Foto aerea delle conseguenze del passaggio dell'uragano Irma sull'isola di Saint Martin, 6 settembre 2017 (Gerben Van Es/Dutch Defense Ministry via AP)
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  • venerdì 8 Settembre 2017

Le foto del passaggio dell’uragano Irma ai Caraibi

Ha raso al suolo intere isole e uccidendo almeno 12 persone: ora punta verso Cuba e la Florida

Foto aerea delle conseguenze del passaggio dell'uragano Irma sull'isola di Saint Martin, 6 settembre 2017 (Gerben Van Es/Dutch Defense Ministry via AP)

L’uragano Irma ha attraversato i Caraibi causando la morte di almeno 12 persone e ha proseguito poi verso nord-ovest arrivando a Porto Rico (un territorio non incorporato negli Stati Uniti), nella Repubblica Dominicana, ad Haiti e alle isole Turks e Caicos. L’uragano Irma è tra le perturbazioni più forti degli ultimi anni sull’Atlantico, le cui raffiche di vento a momenti hanno raggiunto anche i 300 chilometri orari. Sulla scala di Saffir–Simpson, che classifica gli uragani in base alla velocità dei venti, Irma ha raggiunto la categoria 5, la più alta. Venerdì 8 settembre l’uragano si è comunque indebolito ed è stato declassato alla categoria 4 (quella raggiunta da Harvey, l’uragano che ha colpito il Texas la settimana scorsa, al culmine della sua intensità).

Ai Caraibi, oltre ai 12 morti, ci sono anche circa 50 feriti di cui uno in gravi condizioni. Giovedì sera almeno tre persone sono state uccise a Porto Rico, altre quattro nelle Isole Vergini americane, cinque sul territorio franco-olandese di Saint Martin e una sull’isola di Barbuda. Il primo ministro di Barbuda, Gaston Browne, ha spiegato che il 95 per cento degli edifici sull’isola ha subìto danni a causa dell’uragano. Sull’isola vivono circa 1.600 persone e Browne ha detto che la ricostruzione costerà almeno 100 milioni di dollari. A Porto Rico oltre la metà dei 3 milioni di abitanti è senza elettricità e sono stati aperti rifugi per ospitare fino a 62 mila persone. Nella Repubblica Dominicana almeno 19 mila persone sono state evacuate. Ci sono stati dei danni e delle inondazioni anche ad Haiti, che sta ancora cercando di riprendersi dal terremoto del 2010. In totale, secondo la Croce Rossa, 1,2 milioni di persone sono già stati colpiti dall’uragano, ma il numero potrebbe salire a 26 milioni. Ci sono anche diverse preoccupazioni che nelle aree dove i servizi di acqua potabile e i servizi igienico-sanitari sono stati compromessi si possano verificare rapide diffusioni di malattie. È dunque probabile che il numero dei morti nei prossimi giorni possa salire.

Nel frattempo il primo ministro francese Edouard Philippe ha detto di voler ufficialmente dichiarare lo stato di catastrofe naturale per le isole di Saint Martin e di Saint Barthélemy, territori francesi molto popolari come meta per le vacanze e dove, dopo il passaggio di Irma, mancano energia elettrica e acqua potabile. Diversi testimoni hanno anche segnalato che nel caos sono stati saccheggiati alcuni negozi. Regno Unito, Francia e Paesi Bassi hanno inviato navi, squadre di soccorso e forniture di emergenza nei loro territori colpiti dall’uragano. Le operazioni sono però difficoltose e ostacolate dai danni che ci sono stati agli aeroporti e ai porti locali.

Secondo le previsioni del Centro nazionale per gli uragani degli Stati Uniti, Irma si sta spostando verso nord-ovest e venerdì sera passerà a Cuba, dove a 10 mila turisti è stato ordinato di lasciare gli alberghi o le case più esposte lungo la costa. Il paese ha alzato al massimo lo stato di allerta. Irma dovrebbe infine toccare la costa sud-orientale degli Stati Uniti, colpendo prima la Florida (dove 500 mila persone sono state evacuate), poi la Georgia e il South Carolina: si prevedono maree molto alte e un pericolo di inondazioni per le prossime 36 ore. venerdì 8 settembre l’uragano è stato declassato dalla categoria 5, la più alta, alla categoria 4.

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