Un uomo e una donna assistono dalla tribuna del Senato ai lavori in merito al disegno di legge sullo Ius soli, il 15 giugno 2017 a Roma (ANSA/GIUSEPPE LAMI)
  • Italia
  • giovedì 6 luglio 2017

Le posizioni dei partiti sullo Ius soli

Uno per uno: chi è favorevole e chi contrario alla riforma della legge sulla cittadinanza, che dovrebbe essere presto votata al Senato

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Un uomo e una donna assistono dalla tribuna del Senato ai lavori in merito al disegno di legge sullo Ius soli, il 15 giugno 2017 a Roma (ANSA/GIUSEPPE LAMI)

Dopo un nuovo rinvio di due giorni fa, la discussione in Senato sulla molto attesa riforma della legge di cittadinanza – il cosiddetto Ius soli (cos’è?) – dovrebbe riprendere il prossimo 11 luglio e il governo ha detto di essere pronto a mettere la fiducia. La legge è già stata approvata alla Camera nel 2015 e da allora è rimasta bloccata al Senato in attesa che venisse trovata una soluzione per le migliaia di emendamenti presentati dall’opposizione allo scopo di rallentare l’avanzamento della legge. Il testo è stato portato in Senato lo scorso 15 giugno ed è stato deciso che verrà discusso e votato, a prescindere dagli emendamenti. Abbiamo fatto un po’ di conti per vedere chi è favorevole e chi è contrario, stando a quanto detto pubblicamente.

Partito Democratico (99 senatori): favorevole ✔️
Il Partito Democratico è quello che più si è speso per l’approvazione della nuova legge e dovrebbe votarla anche al Senato. A questo proposito il senatore Andrea Marcucci ha detto: «Chi sperava in passi indietro dell’ultimo minuto, sarà deluso. Lo Ius soli sarà in Aula al Senato per la discussione generale da domani. Nonostante l’opposizione delle destre con l’esplicito sostegno del M5S, il PD andrà avanti, come ha promesso il segretario Renzi a Milano, perché si tratta di una legge giusta. Un minorenne che frequenta un ciclo di studi di almeno 5 anni, ha diritto di diventare italiano».

Articolo 1 – Movimento democratico e progressista (16 senatori): favorevole ✔️
Articolo 1 – il partito formato lo scorso febbraio dai fuoriusciti dal PD, tra cui l’ex segretario Pier Luigi Bersani, e Massimo D’Alema – ha detto molto esplicitamente che continuerà a sostenere lo Ius soli anche al Senato. Il coordinatore del partito Roberto Speranza, lo scorso giugno, aveva detto che “quella dello Ius soli è una legge di civiltà”.

Alternativa Popolare – Centristi per l’Europa – NCD (25 senatori): favorevole ✔️
Il ministro degli Esteri Angelino Alfano, segretario del principale alleato di governo del PD Alternativa Popolare, ha posizioni ambigue sullo Ius soli, ma ha detto che non farà cadere il governo per bloccare questa legge: «Non vogliamo certo far cadere l’esecutivo per la legge sullo Ius soli. Se il provvedimento sullo Ius soli verrà all’esame definitivo del Senato, voteremo sì, ma proporremo correttivi. Perché lo Ius soli non può trasformare l’Italia in un’immensa sala parto». I senatori di AP sono nello stesso gruppo parlamentare dei Centristi per l’Europa, un gruppo di tre senatori fuoriusciti dall’UDC: tra di loro c’è anche Pier Ferdinando Casini, che ha recentemente detto di essere a favore dello Ius soli.

Sinistra Italiana – Sinistra Ecologia Libertà (7 senatori): favorevole ✔️
I senatori di SI e SEL, che fanno parte del gruppo misto, sono tutti a favore della riforma della legge di cittadinanza. Loredana De Petris, senatrice di Sinistra Italiana, è una delle senatrici più attive per arrivare al voto della legge.

Gruppo per le Autonomie (SVP-UV-PATT-UPT)-PSI-MAIE (18 senatori): favorevole ✔️
I senatori del gruppo che rappresenta i partiti delle minoranze linguistiche – e di cui fanno parte anche i senatori a vita Giorgio Napolitano, Renzo Piano, Elena Cattaneo e Carlo Rubbia – sostengono la maggioranza di governo e dovrebbero votare tutti a favore della riforma. Il vicepresidente del gruppo Vittorio Favrezzi ha recentemente ribadito il suo sostegno alla legge.

ALA – Scelta Civica per la Costituente Liberale e Popolare (14 senatori): indecisi
Il gruppo formato dai senatori di Scelta Civica e ALA, due partiti che sostengono in modo ondivago l’attuale governo Gentiloni, non ha una posizione chiara sulla nuova legge. Scelta Civica è favorevole all’approvazione della riforma e il segretario Enrico Zanetti ha recentemente ribadito il suo sostegno alla legge sulla cittadinanza: Scelta Civica, tuttavia, non è rappresentata da alcun senatore. I 14 senatori di ALA hanno una posizione ambigua: qualcuno – come Vincenzo D’Anna – si è detto favorevole alla legge, altri sembrano ancora indecisi su come votare. La loro posizione potrebbe dipendere dalla decisione del governo di mettere la fiducia.

Gruppo Autonomie e Libertà (GAL) (17 senatori): indecisi
I senatori di GAL non hanno preso una posizione chiara sullo Ius soli, ma un recente articolo di Repubblica li indicava tra gli indecisi. Nel 2013 alcuni dei senatori che fanno parte del gruppo presentarono un disegno di legge che prevedeva l’allargamento del diritto di cittadinanza.

Lega Nord e Autonomie (12 senatori): contrario ✖️
La Lega Nord ha sempre detto di essere contraria a qualsiasi legge per l’allargamento del diritto di cittadinanza. Matteo Salvini ha minacciato di occupare il Parlamento se la legge verrà discussa.

Forza Italia – Il Popolo della Libertà (44 senatori): contrario✖️
Silvio Berlusconi ha detto molto chiaramente di essere contrario alla nuova legge perché «la cittadinanza va meritata».

Federazione della Libertà (10 senatori): contrario ✖️
Gaetano Quagliariello di Idea-Popolo e Libertà, ex senatore di NCD, si è detto già pronto a raccogliere le firme per il referendum abrogativo nel caso la legge venisse approvata dal Senato.

Movimento 5 Stelle (35 senatori): contrario ✖️
Il Movimento 5 Stelle ha detto che si asterrà dal voto (cosa che al Senato equivale a votare contro) e lo scorso 14 giugno Beppe Grillo ha pubblicato un post sul suo blog nel quale la legge attualmente in discussione veniva descritta come «un pastrocchio all’italiana che vuol dare un contentino politico a chi ancora si nutre di ideologie». Nel 2013, però, il M5S era favorevole e aveva presentato una proposta di legge persino più ampia di quella che è ora in discussione.

Resta solo il gruppo Misto (30 senatori), che Repubblica in un articolo del 7 marzo scorso aveva inserito nella categoria degli incerti, escludendo i senatori di Sinistra Italiana e SEL, che ne fanno parte e che sono favorevoli alla riforma.

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