Cosa sappiamo di “Once Upon a Time in Hollywood”, il nuovo film di Tarantino

Sarà ambientato a fine anni Sessanta: Leonardo DiCaprio sarà un vecchio attore di serie western e Brad Pitt il suo stuntman

(AP Photo/Laurent Cipriani)

Il prossimo film di Quentin Tarantino si intitolerà Once Upon a Time in Hollywood – letteralmente C’era una volta a Hollywood, ma non c’è ancora un titolo italiano – e i protagonisti saranno Brad Pitt e Leonardo DiCaprio, che non hanno mai recitato insieme in un film. Il film sarà ambientato nel 1969 e uscirà negli Stati Uniti il 9 agosto 2019. Once Upon a Time in Hollywood sarà il nono film di Tarantino (non va contato Four Rooms e i due Kill Bill contano come un unico film) e, stando a quanto dice lui da anni, sarà il suo penultimo, perché dopo il decimo film si metterà a fare altro. Del nono film di Tarantino si parla da mesi, ma ora oltre all’ufficialità del titolo e della presenza di Pitt e DiCaprio, sono arrivate altre informazioni.

Tarantino ha detto che Once Upon a Time in Hollywood racconterà «una storia ambientata nel 1969 a Los Angeles, nel momento di massimo splendore della hippy Hollywood. I due protagonisti sono Rick Dalton (DiCaprio), un attore famoso per aver recitato anni prima in alcune serie tv western, e Clif Booth (Pitt), l’attore che gli faceva da stuntman. Entrambi stanno facendo fatica a trovare ruoli in una Hollywood che non sembra riconoscerli più. Ma Rick ha una vicina di casa molto famosa, Sharon Tate».

Sharon Tate è l’attrice, moglie del regista Roman Polanski, che il 9 agosto 1969 fu uccisa dalla setta guidata da Charles Manson, morto in carcere nel novembre 2017: il film uscirà quindi 5o anni esatti dopo la morte di Tate. All’inizio era sembrato che dovesse parlare in modo più diretto di Manson: ora sembra invece che sarà solo una parte di una storia più grande e che quindi Manson farà parte del film in modo simile a come Hitler è in Bastardi senza gloria. Non è ancora ufficiale, ma i siti americani di cinema dicono che Tate potrebbe essere interpretata dall’attrice australiana Margot Robbie, che ha recitato in La grande scommessa (prodotto da Pitt) e con DiCaprio in The Wolf of Wall Street.

Brad Pitt e Quentin Tarantino, nel 2009 a Cannes (GUY KINZIGER/AFP/Getty Images)

Il titolo Once Upon a Time in Hollywood è chiaramente un omaggio a Once Upon a Time in America e Once Upon a Time in the West, due grandi film di Sergio Leone, uno dei registi preferiti di Tarantino. Non è ovviamente ancora ufficiale ma i responsabili della traduzione italiana del titolo dovrebbero avere vita facile nel decidere per C’era una volta a Hollywood.

Tarantino ha detto di aver lavorato alla sceneggiatura per cinque anni e ha aggiunto: «Ho vissuto dalle parti di Los Angeles per la maggior parte della mia vita ed ero lì anche nel 1969, quando avevo sette anni. Non vedo l’ora di raccontare la storia di una Los Angeles e una Hollywood che non esistono più e non potrei essere più felice di aver convinto Pitt e DiCaprio». Secondo attendibili voci riportate dall’Hollywood Reporter c’erano ovviamente molti attori che volevano quei ruoli, per esempio Tom Cruise. Sempre Hollywood Reporter ha scritto che la trattativa più difficile è stata quella con DiCaprio (che è in un momento della carriera in cui può permettersi di essere molto esigente) e sembra che a gennaio fosse sul punto di rifiutare.

Le riprese del film inizieranno a luglio e il budget stimato è di almeno 100 milioni di dollari. Contando anche le spese di promozione, per diventare remunerativo il film dovrà guadagnare almeno 300 milioni di dollari. Non sono pochi per un film senza supereroi, ma i precedenti film di Tarantino hanno di solito incassato di più. Pitt ha già recitato per Tarantino in Bastardi senza gloria, che incassò nel mondo 321 milioni di dollari; DiCaprio in Django Unchained, che incassò nel mondo 425 milioni di dollari. Gli attori – specie se di cognome fanno Pitt o DiCaprio – sono spesso determinanti per il successo di un film, e sono utili nel convincere le case di produzione a investire molti soldi.

Finora Tarantino aveva fatto i suoi film con la Weinstein Company, da cui si è allontanato dopo le molte accuse di stupri e molestie fatte da decine di donne contro Harvey Weinstein. L’asta per i diritti del film fu vinta mesi fa dalla Sony Pictures e sembra che Tarantino sia riuscito a ottenere da Sony il final cut – la possibilità, data a pochissimi registi, di scegliere la versione finale del film da distribuire nei cinema – e una consistente percentuale sugli “incassi vivi” del film.

È molto probabile che di questo film si parli molto per gli Oscar del 2020: per i nomi che ha dentro e per la storia che racconta (a Hollywood piacciono molto le storie su Hollywood). DiCaprio ha vinto il suo primo Oscar per The Revenant; Pitt l’ha vinto come produttore di 12 anni schiavo e come attore è stato nominato per Moneyball e Il curioso caso di Benjamin Button. Tarantino ha vinto gli Oscar per le sceneggiature di Pulp Fiction e Django Unchained, mai per la regia.

Pitt e DiCaprio hanno recitato insieme (per pochi secondi, senza nemmeno parlarsi) in The Audition, un cortometraggio di Martin Scorsese (e con Robert De Niro) per pubblicizzare dei casinò di Macao. Ci sono DeNiro e DiCaprio che litigano per una parte nel nuovo film di Scorsese, ma alla fine scoprono che lui è seduto a un tavolo a parlare con Pitt.