Wu Gan in un carcere a Nanchino nel maggio 2015 (AP Photo)
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  • martedì 26 Dicembre 2017

La Cina ha condannato due attivisti per sovversione

Tra cui Wu Gan, blogger noto per essersi riferito più volte ai funzionari del Partito comunista usando il termine "maiali"

Wu Gan in un carcere a Nanchino nel maggio 2015 (AP Photo)

Ieri due importanti attivisti cinesi per i diritti umani sono stati condannati per “sovversione del potere statale”. Non è raro che il governo cinese approfitti delle feste di Natale e di una minore attenzione internazionale per processare importanti oppositori. Il giorno di Natale del 2009, per esempio, condannò a 11 anni di carcere per sovversione Liu Xiaobo, premio Nobel per la pace morto in carcere lo scorso luglio.

Wu Gan, famoso soprattutto per manifestazioni che attiravano sempre molta attenzione, e Xie Yang, un avvocato di 45 anni, erano stati arrestati nel 2015 nella cosiddetta “repressione dei 709”, quando il governò interrogò e incarcerò centinaia di attivisti e avvocati per i diritti umani: si trovavano in carcere in attesa di processo da allora.

Wu Gan, che ha 44 anni, è stato condannato a otto anni di carcere dal tribunale di Tianjin perché «è insoddisfatto dell’esistente sistema politico e ha usato a lungo reti di informazioni per diffondere retorica e attaccare lo stato di potere e il sistema stabilito dalla Costituzione», ha spiegato la sentenza. Gan, che farà appello, si era fatto portavoce delle proteste contro i funzionari corrotti e dell’ingiustizia subita da chi si mette contro di loro: per esempio aveva preso le parti di una donna che aveva ucciso con un coltello da cucina un esponente del partito comunista cinese che l’aveva stuprata. È anche famoso per aver pubblicato sui social network una foto photoshoppata con le facce di tre funzionari comunisti sul corpo di maiali con scritto «I più ricercati: tre grossi maiali»; e aver diffuso una sua foto con in mano due coltelli e scritto che avrebbe “macellato i porci”, riferendosi agli ufficiali corrotti.

Xie Yang è stato condannato dal tribunale ma non sconterà la pena per essersi riconosciuto colpevole e pentito. Il suo caso era diventato famoso in estate dopo che il suo avvocato aveva detto che era stato torturato e picchiato, e che la confessione gli era stata quindi estorta.