• Cultura
  • mercoledì 30 agosto 2017

“Dunkirk”, dunque

È l'apprezzatissimo film di Christopher Nolan di cui è difficile non abbiate sentito parlare: in Italia esce domani, le cose da sapere

Dunkirk è il nuovo film di Christopher Nolan e parla dell’evacuazione, durante la Seconda guerra mondiale, di più di 300mila soldati britannici che, sulla spiaggia di Dunkerque – nel nord della Francia, vicino al confine col Belgio – erano praticamente assediati dai nazisti. “Dunkirk” è il nome inglese di Dunkerque. Il film dura un po’ meno di due ore e alla grande maggioranza dei critici e degli spettatori che l’hanno già visto (nel resto del mondo è uscito da settimane) è piaciuto molto. Le parole “capolavoro”, “film dell’anno” e Oscar sono state usate più volte e c’è anche chi ha scritto che Dunkirk è tra i film del decennio, che è uno dei migliori film di guerra di sempre (anche se lo è a suo modo), e che Nolan è praticamente arrivato al livello di Alfred Hitchcock.

In Italia Dunkirk esce il 31 agosto, ma già nella tarda serata di oggi, mercoledì 30 agosto, alcuni cinema hanno organizzato delle proiezioni. Abbiamo messo insieme un po’ di cose da sapere e video da vedere.

Il trailer

Il regista

Christopher Nolan è britannico e ha 47 anni: Dunkirk è il suo decimo film dopo Following, Memento, Insomnia, The Prestige, i tre Batman con Christian Bale e, nel 2010 e nel 2014, Inception e Interstellar. Nolan in persona non ha mai vinto un Oscar ma i suoi film hanno finora incassato quasi 5 miliardi di dollari, ricevuto 26 nomination e vinto sette Oscar. Nolan è anche sceneggiatore di Dunkirk e insieme alla moglie, Emma Thomas, produttore. In alcune interviste ha detto che l’idea per questo film gli venne nel 1992, quando insieme a Thomas andò in barca a vela a Dunkerque e si fece raccontare per bene la storia, che comunque è molto nota nel Regno Unito. Già prima del film da quelle parti si parlava di “spirito di Dunkerque per fare riferimento a un momento in cui, per una grande difficoltà, tutto il popolo si unisce e si aiuta. Nolan è famoso, tra le tante cose, per come usa il tempo (inteso come concetto) nei suoi film e perché gli piace molto girare in pellicola (e quindi non in digitale), meglio se con una pellicola molto grande.

Gli attori

Gli attori principali di Dunkirk sono Tom Hardy, Kenneth Branagh, Mark Rylance, Fionn Whitehead e Harry Styles (quello che cantava negli One Direction). Branagh interpreta un comandante della Marina (uno dei pochi che nel film ha anche spazio per una quasi battuta), Rylance un civile, Hardy un pilota dell’aeronautica che parla pochissimo per tutto il film e Styles, al suo primo film, un soldato. Nolan ha detto di averlo scelto perché è giovane (come lo erano molti dei soldati Alleati intrappolati a Dunkerque) e bravo, e di aver scoperto solo dopo che era così famoso. Ha detto che anche quando scelse Heath Ledger per fare il Joker fu criticato da chi sottostimava le sue capacità da attore e che, semplicemente: «Ho letteralmente fatto il casting con migliaia di ragazzi, lui è stato il migliore».

La storia del film e quella vera

L’evacuazione fu un evento determinante per l’esito della Seconda guerra mondiale, e Dunkirk è considerato abbastanza fedele al vero. Della storia vera – che si chiama operazione Dynamo – parlammo qui nel maggio 2015, per il suo 75º anniversario, quando ancora non si sapeva niente del film di Nolan. Come ha scritto il critico Joshua Levine, che ha fatto da consulente per il film, fu «un evento di enorme rilevanza internazionale: se non ci fosse stata l’evacuazione di Dunkirk la Seconda guerra mondiale avrebbe avuto sviluppi diversi e oggi vivremmo in un altro assetto». Il film di Nolan non vuole evidentemente raccontare tutta la storia e tutti i suoi dettagli. All’inizio dà pochissime informazioni di contesto storico – giusto qualche scritta nero su bianco – e anche dei personaggi ci viene detto pochissimo: di qualcuno sappiamo i nomi, di qualcuno solo qualche dettaglio sulla loro vita prima dei fatti del film, di tanti altri né l’una né l’altra cosa.

