Come è stato trovato lo spazio vuoto dentro la Piramide di Cheope

Lo ha scoperto un gruppo di fisici e ingegneri usando una tecnica che arriva dalla fisica delle particelle

La Piramide di Cheope, anche nota come Grande Piramide di Giza, il 31 agosto 2016 (KHALED DESOUKI/AFP/Getty Images)
La Piramide di Cheope, anche nota come Grande Piramide di Giza, il 31 agosto 2016 (KHALED DESOUKI/AFP/Getty Images)

Un gruppo composto da fisici e ingegneri giapponesi, francesi ed egiziani ha scoperto che dentro alla Piramide di Cheope c’è uno spazio vuoto che nessuno ha mai visto, e di cui finora non si sapeva nulla. Non si sta parlando di una camera funeraria nascosta o una stanza del tesoro mai trovato di Cheope: secondo molto archeologi, i risultati dello studio fanno pensare a una cavità progettata dagli architetti della piramide, che è la più antica di Giza, per alleggerirne il peso e prevenire il crollo delle camere funerarie. Il gruppo di scienziati che hanno fatto la scoperta hanno utilizzato una tecnica che viene impiegata nello studio della fisica delle particelle: la tomografia muonica.

La Piramide di Cheope in sezione nella ricostruzione dei ricercatori, con lo spazio vuoto scoperto (ScanPyramids/picture-alliance/dpa/AP Images)

La cosa più interessante della scoperta, illustrata in un articolo pubblicato sulla rivista Nature e ripreso da tutti i giornali del mondo, per ora è proprio il modo in cui è avvenuta, che dimostra come le più recenti tecnologie possano essere usate in campo archeologico. Il gruppo di fisici e ingegneri che hanno realizzato lo studio si chiama ScanPyramids, ed è nato da una collaborazione della facoltà di ingegneria del Cairo e dell’istituto di ricerca francese HIP (Heritage, Innovation, Preservation) proprio per fare ricerca in questo modo.

La tomografia muonica è una tecnica che permette di rilevare le tracce dei muoni, un tipo di particelle cariche simili agli elettroni. I muoni si formano quando i raggi cosmici – particelle che arrivano sulla Terra dal Sole, dalle altre stelle e da altri corpi celesti – si scontrano con altre particelle presenti nell’atmosfera. I muoni sono innocui e passano attraverso la materia: facendolo perdono energia e decadono, cioè si scompongono in altre particelle, quasi sempre in un elettrone, un antineutrino elettronico e in un neutrino muonico. Più è densa la materia incontrano nel loro percorso dall’atmosfera alla superficie terrestre, più velocemente decadono: per questa ragione un sensore per muoni messo alla base di un edificio come una piramide permette di capire dove l’edificio è “pieno” (in corrispondenza dei punti in cui si rilevano meno muoni) e dove è “vuoto” (più muoni).

In questo video è spiegato visivamente come ScanPyramids usa la tomografia muonica per studiare l’interno delle piramidi:

Non si sa bene che forma abbia la cavità, la tomografia muonica non permette di definirlo, ma si sa che è lunga almeno 30 metri e si trova al di sopra della Grande Galleria, il più grosso corridoio all’interno della piramide, che collega la cosiddetta Camera della Regina e la Camera del Re. Secondo le misurazioni effettuate la cavità dovrebbe avere dimensioni simili alla Grande Galleria che è lunga 50 metri, larga più di un metro e alta otto metri. Mehdi Tayoubi, co-direttore di ScanPyramids, ha spiegato che la cavità è stata descritta usando la parola “void”, cioè “vuoto”, proprio perché non si sa se assomigli di più a una camera o a un corridoio.