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  • venerdì 30 giugno 2017

Manca poco alla liberazione di Mosul

L'esercito iracheno ha riconquistato un altro pezzo della città vecchia, l'ISIS potrebbe essere sconfitto nel giro di qualche giorno

Mosul, 29 giugno 2017 (AP Photo/Felipe Dana)

L’esercito iracheno, alleato e aiutato dagli Stati Uniti, è molto vicino alla liberazione di Mosul, la principale città dell’Iraq dove c’è ancora una presenza dello Stato Islamico (o ISIS). Ieri i soldati iracheni hanno riconquistato il territorio dove fino alla scorsa settimana sorgeva la moschea più nota della città, la Grande moschea di al Nuri, prima che i miliziani dello Stato Islamico la distruggessero con delle cariche esplosive. La moschea aveva un significato simbolico molto importante: nel giugno 2014 al suo interno Abu Bakr al Baghdadi, leader dello Stato Islamico, fece la sua prima e finora unica apparizione pubblica.

Ora i miliziani dello Stato Islamico ancora presenti a Mosul, poche centinaia secondo le stime più accreditate, sono concentrati in cinque aree nella parte vecchia della città, a ovest del fiume Tigri, e in un’altra zona più a ovest. Secondo il colonnello Ryan Dillon, il portavoce della coalizione anti-ISIS guidata dagli Stati Uniti, ci vorrà ancora qualche giorno per riconquistare completamente le parti di Mosul controllate oggi dello Stato Islamico.

mosulUna mappa di Mosul: l’esercito iracheno è segnato in rosso, lo Stato Islamico in nero (Liveuamap)

Ieri, dopo la riconquista della Grande moschea di al Nuri, il primo ministro iracheno Haider al Abadi ha scritto su Twitter: «Stiamo assistendo alla fine del finto stato di Daesh [il nome che a volte viene usato per indicare lo Stato Islamico], e la liberazione di Mosul lo dimostra. Non molleremo, i nostri soldati coraggiosi ci porteranno alla vittoria».

La riconquista completa di Mosul non significherà comunque né la fine delle violenze in città, né la sconfitta totale dello Stato Islamico in Iraq.

Negli ultimi giorni molti soldati iracheni impegnati nelle operazioni militari a Mosul sono stati colpiti dai contrattacchi dello Stato Islamico, che è riuscito più di una volta a penetrare nelle linee di difesa nemiche e provocare morti e feriti. Ci si aspetta che questo livello di violenze continuerà anche dopo la liberazione della città, come ha ribadito un report diffuso ieri del Combating Terrorism Center, un centro studi dell’accademia militare dell’esercito americano. Il report ha contato gli attacchi compiuti dallo Stato Islamico in 16 città dell’Iraq e della Siria che erano state precedentemente liberate dalla presenza del gruppo estremista: 1.500, tantissimi. Inoltre, anche dopo la sconfitta di Mosul, lo Stato Islamico continuerà a controllare alcune città dell’Iraq, anche se più piccole e meno importanti di Mosul, oltre che una parte rilevante della Siria, tra cui la provincia orientale di Deir Ezzor e Raqqa.

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