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  • sabato 23 dicembre 2017

Il Regno Unito cambierà il colore ai passaporti

Per via di una battaglia di principio del Partito Conservatore torneranno a essere blu (e non più bordeaux), com'erano prima del 1988

Un attuale passaporto britannico: oltre al colore, bordeaux, potete notare la scritta «European Union» in alto, analoga a quella sui passaporti italiani (Matt Cardy/Getty Images)

Il 22 dicembre la prima ministra del Regno Unito Theresa May ha annunciato che con Brexit i passaporti dei cittadini britannici torneranno a essere blu e non più bordeaux, come quelli dei cittadini dell’Unione Europea. I passaporti britannici sono bordeaux dal 1988, anche se non c’è nessun obbligo per i paesi membri dell’Unione Europea di emettere passaporti di questo colore (la Croazia ad esempio li fa blu). Il governo di Margaret Thatcher scelse di uniformarsi al colore usato dagli altri paesi dell’allora Comunità Europea per «rafforzare il sentimento di appartenenza nei cittadini degli stati membri». May ha detto che i primi passaporti blu saranno quelli emessi a partire dall’ottobre 2019, ma non saranno proprio identici a quelli che venivano fatti prima del 1988: manterranno le stesse dimensioni di quelli attuali, ridotte rispetto ai passaporti del passato, e saranno di una tonalità di blu un po’ più chiara.

Da mesi i politici del Partito Conservatore parlavano del colore dei passaporti britannici, auspicando un ritorno al blu. Lo scorso aprile il deputato Andrew Rosindell aveva detto che il passaporto bordeaux era «un’umiliazione» nazionale e dopo l’annuncio di May ha detto che «l’identità britannica stava venendo sommersa lentamente da un’identità europea artificiale, che rendeva infelice la maggior parte dei cittadini britannici».

Steve Peers, un professore di diritto della Essex University, ha detto al Guardian che il colore dei nuovi passaporti sarà in realtà un simbolo delle ridotte libertà di movimento disponibili in futuro per i cittadini britannici, visto che con l’uscita dall’Unione Europea dovranno sottoporsi a controlli probabilmente simili a quelli previsti per i cittadini degli altri paesi non membri. Per questa ragione, e per il fatto che l’Unione Europea non prevede un obbligo sul colore dei passaporti, molti politici dell’opposizione hanno preso in giro l’annuncio di May e l’insistenza dei Conservatori sul colore del passaporto britannico.

Un’altra cosa di cui si è parlato è dove saranno prodotti i nuovi passaporti: un deputato Conservatore, Mark Pritchard, ha espresso preoccupazione per il fatto che potrebbero essere fatti in Germania se l’appalto per la loro realizzazione – da fare chiaramente in anticipo rispetto all’inizio della produzione – dovesse essere fatto seguendo ancora le regole seguite dai paesi membri dell’Unione Europea.

L’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea è prevista per il marzo del 2019: da allora e fino all’ottobre dello stesso anno i nuovi passaporti emessi nel paese continueranno a essere bordeaux, ma non avranno la scritta «Unione Europea» né sulla copertina, né all’interno. Prima del 1988, i passaporti britannici erano stati blu per 67 anni, da quando furono fatti per la prima volta in forma di libretto.

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