Daniela Poggiali, ex infermiera condannata in primo grado per l’omicidio di una sua paziente all’ospedale di Lugo, è stata assolta in appello

Daniela Poggiali, ex infermiera dell’ospedale di Lugo, è stata assolta dalla Corte di assise di appello di Bologna dall’accusa di omicidio di una sua paziente 78enne, Rosa Calderoni, perché “il fatto non sussiste”. In primo grado Poggiali era stata condannata all’ergastolo, perché riconosciuta colpevole di avere iniettato a Calderoni una dose letale di potassio.

La Corte di assise di appello di Bologna ha assolto perché il fatto non sussiste Daniela Poggiali, 45 anni, ex infermiera alla sbarra per l’omicidio di una sua paziente 78enne, Rosa Calderoni, all’ospedale di Lugo, nel ravennate. L’imputata in primo grado fu condannata all’ergastolo a Ravenna perché riconosciuta colpevole di avere iniettato una dose letale di potassio all’anziana.

Il caso di Daniela Poggiali è scoppiato il 9 ottobre del 2014, quando i carabinieri sono entrati nella sua casa di Giovecca di Lugo per portarla in carcere. Attorno alla donna, sospettata per il decesso di Rosa Calderoni avvenuto l’8 aprile di quello stesso anno, in breve tempo cresce un’indagine giudiziaria che la porta ad essere sospettata di decine di morti nei suoi anni di lavoro. L’ex infermiera, 45 anni, è poi stata condannata all’ergastolo in primo grado per la morte della paziente 78enne. Durante il processo, il magistrato ha fatto riferimento anche a tutti i furti (70-80 all’anno) verificatasi nel reparto della Poggiali, quello di Medicina, quando lei era in servizio. E soprattutto alle numerose morti sospette sempre in sua presenza (che comunque non rientravano in questo processo). Senza contare, infine, le foto che la ritraggono mentre fa delle smorfie accanto a un’altra paziente appena morta.

Continua a leggere su Repubblica