L'interno della chiesa di Sutherland Springs, 12 novembre 2017 (Scott Olson/Getty Images)
  • Mondo
  • lunedì 13 Novembre 2017

Com’è oggi la chiesa della strage in Texas

Ha riaperto dopo una settimana, completamente bianca, trasformata in un memoriale: le foto

L'interno della chiesa di Sutherland Springs, 12 novembre 2017 (Scott Olson/Getty Images)

Domenica 12 novembre, una settimana dopo la sparatoria in cui 25 persone e un feto sono morte, la chiesa battista di Sutherland Springs, in Texas, è stata riaperta per la prima volta, e visitata da un centinaio di persone. La chiesa è stata trasformata in un memoriale: l’interno è stato ripulito e verniciato di bianco, compreso il pavimento; i banchi e l’altare sono stati tolti e dentro la stanza vuota sono state disposte 26 sedie bianche: ciascuna con una rosa rossa, il nome dipinto in oro della persona che è morta e una croce. Sempre domenica c’è stata una cerimonia in un tendone della città, tenuta dal pastore della chiesa che nella sparatoria ha perso la figlia di 14 anni. Le famiglie delle persone che sono morte erano in prima fila e dopo il sermone, in cui si è parlato di una comunità che «ha scelto la vita» e dell’assalitore che ha scelto invece «l’oscurità», c’è stato un lungo e commosso applauso.

La sparatoria è avvenuta il 5 novembre durante la funzione religiosa di domenica mattina. L’assalitore, il 26enne Devin Patrick Kelley, è morto poco dopo l’attacco. Kelley era stato visto entrare poco dopo le 11 di mattina nella chiesa: era vestito di nero, indossava un giubbotto antiproiettile, una maschera da teschio e aveva con sé un fucile semiautomatico, replica di un modello molto diffuso nell’esercito, con cui aveva iniziato a sparare con metodicità da una parte all’altra della stanza, mirando alla testa dei fedeli, mentre camminava lungo il corridoio centrale, riuscendo a colpire quasi tutte le persone presenti. Secondo gli investigatori sembra che abbia voluto vendicarsi con la famiglia della sua seconda moglie, Danielle Shields, con cui era sposato dal 2014 ma da cui sembra si fosse già separato.

Tra le 26 persone morte nella strage è stato contato anche un feto di 8 mesi che si trovava nell’utero di Crystal Holcombe, anche lei uccisa da Devin Kelley nella sparatoria. Il feto è stato incluso a causa di una legge approvata nel 2004 dal Congresso statale del Texas. Non è ancora chiaro cosa succederà alla chiesa dove è avvenuta la sparatoria: tra le ipotesi c’è anche la demolizione.