Dunkirk EvacuationTruppe inglesi e francesi in attesa dell’evacuazione di Dunkerque, maggio 1940 (Fox Photos/Getty Images)

La struttura

Nella locandina del film le lettere hanno uno sfondo che cambia: c’è un po’ di cielo, un po’ di mare e un po’ di bianco, colore della sabbia. Aria (dove ci sono gli aerei da guerra), terra (dove c’è il molo della spiaggia di Dunkerque) e acqua (quella che separa quella spiaggia dalla costa sud del Regno Unito) sono anche i tre punti di vista da cui è raccontata la storia. La cosa particolare è che, come ha scritto Cara Buckley del New York Times, il film fa «una danza attorno allo spazio e al tempo». Lo capirete meglio vedendolo, ma non è una storia in cui vediamo prima quello che succede prima e dopo quello che succede dopo: le cose che succedono in aria succedono nell’arco di un’ora circa, quelle a terra in circa una settimana e quelle in acqua in circa un giorno.

Il formato

Dunkirk è stato e girato con pellicole particolari, ideali per la proiezione in cinema appositi, con schermi IMAX o che supportino pellicole da 70 millimetri. Una cosa che Nolan aveva già fatto per il suo precedente film Interstellar. Gli altri recenti film che potreste aver visto in un formato simile sono The Hateful Eight di Quentin Tarantino e The Master. Insomma: è un formato raro, fatto apposta per mostrare al meglio e sui migliori schermi possibili immagini girate apposta sulla migliore pellicola possibile. Se potete, vale la pena guardarlo – e ascoltarlo – nel cinema migliore, nel formato migliore. Se vivete da qualche parte vicino a Milano, andate al cinema Arcadia di Melzo.

La colonna sonora

A proposito di “ascoltare” Dunkirk. Un po’ per la colonna sonora, un po’ per quanto forte e bene si sentono tutti i suoni del film (ve ne accorgerete già dopo un paio di minuti) e un po’ per quanti pochi dialoghi ci sono, è un film che dà moltissima importanza all’audio. Alissa Wilkinson di Vox ha scritto che «Dunkirk trasforma una battaglia della Seconda guerra mondiale in una sinfonia». La colonna sonora è di Hans Zimmer e Peter Bradshaw del Guardian ha scritto che è la sua migliore di sempre, perché è «un angosciato, appassionato e sofferente accompagnamento a un incubo». Zimmer è uno che, tra le altre, ha fatto le colonne sonore di: Thelma & Louise, Rain Man, La sottile linea rossa, Pirati dei Caraibi, Il gladiatore e Il re leone. Zimmer ha anche detto che il ticchettio che si sente è ispirato al suono di un orologio da tasca di Nolan, sintetizzato e alterato in vari modi. L’attore Kenneth Branagh ha invece detto che alcune decine di veterani di Dunkerque che hanno visto l’anteprima con lui gli hanno detto che i rumori del film erano forse persino più forti di quelli da loro sentiti in quei giorni.

Gli incassi e le recensioni

Il film è costato circa 100 milioni di dollari e finora ne ha incassati più di 400; circa il 60 per cento dei suoi soldi li ha fatti fuori dagli Stati Uniti. Su IMDb il voto medio di Dunkirk è 8,4 (e considerate che solo 4 film su IMDb hanno un voto medio più alto di 9). Rotten Tomatoes, che in una frase mette insieme l’opinione generale delle più importanti recensioni, ha scritto: «Dunkirk è uno spettacolo emozionalmente appagante, offerto da uno sceneggiatore-regista saldamente al comando di quel che fa; messo in scena da un gruppo di attori di talento, che riescono a onorare la storia vera». Chris Nashawaty di Entertainment Weekly ha scritto che «è un film ad alto budget, viscerale, che può essere definito arte. Vince anche, a mani basse, il premio di miglior film dell’anno». Todd McCarthy di Hollywood Reporter l’ha definito «un capolavoro impressionista» e ha aggiunto che «Nolan ha fatto ogni cosa nel modo giusto». David Ehrlich di IndieWire ha scritto riferimenti più colti: «Dunkirk è più vicino a Sartre che a Spielberg ed è un crudo e sorprendente film che cerca l’ordine in mezzo al caos». Secondo Bilge Ebiri di Village Voice il principale merito del film è essere – nonostante le scene di guerra, i salti spazio-temporali, la complessità generale del tutto – «stranamente intimo».

Il video di uno che c’era, e poi ha visto il film

«It was so well done», dice.

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