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  • domenica 21 gennaio 2018

Le foto delle nuove Women’s March, un anno dopo

A New York (dove erano in 200mila), Washington e molte altre città americane e del mondo, tra cui Roma

Partecipanti alla Women’s march di ieri, 20 gennaio, al Lincoln Memorial di Washington (Alex Wroblewski/Getty Images)

Il 20 gennaio, un anno dopo la cerimonia di insediamento del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, in molte città americane e del mondo ci sono state delle nuove Women’s March, manifestazioni delle donne organizzate per la prima volta nel 2017 proprio in occasione del primo giorno da presidente di Trump, il cui controverso rapporto con le donne è da sempre criticato e contestato. Negli Stati Uniti i cortei sono di nuovo stati organizzati come forma di protesta verso il presidente, ma tra i messaggi scritti sui cartelli e sui volti delle manifestanti c’erano anche vari riferimenti al movimento #metoo, nato per denunciare le molestie sessuali subite dalle donne dopo le accuse nei confronti del produttore cinematografico Harvey Weinstein e di molti altri uomini in posizioni di potere.

La maggior parte delle persone che hanno partecipato alle manifestazioni erano donne (tra cui attrici famose e politiche, come la leader dei Democratici alla Camera Nancy Pelosi e la senatrice Democratica Kirsten Gillibran), ma c’erano anche molti uomini. Il numero di partecipanti non era alto come quello delle manifestazioni del 2017, ma i cortei sono stati comunque molto partecipati. A Washington, New York e Los Angeles decine di migliaia di persone hanno partecipato alle manifestazioni e molte di loro indossavano i “pussy hats”, i berretti rosa con le orecchie da gatto che erano diventati il simbolo delle proteste dell’anno scorso. Nella sola New York 200mila persone hanno partecipato alla manifestazione secondo un consigliere del sindaco Bill de Blasio.

Tra le persone che hanno tenuto dei discorsi durante le manifestazioni, a Los Angeles, c’è stata l’attrice Scarlett Johansson, una delle prime 300 donne a costituire l’associazione Time’s Up, il cui scopo è combattere le molestie sessuali e i comportamenti inappropriati non solo a Hollywood ma anche nei normali posti di lavoro. Nel suo discorso Johansson ha attaccato implicitamente l’attore James Franco, accusato di abusi di potere e di comportamenti inappropriati da cinque donne. Franco, che durante la cerimonia di premiazione dei Golden Globe ha indossato una spilla di Time’s Up, ha negato le accuse. Riferendosi a lui Johansson ne ha criticato l’ipocrisia e ha detto: «E comunque rivoglio indietro la mia spilla».

Molti politici Democratici hanno fatto dei discorsi durante le manifestazioni invitando le donne a sostenere il loro partito alle prossime elezioni del Congresso, le cosiddette elezioni di midterm, e a impegnarsi in politica, anche candidandosi. Questo aspetto di propaganda del Partito Democratico alle Women’s March di quest’anno non è piaciuto ad alcune delle donne che avevano partecipato a quelle dell’anno scorso, secondo le quali questi temi avrebbero dovuto rimanere fuori dalle manifestazioni, giudicate peraltro non abbastanza inclusive nei confronti degli afroamericani e di altre minoranze. Deandra Jefferson, un’attivista di Philadelphia di 24 anni, ha detto al New York Times che il corteo della sua città «era stato organizzato per piacere alle donne bianche ed eterosessuali della classe media» e per questo non era uno strumento adatto per combattere le ingiustizie.

Su Twitter Trump ha commentato le manifestazioni delle donne scrivendo: «C’è un tempo magnifico in tutto il nostro grande paese, un giorno perfetto per manifestare per tutte le donne. Uscite ora per celebrare gli obiettivi storici, il successo economico senza precedenti e la creazione di ricchezza avvenuti negli ultimi 12 mesi. C’è il più basso tasso di disoccupazione femminile degli ultimi 18 anni!». L’affermazione di Trump sulla disoccupazione femminile è vera, ma non dà conto del fatto che il tasso di disoccupazione è in continuo calo dal 2012, cioè da cinque anni prima rispetto all’inizio del suo mandato presidenziale.

Anche a Roma c’è stata una Women’s March. Tra le persone che hanno partecipato c’era l’attrice Asia Argento, una delle donne che hanno subito gli abusi di Weinstein. In alcune città del mondo le Women’s March saranno oggi. Ad esempio a Milano la manifestazione comincerà alle 17 in piazza della Scala.

L’attrice Asia Argento e altre manifestanti durante la Women’s March di Roma del 20 gennaio 2018 (FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)

Anche negli Stati Uniti oggi c’è un’altra manifestazione importante, quella di Las Vegas, intitolata “Women’s March Anniversary: Power to the Polls”, cioè “Anniversario della Women’s March: potere ai seggi”. Parteciperanno, tra gli altri: Cecile Richards, la presidente del Planned Parenthood Action Fund, l’ong che si occupa di raccogliere finanziamenti per la rete di cliniche non profit che forniscono molti servizi sanitari alle donne (tra cui le interruzioni di gravidanza); il deputato John Lewis, uno dei principali esponenti del movimento dei diritti civili insieme a Martin Luther King; e Alicia Garza, una dei fondatori del movimento per i diritti degli afroamericani Black Lives Matter.