Forse questa foto prova che Amelia Earhart sopravvisse al suo incidente aereo

Una trasmissione tv americana dice di aver identificato la famosa aviatrice in una foto scattata alle isole Marshall

(National Archives)

Aggiornamento del 12 luglio: Kota Yamano, un blogger giapponese esperto di storia militare, ha detto di aver trovato a sua volta in un archivio la foto che History sostiene provi la sopravvivenza di Amelia Earhart al suo incidente aereo. Yamano ha scritto un post in cui spiega che era convinto che l’avrebbe trovata in un archivio giapponese, e di averci messo soltanto 30 minuti: ha cercato nel database online dell’archivio della Biblioteca della Dieta nazionale del Giappone, utilizzando come parola chiave “Jaluit”, l’atollo dove fu scattata. L’ha ottenuta come decimo risultato. È contenuta in un libro fotografico, e la data che la accompagna dice che fu scattata nel 1935, due anni prima della scomparsa di Earhart. Per questo, secondo Yamano, la foto non può essere quello che dice History, cioè la prova che Earhart sopravvisse al suo incidente aereo. History ha detto che i suoi esperti stanno «esaminando gli ultimi sviluppi su Amelia Earhart, e saremo trasparenti nelle nostre scoperte. Alla fine, l’accuratezza storica è la cosa più importante per noi e per i nostri spettatori».

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Una foto recentemente ritrovata negli archivi nazionali statunitensi potrebbe dimostrare che l’aviatrice americana Amelia Earhart – scomparsa nel luglio del 1937, 80 anni fa, mentre sorvolava il Pacifico nel suo tentativo di circumnavigare il globo su un aereo – sia sopravvissuta al suo incidente aereo. La foto mostra quella che sembra essere una donna, di spalle, su un molo alle isole Marshall, nel mezzo dell’oceano Pacifico: alcuni esperti, che hanno esaminato accuratamente la foto, sostengono che la donna sia Amelia Earhart. Insieme a lei nella foto c’è quello che sembra essere un uomo occidentale: gli stessi esperti sostengono sia Fred Noonan, il suo navigatore. Le somiglianze tra le due persone ed Earhart e Noonan nella foto non sono molto visibili, e le prove a sostegno della tesi appaiono ancora piuttosto fragili: hanno però attirato molte attenzioni, perché forniscono una tesi alternativa su uno dei più noti misteri della storia delle esplorazioni del Novecento.

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Amelia Mary Earhart fu una pioniera dell’aviazione, e una delle donne più famose della storia americana del Novecento, che raggiunse la notorietà nel 1928 dopo aver partecipato a un volo transatlantico, e a partire dagli anni Trenta cominciò a stabilire record personali con le sue traversate da una costa all’altra degli Stati Uniti e da una sponda all’altra dell’Atlantico, in solitaria. Nel 1937 partì per il suo secondo tentativo di fare il giro del mondo in aereo: sarebbe stata la prima donna a realizzarlo.

Il 2 luglio, dopo diverse tappe riuscite, partì dalla Nuova Guinea per raggiungere l’Isola di Howland, un piccolo atollo praticamente nel mezzo dell’oceano Pacifico. Nei pressi dell’isola c’era una motovedetta della Guardia costiera statunitense, che avrebbe dovuto dare le indicazioni via radio per effettuare l’atterraggio sull’atollo. A causa di alcuni problemi tecnici, le comunicazioni via radio tra l’imbarcazione e l’aereo furono disastrose: senza indicazioni precise, Earhart mancò l’atollo e non diede più alcun segnale. Le ricerche nei giorni seguenti non portarono a nessun risultato. Furono spese enormi risorse per l’epoca, ma i sistemi di ricerca erano rudimentali e furono un fallimento. La morte di Earhart fu formalmente dichiarata il 5 gennaio del 1939.

L’aereo di Earhart non fu mai trovato e non ci sono prove sul fatto che si sia schiantata, se non il fatto che sia l’ipotesi più probabile, visto che di lei non si seppe più niente. Ma nonostante sia la tesi storicamente accreditata, ci sono molte teorie alternative. Alcuni storici hanno sostenuto di poter provare che passò i suoi ultimi giorni su Nikumaroro, un’isola deserta del Pacifico, per via di alcuni segnali radio che furono inviati dall’isola in quel periodo e alcune vecchie foto che potrebbero mostrare parti dell’aereo. Ma tra chi non crede che Earhart e Noonan siano morti in uno schianto in mare, c’è anche chi sostiene che furono catturati dai giapponesi perché sospettati di essere spie, e che morirono in prigione. Negli anni si sono accumulati indizi – o più spesso, presunti tali – a sostegno di questa teoria, su cui sono stati scritti diversi libri. La foto scoperta si inserisce in questo filone.

Les Kinney, un ex funzionario di governo, ha dedicato 15 anni a cercare indizi sulla scomparsa di Earhart, e ora sostiene che la foto ritrovata «indichi chiaramente che fu catturata dai giapponesi». L’ha recuperata in un faldone di documenti un tempo riservati, contenente informazioni raccolte dal governo sulle attività dei giapponesi nel Pacifico. La didascalia dice che fu scattata nell’atollo di Jaluit, al tempo sotto il controllo del Giappone. Shawn Henry, un ex dipendente dell’FBI e analista di NBC News, ha aiutato Kinney nelle sue ricerche: facendo analizzare la foto all’esperto di riconoscimento facciale Ken Gibson sono state trovate delle corrispondenze tra le due persone apparentemente occidentali nella foto e altre foto di Noonan e Earhart. Gibson ha definito «molto probabile» che siano le stesse persone. Nella stessa foto si può vedere qualcosa vicino a una nave da guerra giapponese chiamata Koshu, che potrebbe ricordare un aereo e le cui dimensioni sono compatibili con il Lockheed Model 10-E Electra su cui stava volando.

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La versione secondo la quale Earhart e Noonan si schiantarono alle isole Marshall, e il loro aereo fu recuperato da una nave giapponese, è stata nel tempo avvalorata da diversi testimoni del posto, tanto che negli anni Ottanta le isole Marshall fecero anche dei francobolli sulla storia. Secondo la tesi degli esperti di History, Earhart e Noonan furono portati dalla Koshu a Saipan, un’isola delle Marianne settentrionale al tempo sotto il controllo giapponese, dove morirono in prigione. In un’anteprima dello speciale si dice anche che sono stati ritrovati dei rottami che potrebbero essere dell’aereo di Earhart, e la prigione dove furono detenuti. Gli esperti che hanno condotto l’indagine hanno contattato l’esercito giapponese, il ministero degli Esteri e gli archivi nazionali giapponesi per ottenere la loro versione, ma la risposta è stata che non sono a conoscenza di prove che supportino la tesi di History. Non ci sono però funzionari dell’epoca ancora in vita, e molti documenti sulle attività di controspionaggio negli anni precedenti alla guerra nel frattempo sono stati distrutti. Le persone che si sono occupate dell’indagine non sono neanche riuscite a stabilire se il governo americano fosse a conoscenza di queste prove.

L’inchiesta di History deve ancora essere trasmessa integralmente, ed è probabile che alcune delle prove presentate siano circostanziate meglio: per ora la tesi basata unicamente sulla fotografia appare piuttosto fragile, visto che la qualità e la posa delle due persone che si ipotizza possano essere Earhart e Noonan non permette un grande livello di certezza riguardo alla loro identificazione.

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