Luigi Di Maio non vuole più fare un referendum sull’uscita dall’euro

Ne ha parlato ieri sera a "Porta a Porta", cambiando parecchio idea rispetto al passato

Luigi Di Maio ospite a "Porta a Porta", il 9 gennaio 2018 (Roberto Monaldo / LaPresse)

Luigi Di Maio, capo politico e candidato presidente del Consiglio del Movimento 5 Stelle alle prossime elezioni politiche, la sera del 9 gennaio è stato ospite di “Porta a Porta”, il programma tv in onda su Rai Uno e condotto da Bruno Vespa. Tra le altre cose, Di Maio ha parlato dell’euro esprimendo posizioni molto diverse rispetto a quelle sostenute in passato. Lo scorso dicembre aveva detto che che se si fosse arrivati a un referendum avrebbe votato per uscire, e nel marzo del 2017 aveva parlato alla stampa straniera dicendo che se il suo partito fosse stato al governo avrebbe proposto un referendum consultivo sul tema, spiegando anche il meccanismo con cui indire la consultazione.

Il referendum sull’uscita dell’Italia dall’euro è una nota promessa del Movimento 5 Stelle, ma ieri Di Maio ha detto:

«Io sono molto ottimista sulla situazione sia dell’Unione Europea sia dell’Unione monetaria, perché rispetto al 2013, quando siamo entrati in parlamento, la situazione politica è cambiata a livello europeo: abbiamo la Germania che non riesce a fare un governo da novantacinque giorni, la Francia che ha i partiti tradizionali ridotti ai minimi termini da Macron, la Spagna che ha un governo di minoranza, il Portogallo che ha un governo di minoranza. (…) Sicuramente in questo momento il quadro europeo vede non più quel monolite che era l’asse franco-tedesco, ma c’è un momento in cui l’Italia può contare di più a quei tavoli, e quindi io non credo che sia più il momento per l’Italia di uscire dall’euro: infatti io parlo del referendum come extrema ratio»

(Nel video il discorso sull’euro inizia al minuto 14)

Durante l’intervista, Di Maio ha parlato anche della situazione dei rifiuti a Roma, difendendo la sindaca Virginia Raggi, e della scelta dei candidati per le prossime elezioni: ha detto che mentre gli altri partiti stanno individuando «i candidati a tavolino», il Movimento 5 Stelle sta «facendo una selezione pubblica», «individuando le migliori menti».

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