scoperte passandoci del tempo insieme, non solo fotografandolo ma anche realizzando con il suo compagno una serie di video quasi ipnotici che lo mostrano in azioni quotidiane e banali che sembrano invece misteriose e sospese nel tempo, come in quelli di lui sull’altalena o che pedala in bicicletta. Sia le foto che i video saranno in mostra al Bonnefantenmuseum di Maastricht, fino al 13 maggio, se passate di lì, mentre del progetto c’è anche un libro pubblicato da poco, che potete comprare qui. De Puy è rappresentata dall’agenzia Unit CMA e dalla Ravestijn Gallery di Amsterdam, e potete seguirla su Instagram qui.

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