Come si vota dall’estero?

Breve guida al voto per quegli italiani che magari hanno studiato per bene il Rosatellum e poi hanno scoperto che voteranno con un sistema completamente diverso

(ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI)

Alle prossime elezioni del 4 marzo anche gli italiani residenti all’estero – o temporaneamente residenti all’estero – potranno votare, ma non è una procedura semplice: ci sono buste da ricevere, schede da compilare e imbustare di nuovo. E chi si trova all’estero dovrà imparare un altro sistema di voto, poiché fuori dall’Italia non si utilizza il Rosatellum, la nuova legge elettorale approvata lo scorso autunno (qui le istruzioni su come si vota con questo sistema), ma si usa ancora il metodo del 2001, introdotto al tempo del governo Berlusconi con la cosiddetta legge Tremaglia. Ecco una breve guida per orientarvi.

Chi può votare all’estero?
Possono votare dall’estero tutti gli italiani maggiorenni iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (AIRE): circa 4 milioni di persone, sui 5 milioni iscritti in totale all’AIRE. Possono farlo anche gli italiani residenti temporaneamente all’estero, cioè coloro che si trovano all’estero per motivi di studio o di lavoro per un tempo non inferiore ai tre mesi. Chi avesse voluto utilizzare questa opzione avrebbe dovuto farne richiesta entro il 31 gennaio al comune nelle cui liste elettorali risultava iscritto. Per gli italiani residenti all’estero esiste anche la possibilità di votare in Italia, sempre nel comune nelle cui liste elettorali si risulta iscritti, ma la richiesta avrebbe dovuto pervenire al consolato italiano di riferimento entro l’8 gennaio 2018.

Con che sistema si vota?
Nella circoscrizione estero non si applica il Rosatellum, il sistema misto proporzionale-maggioritario in vigore in Italia. Il voto si svolge secondo modalità stabilite dalla legge del 2001 e che da allora, nonostante molte critiche, non sono mai state modificate. La circoscrizione estero elegge 12 deputati e 6 senatori: è divisa in 4 ripartizioni, ognuna delle quale elegge uno o più parlamentari. I seggi sono assegnati con metodo proporzionale all’interno di ciascuna ripartizione. Gli elettori hanno la possibilità di esprimere una preferenza, se la loro ripartizione elegge un solo deputato e un solo senatore, oppure due se ne vengono eletti due o più. Risultano eletti per primi coloro che hanno ottenuto il numero più alto di preferenze.

– Europa: 5 deputati, 2 senatori (due preferenze)
– America meridionale: 4 deputati; 2 senatori (due preferenze)
– America settentrionale e centrale: 2 deputati; 1 senatore (due preferenze alla Camera, una al Senato)
– Africa-Asia-Oceania-Antartide: 1 deputato, 1 senatore (una preferenza)

Come si vota?
Il voto degli italiani all’estero avviene per corrispondenza. Entro la metà di febbraio, cioè in questi giorni, tutti gli iscritti all’AIRE dovrebbero ricevere una lettera da parte del consolato che all’interno contiene tutti gli strumenti necessari a votare: la scheda elettorale, una busta bianca piccola in cui inserire la scheda, un foglio di istruzioni, il certificato elettorale. una busta grande preaffrancata indirizzata al consolato e la lista dei candidati (qui trovate un’infografica riassuntiva).

 

Una volta compilata la scheda (vedremo tra poco come) bisogna chiuderla nella busta piccola e inserirla nella busta grande all’interno della quale va inserito anche il tagliando elettorale ritagliato dal certificato. La busta grande a quel punto va spedita al consolato: è preaffrancata, quindi non c’è rischio di sbagliare indirizzo. Chi non ha ricevuto la lettera del consolato può, a partire dal 18 febbraio, sollecitarne l’invio al proprio consolato di riferimento. La busta con il voto deve pervenire al consolato entro il primo marzo, quindi è meglio votare non appena si riceve la busta. Le buste che arriveranno dopo quella data saranno bruciate.

Come si compila la scheda?
La scheda è diversa da quella che si riceve in Italia perché il sistema elettorale è diverso, quindi niente candidati all’uninominale e listini proporzionali. Sulla scheda ci saranno i simboli dei singoli partiti che si presentano in ciascuna circoscrizione e, accanto a ciascun simbolo, saranno presenti un numero di righe pari al numero di parlamentari che possono essere eletti in quella circoscrizione: ci saranno quindi una riga soltanto oppure due. Gli elettori votano barrando la casella del partito. Chi vuole potrà anche esprimere una preferenza scrivendo nell’apposita riga il nome di uno dei candidati presenti nelle liste del partito che ha scelto (l’elenco dei candidati in lista per ogni partito viene inviato dal consolato). Se sono presenti due righe, significa che si potranno esprimere due preferenze.

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