Peacekeeper dell'ONU a Bria, in Repubblica Centrafricana, il 12 giugno 2017 (SABER JENDOUBI/AFP/Getty Images)
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  • mercoledì 21 Giugno 2017

Più di 100 persone sono state uccise in un solo giorno nella Repubblica Centrafricana

Ieri nella città di Bria sono ricominciati gli scontri tra milizie cristiane e musulmane, dopo una tregua durata meno di 24 ore

Peacekeeper dell'ONU a Bria, in Repubblica Centrafricana, il 12 giugno 2017 (SABER JENDOUBI/AFP/Getty Images)

Più di 100 persone sono state uccise in un solo giorno a Bria, una città della Repubblica Centrafricana, a causa degli scontri tra due fazioni rivali. Associated Press ha scritto che la situazione è così precaria che i medici della Croce Rossa non riescono nemmeno a uscire per strada per recuperare i corpi dei morti. Gildas Gbeni, che opera in una comunità cattolica a Bria, ha raccontato che «i testimoni provenienti da quartieri diversi hanno detto di avere dovuto superare decine di corpi gettati per strada». La stima dei 100 morti è ancora provvisoria, ha detto il sindaco di Bria, Maurice Balekouzou: molte altre persone sono state portate all’ospedale locale gestito dall’organizzazione internazionale Medici Senza Frontiere.

Gli scontri sono cominciati martedì mattina tra le due fazioni che si fanno la guerra dal marzo 2013: i gruppi musulmani ribelli e le milizie cristiane. Le violenze erano diminuite nel 2016, ma da qualche mese gli scontri sono ricominciati. Lunedì sorso quasi tutti i rappresentanti delle milizie che combattono nella Repubblica Centrafricana si sono incontrati a Roma e hanno firmato una tregua per interrompere le violenze, che però è stata violata in meno di 24 ore. Finora nella guerra tra le due fazioni sono state uccise migliaia di persone e altre centinaia di migliaia sono state costrette a lasciare le loro case.