I giocatori del Vicenza escono dal campo dopo la sconfitta in campionato contro il Mestre (LaPresse)
  • Sport
  • mercoledì 20 dicembre 2017

Un’altra storica squadra di Serie C rischia di fallire a stagione in corso

I giocatori del Vicenza si rifiutano di giocare perché non ricevono gli stipendi, come il Modena tre mesi fa

I giocatori del Vicenza escono dal campo dopo la sconfitta in campionato contro il Mestre (LaPresse)

Con un comunicato pubblicato dall’Associazione Italiana Calciatori (AIC), i giocatori attualmente tesserati per il Vicenza Calcio, squadra da un anno iscritta al campionato di Serie C, hanno denunciato la situazione economica della società, che non paga gli stipendi da settembre. Per queste ragioni i calciatori del Vicenza hanno comunicato formalmente lo stato di agitazione e un preavviso di sciopero: se la società non dovesse fornire spiegazioni dettagliate circa la situazione economica del club potrebbero decidere di non giocare la prossima partita di campionato in programma venerdì pomeriggio contro il Gubbio.

Questo è il comunicato pubblicato martedì sera sul sito dell’AIC:

Annunciato lo stato di agitazione

Con la presente l’AIC e i calciatori professionisti tesserati per la società Vicenza Calcio S.p.A. vogliono porre in evidenza l’anomala situazione del club e formalmente comunicare lo stato di agitazione e il preavviso di sciopero.
Come noto, vi è stato un lungo periodo di incertezza e promesse mancate, situazione conclamata  ieri con il mancato pagamento degli stipendi relativi ai mesi di settembre e ottobre 2017 nel termine ultimo previsto per i controlli COVISOC.
 Siamo alle porte delle festività natalizie senza che i calciatori, ed alcuni dipendenti, abbiano percepito le mensilità dovute. Non si conoscono l’entità del dissesto e i termini di un eventuale piano di salvataggio.
Per tali motivi i calciatori professionisti tesserati con la società Vicenza Calcio S.p.A. potrebbero non scendere in campo già venerdì prossimo a Gubbio, sostenuti dall’AIC in questa loro protesta.

Il Vicenza, dopo essere retrocesso dalla Serie B l’anno scorso, si trova ora in quattordicesima posizione nel Gruppo B della Serie C. La squadra ha vinto solo due partite delle ultime dieci disputate e la sua posizione in classifica potrebbe peggiorare ancora: si attendono infatti almeno 4 punti di penalizzazione per via del mancato pagamento degli stipendi ai dipendenti e per il ritardo nel versamento dei contributi.

La proprietà della squadra è da tempo in discussione. Poche settimane fa è saltata la trattativa fra il gruppo Vi.Fin. di Marco Franchetto, ultimo proprietario del club, e il gruppo Boreas Capital di Francesco Pioppi, che sembrava invece vicina alla conclusione. Lunedì scorso il vecchio CdA è stato rimosso e l’imprenditore piemontese Fabio Sanfilippo, mediatore per conto di un gruppo ancora non noto, è stato nominato amministratore unico della società. Tuttavia né gli stipendi né i contributi arretrati sono stati pagati.

Considerando che l’attuale situazione non promette nulla di buono, almeno dal punto di vista economico, lo sciopero dei calciatori potrebbe continuare anche dopo la partita contro il Gubbio. Se la squadra non dovesse presentarsi ad altri tre incontri verrebbe estromessa a campionato in corso, come successo a novembre al Modena, altra storica squadra del campionato italiano che dopo anni di cattiva gestione è fallita cessando le attività almeno fino alla prossima estate. Con 116 anni di storia – è la squadra di calcio più antica del Veneto – il Vicenza è uno dei club italiani con il maggior numero di campionati di Serie A disputati: trenta, di cui venti consecutivi. Per il club hanno giocato fra i più famosi calciatori italiani di sempre, fra cui Roberto Baggio, Paolo Rossi e Luca Toni. Nel 1997, allenata da Francesco Guidolin, la squadra vinse la Coppa Italia in finale contro il Napoli; l’anno successivo raggiunse la semifinale di Coppa delle Coppe, in cui venne eliminata dal Chelsea, poi vincitore del torneo.

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.