James Toback alla prima di 'The Private Life Of A Modern Woman' al Festival di Venezia, 3 settembre 2017 (Hubert Boesl/picture-alliance/dpa/AP Images)

Lo sceneggiatore americano James Toback è stato accusato di molestie da 38 donne

Abbordava aspiranti attrici promettendo di farle diventare delle star e si masturbava davanti a loro, ha scritto il Los Angeles Times

James Toback alla prima di 'The Private Life Of A Modern Woman' al Festival di Venezia, 3 settembre 2017 (Hubert Boesl/picture-alliance/dpa/AP Images)

Trentotto donne hanno accusato il regista e sceneggiatore statunitense James Toback, 72 anni, di molestie sessuali: secondo le accuse, raccolte dal Los Angeles Times, Toback adescava giovani donne promettendo loro di farle entrare nel mondo del cinema e trasformava poi le audizioni in abusi, facendo domande a sfondo sessuale, masturbandosi davanti a loro o strusciandosi. Toback ha scritto la sceneggiatura di Bugsy (1991), diretto da Barry Levinson, per la quale venne nominato all’Oscar e al Golden Globe; il suo film più recente, The private life of a modern woman, con Sienna Miller, è stato presentato fuori concorso quest’anno al Festival di Venezia.

Le accuse contro Toback hanno cominciato a circolare la scorsa settimana dopo i racconti di molte attrici di Hollywood sulle molestie sessuali e i presunti stupri compiuti dall’ex produttore cinematografico Harvey Weinstein e raccontate all’interno della campagna avviata sui social network con l’hashtag #metoo.

In un articolo pubblicato domenica 22 ottobre il Los Angeles Times ha raccolto diverse testimonianze: si dice che Toback camminasse per le strade di Manhattan a New York avvicinando ventenni, a volte studentesse universitarie, e che le abbordasse mentre erano in coda a una banca o in farmacia o in una copisteria. Il sistema era più o meno lo stesso. Diceva loro: «Mi chiamo James Toback. Sono un regista. Hai mai visto Black and White o Two Girls and a Guy?». Loro rispondevano di no, nella maggior parte dei casi, e allora lui cominciava a tirare fuori una serie di nomi: quello di Warren Beatty o di Robert Downey Jr., per esempio, che aveva diretto in tre film e che diceva di aver «scoperto». Poi dimostrava di avere un ruolo a Hollywood facendo vedere il suo biglietto da visita, o un articolo in cui si parlava di lui. Diceva a quelle donne che poteva farle diventare delle star, e di avere bisogno di conoscerle intimamente perché lui lavorava così. Poi, scrive il Los Angeles Times «in una camera d’albergo, in una roulotte su un set,  in un parco pubblico, gli appuntamenti spacciati per colloqui o provini prendevano rapidamente una piega sessuale».

Sono trentotto le donne che, in interviste separate, hanno descritto al Los Angeles Times episodi simili su Toback. Il quotidiano ha anche intervistato le persone con cui quelle stesse donne si sono confidate dopo i vari abusi. Durante gli incontri con Toback, molte donne hanno raccontato che lui si vantava delle proprie conquiste sessuali con attrici famose e che faceva domande molto umilianti. Quante volte ti masturbi? Quanti peli pubici hai? Diceva anche che aveva bisogno di «venire» più volte al giorno, si strusciava sui loro corpi, si masturbava davanti a loro, eiaculava su di loro o nei pantaloni. Come sa bene chi si occupa di questo tipo di violenza, le donne coinvolte (come nella maggior parte dei casi) non hanno denunciato Toback alla polizia.

Quando è stato contattato dal Los Angeles Times, Toback ha negato tutto dicendo di non aver mai incontrato nessuna delle persone che lo accusano o che, se lo aveva fatto, era stato per cinque minuti al massimo e non ne aveva alcun ricordo. Ha anche detto più volte che negli ultimi 22 anni non avrebbe mai potuto avere il comportamento descritto dalle sue accusatrici: sarebbe stato «biologicamente impossibile» perché soffriva di diabete e di problemi cardiaci che richiedevano dei farmaci. Si è però rifiutato di spiegare come questo avrebbe reso impossibile molestare delle donne.

Tra le donne che hanno accusato Toback ci sono l’attrice Adrienne LaValley, Louise Post, ora chitarrista e cantante del gruppo Veruca Salt, l’attrice Terri Conn («Sono rimasta scioccata e congelata e non sapevo cosa fare. Pensavo che se avessi opposto resistenza le cose sarebbero peggiorate») e Echo Danon che ha ricordato un preciso episodio sul set del film di Toback Black and White (lui si inginocchiò, le mise le mani sulle cosce e le disse che avrebbe eiaculato se lei avesse continuato a guardarlo negli occhi).

Altre aspiranti attrici hanno raccontato di come Toback avesse fissato degli appuntamenti nelle camere di albergo e avesse chiesto loro di spogliarsi perché se non ci fossero riuscite con lui non ci sarebbero riuscite nemmeno sul set (poi si inginocchiava e strusciava «energicamente il suo inguine» sui loro corpi). Alcuni episodi si sono svolti anche in pubblico (in un parco e sul set: Chantal Cousineau, che all’epoca aveva 19 anni, ha detto che Toback si masturbò a un metro e mezzo da lei che stava girando una scena, mentre la guardava nascosto dietro alle apparecchiature di scena). Il Los Angeles Times riporta molte testimonianze: alcune sono anonime, perché le donne che hanno subito molestie da Toback temono ancora per la loro sicurezza e hanno paura.

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.